Cinema d'essai

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Per cinema d'essai (dal francese, letteralmente "cinema di prova" o "di sperimentazione", noto anche come cinema d'autore), si intende un particolare genere cinematografico, generalmente non rivolto ad esigenze di consumo di massa. Esso infatti indica in generale quella cinematografia rivolta a chi delle opere cinematografiche privilegia aspetti che vanno oltre il mero intrattenimento, come, ad esempio, il valore artistico, formale, di sperimentazione sul linguaggio cinematografico, oppure di impegno sociale.

Per estensione, il termine individua anche una sala cinematografica che proietti pellicole del genere.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il cinema d'essai nasce quando il cinema non gode ancora di uno status artistico pieno. Riviste e associazioni europee, fin dal 1917, contribuiscono a farlo diventare la "settima arte".

Il primo e più energico sostenitore in questa direzione, fu Louis Delluc, il quale, oltre a pubblicare una rivista (Le Journal du Ciné-Club), lavorò parecchio a sostegno delle pellicole del cinema impressionista francese. Movimenti cinematografici come l'impressionismo francese, l'espressionismo tedesco e la scuola sovietica del montaggio, riuscirono a beneficiare dell'impatto che queste iniziative avevano sul pubblico intellettuale.

All'inizio del XX secolo, la prima "salle specialisée" venne inaugurata a Parigi nel 1924 da Jean Tedesco, critico vicino alla rivista di Delluc. Sale simili cominciarono ad essere aperte in quasi tutti i maggiori stati europei, diffondendosi presto anche fuori dal continente. Contemporaneamente le varie legislazioni del settore andavano selezionando i criteri per l'ammissione di sale e film al concetto d'essai, ovvero in generale di un prodotto che avesse interesse culturale dominante rispetto alla sua riuscita commerciale.

I cinema d'essai iniziarono a sorgere sul territorio USA già nel 1925. A New York in quell'anno venne inaugurata la Films Art Guide, società che proponeva gli spettacoli di domenica mattina a un pubblico di esperti.
A partire dal 1930 l'impegno di intellettuali statunitensi ed emigranti europei favorì la crescita di questi circuiti sul suolo statunitense, patria di Hollywood e del cosiddetto cinema commerciale.

La vera esplosione si ebbe durante gli anni sessanta quando quasi tutte le grandi città statunitensi, oltre che le cittadine universitarie, ospitavano più di una sala di questo tipo. I film proiettati erano soprattutto di importazione.

A essere diffusi furono soprattutto pellicole inglesi (alcune, come Scarpette rosse di Michael Powell, ebbero un successo tale da superare il confine dell'essai e diventare campioni di incassi occupando il circuito commerciale). Fu in questo contesto che il pubblico americano conobbe film come Roma città aperta di Roberto Rossellini, Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, o Amanti perduti di Marcel Carné.

Questi film venivano proiettati con i sottotitoli e molti di essi proponevano contenuti audaci cui gli spettatori americani non erano abituati. E Dio creò la donna lanciò Brigitte Bardot in America non tanto per la complessità del soggetto, quanto per la leggerezza con cui temi "proibiti" dalla censura americana venivano trattati.
In sostanza, si dichiara d'essai un film che "contribuisca alla diffusione della cultura cinematografica ed alla conoscenza di correnti e tecniche sperimentali".

Oggi il modo più rapido per diffondere il cinema d'avanguardia europeo è quello di creare un circuito alternativo (parallelo a quello commerciale) che affianchi alla visione del film incontri e dibattiti.
In questo modo si riesce a "promuovere" e a valorizzare i principali film dell'epoca, oltre che il cinema stesso.

La tutela legale in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il d. lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 ("Codice dei beni culturali e del paesaggio") individua la necessità di preservare il patrimonio culturale italiano e inserisce anche i film, inclusi i negativi, in questo ambito.
Il d.lgs 22 gennaio 2004 n. 28 distingue poi le sale cinematografiche dalle sale d'essai, dove per legge il 70% della programmazione (o il 50% se in città inferiori ai 40.000 abitanti) è riservata appunto ai film d'essai, riconosciuti in quanto tali da una commissione del MIBAC. All'interno di questa quota almeno metà della programmazione deve però essere italiana o dell'UE.[1]

Anche film non italiani possono essere dichiarati d'essai, se rispettano alcuni criteri, come quello di essere almeno quinti in una lista di paesi che esportano film in Italia (calcolo eseguito sui biglietti venduti presso la SIAE), quindi in qualche modo rappresentanti minoranze culturali da preservare. Al di là della scelta della commissione, l'aver partecipato ufficialmente ad alcuni festival è un criterio automatico per poter accedere alla qualifica e ai relativi fondi e benefici fiscali. Anche i film della Scuola nazionale di cinema sono automaticamente considerati d'essai.

Le sale dal 1980 sono riunite in una federazione (FICE), a sua volta facente parte della Confédération Internationale des Cinémas d'Art et d'Essai (CICAE), nata nel 1955, alla quale partecipa anche l'Associazione Italiana Amici Cinema d'Essai (AIACE), nata nel 1962 e diretta da Jacopo Chessa. Il riconoscimento delle sale dura due anni ed è ovviamente rinnovabile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ art. 2 comma 9 d.lgs 28/2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]