Cinematografia digitale

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Arriflex D-21
Panavision Genesis

La cinematografia digitale è il processo di acquisizione delle immagini in movimento come flusso di dati digitali, piuttosto che impressione di pellicola cinematografica. La registrazione può avvenire su nastro magnetico, hard disk, memoria flash o qualsiasi altro supporto in grado di registrare dati digitali. Nella misura in cui la tecnologia è migliorata questa pratica è diventata sempre più comune, al punto che alla fine del primo decennio degli anni 2000 la gran parte dei film destinati alle sale sono prodotti in parte o totalmente con strumenti digitali[1].

Diversi produttori hanno sviluppato macchine da presa digitali, come i marchi della cinematografia tradizionale Arri e Panavision; nuove imprese come Red e Silicon Imaging nate per sviluppare la cinematografia digitale senza aver mai prodotto apparecchiature tradizionali; e aziende che sono tradizionalmente incentrate su apparecchiature video consumer e broadcast, come Sony e Panasonic.

La definitiva accettazione della cinematografia digitale può essere datata al 2009, quando The Millionaire è diventato il primo film girato prevalentemente in digitale ad essere insignito del premio Oscar alla Migliore Fotografia[2], e il primo film campione di incassi nella storia del cinema, Avatar, non solo è stato girato in digitale, ma ha anche realizzato maggiori ricavi in sale predisposte per la proiezione digitale piuttosto che in quelle tradizionali. Nel 2010, l'Oscar al Miglior Film Straniero, El secreto de sus ojos, è stato vinto da un film girato in digitale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ consulta un elenco di film girati in digitale
  2. ^ ...Vince l’Oscar per la migliore fotografia The Millionaire! Si tratta un di un film girato con strumentazione sperimentale....Viva Cinema/

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