Circondario

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Il circondario, nel diritto italiano, indica l'ambito territoriale di gravitazione di una città o di competenza di un ufficio.


Storia[modifica | modifica wikitesto]

Circondario amministrativo del Regno delle Due Sicilie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisione amministrativa del Regno delle Due Sicilie.

Il Regno delle Due Sicilie aveva, come ente amministrativo, intermedio fra i distretti e i comuni, i circondari. Isitituiti a seguito della fusione del Regno di Napoli con il Regno di Sicilia nel 1816, vennero soppressi in seguito all'invasione garibaldina e all'annessione al Regno di Sardegna.

Circondario amministrativo del Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Circondario (Regno d'Italia).

Il circondario amministrativo, che sostituì l'istituto del distretto del Regno delle Due Sicilie in seguito all'Unità d'Italia, è stato un ente intermedio tra la provincia e il mandamento, istituito nel Regno di Sardegna nel 1859 con il Decreto Rattazzi[1], come nuova denominazione della "provincia" sabauda, che corrispondeva all'arrondissement francese. Fu esteso alla maggior parte dei restanti territori della penisola in seguito alla loro annessione.[2] Venne soppresso come istituzione nel 1927[3].

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Circondario rurale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Circondario rurale (Germania) e Circondario rurale (Federazione russa).

Il Circondario rurale è un ente amministrativo presente in Germania (il Landkreis) e nella Federazione russa.

Circondario giudiziario[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ordinamento della giustizia in Italia.

Per circondario giudiziario si intende l'ambito territoriale di competenza di un tribunale. Originariamente coincidente con i circondari amministrativi, a seguito delle modifiche intervenute sulle circoscrizioni provinciali dal 1927 a oggi e della riforma dell'ordinamento giudiziario, numerosi circondari comprendono oggi comuni appartenenti a differenti province. Nelle leggi e negli atti dello Stato ancor oggi il termine "circondario" si riferisce implicitamente al territorio e alle città sede di tribunale. Nei capoluoghi di circondario hanno sede ordini professionali e associazioni di categoria e fino al 1996 avevano sede le commissioni tributarie di primo grado.

Circondario di decentramento amministrativo[modifica | modifica wikitesto]

Il circondario amministrativo è stato introdotto al fine di istituire un ente intermedio tra provincia e comune, sotto forma di unioni di comuni, di decentramento delle funzioni regionali e provinciali e di accentramento di funzioni sovracomunali; numerose Regioni hanno istituito circondari di decentramento tra gli anni '70 e anni '80 del XX secolo, spesso grosso modo coincidenti con i circondari giudiziari o con l'ambito di presenza di uffici pubblici statali, tra cui il Piemonte (Alba-Bra, Ivrea, Pinerolo, Verbano-Cusio-Ossola, Biella, Mondovì, Casale Monferrato, Saluzzo-Savigliano-Fossano), la Lombardia (Lodi, Lecco), Emilia-Romagna (Rimini), la Toscana (Prato), la Puglia (Barletta) e la Basilicata (Lagonegro, Melfi), anche sotto la spinta di rivendicazioni di autonomia provinciale dei relativi territori. I circondari erano solitamente sede anche di sezioni dei comitati regionali di controllo degli atti degli enti locali e di uffici di decentramento regionale, come anche nel caso della Sardegna (Tempio Pausania, Lanusei, Iglesias). Diversi di questi territori hanno infatti successivamente acquisito l'autonomia provinciale.

Dal 2000, in base all'articolo 21 del "Testo unico degli enti locali"[4] la provincia, "...in relazione all'ampiezza e peculiarità del territorio, alle esigenze della popolazione ed alla funzionalità dei servizi, può disciplinare nello statuto la suddivisione del proprio territorio in circondari e sulla base di essi organizzare gli uffici, i servizi e la partecipazione dei cittadini". Il circondario è divenuto pertanto circoscrizione di decentramento amministrativo sub-provinciale e di aggregazione facoltativa di funzioni comunali e viene istituito direttamente dalla provincia di appartenenza, divenendo di fatto un comprensorio dalle funzioni e dimensioni ridotte, la cui costituzione non comporta alcuna modificazione nell'organizzazione e nella distribuzione degli uffici pubblici non provinciali. Sono stati così istituiti circondari nelle province di Terni (Orvieto), Torino (Ivrea, Pinerolo, Susa, Lanzo), Venezia (Veneto Orientale), Bologna (Imola), Forlì-Cesena (Forlì, Cesena), Firenze (Empolese-Valdelsa), Livorno (Val di Cornia), Siena (Val d'Elsa, Chianti Senese, Crete Senesi, Val di Chiana, Val d'Orcia-Amiata, Val di Merse), Reggio Calabria, (Stretto, Palmi e Locri).

Dal 2010[5] i circondari provinciali esistenti sono stati soppressi.

Circondario marittimo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Circondario marittimo.

Il circondario marittimo è una suddivisione amministrativa del litorale italiano. È l'ambito di competenza dell'Ufficio circondariale marittimo e ha normalmente sede in un porto minore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regio decreto n. 3702 del 23 ottobre 1859.
  2. ^ L'introduzione dei circondari fu molto irregolare negli ex domini asburgici, dove venne spesso mantenuta la figura del distretto.
  3. ^ Regio Decreto n. 1 del 02 gennaio 1927.
  4. ^ Decreto legislativo n.267 del 18 agosto 2000.
  5. ^ Legge n. 42 del 25 marzo 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Chiesi, L. Borsari, G. Isidoro Arneudo, La patria; geografia dell'Italia, vol. 2, Unione Tipografico, Torino, 1899