Circolo di confusione

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Se l'immagine proietta un vertice all'interno del circolo di confusione, allora l'immagine appare nitida.

Il circolo di confusione, in ottica e in fotografia, rappresenta l'effetto creato da un punto immagine, in relazione alla sfocatura sul piano del sensore (piano focale posteriore, piano pellicola, etc.) e l'effetto è più evidente con i punti luce o con i punti a maggior luminosità. La figura a fianco spiega essenzialmente il principio della creazione dei circoli di confusione, utilizzando l'esempio della messa a fuoco di un punto immagine catturato sull'asse ottico: quando la messa a fuoco del punto immagine è corretta (esempio centrale della figura) esso sarà rappresentato nitidamente, mentre spostando la messa a fuoco in avanti o indietro, il punto immagine aumenterà sempre di più la sua dimensione, creando ed allargando il circolo di confusione che lo rappresenta (nella figura, viene spostato il punto immagine). I circoli di confusione sono essenzialmente rotondi, in quanto le lenti degli obiettivi sono circolari e vengono misurati in base al diametro che raffigurano, ma sono naturalmente soggetti ad assumere la forma (silhouette) dei profili delle lame, quando si chiude il diaframma (esagonali, pentagonali, etc.). Essendo in stretto rapporto con l'acutezza visiva binoculare umana (mediamente 11 linee per mm a 25 cm), la misura dei circoli di confusione può raggiungere dimensioni tali che l'occhio non sarà più in grado di distinguere o discriminare: a questo punto si è raggiunta la miglior focalizzazione dei punti immagine. I punti immagine vengono rifratti ad una distanza precisa sull'asse ottico e questo punto è chiamato punto focale. Perpendicolare a questo si trova il piano focale, che coincide con il piano pellicola. Su questo piano, l'immagine appare nitida perché ricostruita come punti, mentre spostamenti lungo l'asse ottico a destra o sinistra, provocano l'espansione dei punti immagine in circoli di confusione.

Determinate procedure di valutazione utilizzando una stampa a contatto di un fotogramma da 8x10 pollici (20x25 centimetri) e una normale acutezza visiva dell'occhio umano col valore di 5 linee per millimetro alla distanza di 25 centimetri. Il circolo di confusione minimo corrisponde al reciproco del valore e quindi a 0,2 millimetri. Assumendo questo valore come esempio, si possono derivare i diversi valori per gli altri formati di pellicola (rapportandoli al fotogramma 8x10").

Ad esempio, una pellicola 35 mm (24x36 mm) dev'essere ingrandita di 7,56 volte per raggiungere il formato 20x25 centimetri usato come termine di paragone. Quindi il circolo di confusione sarà calcolato come 0,2 mm / 7,56 = 0,026 mm. Diminuire o aumentare questo valore rende l'immagine più o meno nitida.


Diametro del circolo di confusione in rapporto al formato pellicola[modifica | modifica wikitesto]

Pellicola Dimensioni della pellicola CdC
Piccolo formato
APS-C 22,5 mm x 15,0 mm 0,016 mm
35 mm 36 mm x 24 mm 0,026 mm
Medio formato
6x5 56 mm x 42 mm 0,043 mm
6x6 56 mm x 56 mm 0,049 mm
6x7 56 mm x 69 mm 0,055 mm
6x9 56 mm x 84 mm 0,062 mm
6x12 56 mm x 112 mm 0,077 mm
6x17 56 mm x 168 mm 0,109 mm
Grande formato
4x5 90 mm x 127 mm 0,100 mm
5x7 127 mm x 178 mm 0,135 mm
8x10 203 mm x 254 mm 0,200 mm

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]