Mura di Padova

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Porta Molino a Padova

La cinta muraria di Padova è il complesso di opere difensive che nel corso dei secoli sono state erette per difendere la città da attacchi ostili. Si possono distinguere almeno 4 cinte diverse.

Indice

[modifica] Mura romane

L'ansa del Medoacus su cui si sviluppò il nucleo originario della città (in rosso la cinta rinascimentale)

Le mura romane furono costruite durante la dominazione romana e non ne rimane quasi traccia se non i resti incorporati nelle fondamenta di qualche palazzo. Secondo gli storici il tracciato di queste mura corrispondeva all’antica ansa del Medoacus (antico nome del Brenta, che scorreva in centro a Padova fino all'alluvione del 589) in cui si sviluppò il primo nucleo urbano patavino.

[modifica] Mura duecentesche

Le mura duecentesche (dette anche mura comunali o mura medievali) furono erette all’inizio del XIII secolo dal Comune di Padova. Il loro tracciato era delimitato dai due rami del Bacchiglione, il Tronco Maestro e il Naviglio Interno, che svolgevano funzione di fossato difensivo. Di questa cinta rimangono numerosi tratti attorno al Castello e vicino a Porta Molino. Poche tracce restano in Riviera Tito Livio, Riviera Albertino Mussato.

Delle porte che circondavano la città rimangono solo Porta Molino e Porta Altinate.

[modifica] Mura carraresi

Le mura carraresi furono fatte costruire dai Carraresi nel XIV secolo: il loro tracciato corrispondeva quasi interamente a quello delle successive mura cinquecentesche. Non ne rimane quasi nulla perché furono demolite durante la guerra contro la Lega di Cambrai per creare la cinta rinascimentale. Alcuni tratti possono essere visti in via delle Dimesse, vicino a Prato della Valle.

[modifica] Mura cinquecentesche

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Fortificazione alla moderna.

Le mura cinquecentesche (dette anche mura rinascimentali o mura veneziane) furono fatte costruire dalla repubblica veneziana durante nei primi decenni del XVI secolo su progetto del condottiero Bartolomeo d'Alviano. Le mura rinascimentali erano protette sul fianco occidentale da un canale detto fossa Bastioni, tuttora esistente. La cinta è quasi intatta, tranne i tratti demoliti negli anni sessanta per fare posto al nuovo Ospedale Civile.

Quasi tutte le porte della cinta muraria rinascimentale sono conservate. In particolare:

Va ricordato che alcune brecce nelle mura non sono porte nonostante il nome con cui sono conosciute (è il caso di Porta Trento) ma varchi creati nell'Ottocento per esigenze di viabilità.

[modifica] Il dibattito sulla valorizzazione delle mura

Negli ultimi anni le mura sono state al centro di numerose discussioni sulla loro valorizzazione: in molti chiedono la realizzazione dell'anello verde attorno alle mura, il polmone verde pensato dall'urbanista Luigi Piccinato. Gli interventi realizzati attorno alle mura sembrano però andare, secondo molti, nella direzione contraria (vedi il discusso monumento "Memoria e Luce" dell'architetto Daniel Libeskind, realizzato nella golena delle Porte Contarine).

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Bibliografia

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