Cimitero acattolico di Roma

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Coordinate: 41°52′34″N 12°28′46″E / 41.876212, 12.479299

Cimitero acattolico di Roma
Vista del Cimitero
Vista del Cimitero
Tipo civile
Confessione religiosa acattolica
Stato in uso
Ubicazione
Nazione Bandiera dell'Italia Italia
Città Roma
Luogo
Comune
Costruzione
Periodo costruzione 1738 circa
Data apertura 11 ottobre 1821 (data ufficiale)
Data chiusura
Data riapertura
Area
Ingegnere
Architetto
Tombe famose John Keats, Antonio Gramsci
Note


Il Cimitero acattolico di Roma (già Cimitero degli Inglesi o anche Cimitero dei protestanti) si trova nel quartiere di Testaccio, vicino a Porta San Paolo, a lato della Piramide Cestia, una piramide di stile egizio su scala ridotta costruita nel 12 a.C. come tomba ed integrata successivamente in una sezione delle Mura Aureliane che delimitano il cimitero sul lato meridionale.

Indice

[modifica] Storia

Vista sulla parte centrale del cimitero

Dal momento che le regole della Chiesa Cattolica vietavano di seppellire in terra consacrata i non cattolici - quindi protestanti, ebrei e ortodossi, nonché i suicidi e gli attori - queste persone erano "espulse" dalla comunità cristiana cittadina, dopo morte, seppellendole fuori dalle (o al margine estremo delle) mura. Le inumazioni avvenivano di notte per evitare manifestazioni di fanatismo religioso e per preservare l'incolumità di coloro che partecipavano ai riti funebri[1] Un cimitero dedicato agli attori, ad esempio, era fuori Porta Pinciana, dove adesso corre via del Muro Torto; il cimitero degli ebrei invece era sulla collina dell'Aventino di fronte al circo Massimo, dove ora è il roseto comunale.

La prima sepoltura nota è quella di uno studente di Oxford chiamato Langton, del 1738, ma il cimitero fu aperto ufficialmente (con editto della Segreteria di stato di Pio VII Chiaramonti), l'11 ottobre 1821. La decisione si era resa necessaria dato il numero sempre crescente di visitatori stranieri, in gran parte studenti, scrittori ed artisti, che nell'epoca del romanticismo e del neoclassicismo si recavano a Roma dall'Europa del Nord, con conseguente aumento dei non cattolici che morivano in città, come accadde al poeta inglese John Keats, in quello stesso anno.

Come indica il nome ufficiale, il Cimitero acattolico di Roma è il posto per l'ultimo riposo non solo dei protestanti, ma dei non-cattolici in generale; è riservato però a quelli stranieri, senza distinzione di nazionalità. Col tempo, vi sono stati sepolti anche intellettuali italiani che rappresentavano in qualche modo una cultura alternativa, "straniera" rispetto a quella dominante, primo tra tutti Antonio Gramsci.

I grandi, centenari cipressi, il prato verde che circonda parte delle tombe, la bianca piramide che svetta dietro la recinzione di mura romane, insieme ai gatti che prendono il sole e passeggiano indisturbati tra le lapidi redatte in tutte le lingue del mondo, conferiscono a questo piccolo cimitero uno stile inimitabile.

Attualmente la custodia e la gestione del cimitero è affidata alle rappresentanze straniere in Italia. Dato lo spazio esiguo a disposizione, e per mantenere intatto il carattere del luogo, solo eccezionalmente viene concessa la sepoltura a italiani illustri che, sia per la qualità della loro opera che per le circostanze della vita, siano stati in qualche modo "stranieri" nel proprio paese.

[modifica] Collegamenti

 È raggiungibile dalle stazioni: Roma Porta San Paolo e Piramide.
 È raggiungibile dalla stazione di: Roma Ostiense.

[modifica] Personaggi famosi sepolti nel cimitero

[modifica] John Keats

Tomba di John Keats

Tra le numerose tombe di personaggi celebri è da ricordare quella del poeta inglese John Keats (1795-1821). Keats morì a Roma di tubercolosi. Il suo epitaffio, che non lo cita per nome, fu commissionato dai suoi amici Joseph Severn e Charles Brown:

(EN)
« This grave contains all that was mortal, of a YOUNG ENGLISH POET, who on his death bed, in the bitterness of his heart, at the malicious power of his enemies, desired these words to be engraven on his tombstone: Here lies one whose name was writ in water  »
(IT)
« Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua”  »

Poco distante, una lastra marmorea, in risposta a questa frase mostra la seguente: Keats! Se il tuo caro nome fu scritto sull'acqua, ogni goccia è caduta dal volto di chi ti piange.

[modifica] Percy Shelley

Shelley (1792-1822) fu un poeta inglese che annegò nell'affondamento del suo vascello al largo della costa tirrenica fra Portovenere e la Toscana e fu cremato sulla spiaggia vicino a Viareggio, là dove le onde avevano spinto il suo corpo. Le sue ceneri furono sepolte nel cimitero protestante; il suo cuore, che il suo amico Edward John Trelawny aveva strappato dalle fiamme, fu conservato dalla sua vedova, Mary Shelley, fino alla sua morte e fu sepolto con lei nel Bournemouth.

[modifica] Antonio Gramsci

Tomba di Antonio Gramsci

La sepoltura di Antonio Gramsci è stata immortalata dai versi di Pier Paolo Pasolini ne "Le ceneri di Gramsci":

« Uno straccetto rosso, come quello/ arrotolato al collo ai partigiani/ e, presso l'urna, sul terreno cereo,/ diversamente rossi, due gerani./ Lì tu stai, bandito e con dura eleganza/ non cattolica, elencato tra estranei/ morti: Le ceneri di Gramsci...  »

La lapide apposta sopra l'urna contiene le semplici parole "Cinera Antonii Gramscii"; la frase latina è in realtà imprecisa, dovrebbe recitare infatti: "Cineres Antonii Gramscii".

[modifica] William Story

Un'altra sepoltura degna di nota è quella dello scultore statunitense William Wetmore Story (1819-1895). Sopra la sepoltura che lo accoglie insieme alla moglie, è installata una celebre scultura in marmo e pietra realizzata dallo stesso Story per la morte della moglie. La statua, chiamata "L'Angelo del Dolore", raffigura un angelo disteso sul sepolcro, gemente; l'artista morì poco dopo averla ultimata. L'osservatore è colpito dal grande realismo della scultura, mollemente abbandonata nella disperazione; la sua bellezza ha fatto il giro del mondo anche attraverso numerose copie, una delle quali impressa sulla cover del quinto album della band symphonic metal finlandese Nightwish.

[modifica] Altre sepolture notevoli

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ http://www.protestantcemetery.it/main.html Sito del cimitero acattolico di Roma


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