Cimitero Teutonico

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Coordinate: 41°54′05″N 12°27′16″E / 41.901389°N 12.454444°E41.901389; 12.454444[1]

Campo Santo dei Teutonici e dei Fiamminghi
Il Cimitero Teutonico visto dall'alto, nel cortile del Collegio omonimo
Il Cimitero Teutonico visto dall'alto, nel cortile del Collegio omonimo
Tipo civile civile
Confessione religiosa cattolico
Stato attuale in uso
Ubicazione
Stato Italia Italia
Città Roma
Costruzione
Data apertura 799

Il Campo Santo dei Teutonici e dei Fiamminghi (in tedesco Friedhof der Deutschen und der Flamen, in olandese Begraafplaats van de Teutoonse en de Vlaamse) chiamato anche Cimitero Teutonico o Campo Santo Teutonico, si trova a Roma, in via della Sagrestia 17.

È situato in un'area adiacente al confine con la Città del Vaticano; area, questa, soggetta però ad extraterritorialità a favore della Santa Sede.[2] Malgrado ciò, esso è solitamente considerato come l'unico cimitero all'interno del Vaticano; qui sono sepolte persone di nazionalità austriaca, sudtirolese, svizzero-tedesca, liechtensteinesi, lussemburghese, e belga di lingua tedesca, oltre a fiamminghi e olandesi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Collegio Teutonico: si può notare sul fianco la piccola porticina che porta all'interno del Cimitero Teutonico che si presenta di ridotte dimensioni e all'interno delle mura dello stesso Collegio

Il Cimitero Teutonico è posto adiacente del Vaticano, tra la basilica di San Pietro e la sala per le udienze Paolo VI e si qualifica ancora oggi come il più antico cimitero germanico di Roma. L'area è circondata da un alto muro che racchiude il camposanto nell'area ove un tempo sorgeva il circo di Nerone, luogo simbolico ove molti martiri del protocristianesimo vennero martirizzati. È probabilmente a quest'epoca che potrebbe risalire il primo utilizzo del sito quale luogo di sepoltura. Nel 799 qui venne posta una Schola Francorum fondata dallo stesso Carlomagno.

Durante l'Anno Santo del 1450 venne registrato che la chiesa ed il cimitero teutonico si trovavano in cattivo stato e pertanto si rendeva necessario in vista dell'anno giubilare realizzare dei lavori di ristrutturazione e ricostruzione. Nel 1454 i membri di origine tedesca facenti parte della curia romana diedero dei fondi per una totale ricostruzione dell'area garantendone il mantenimento nel corso dei secoli e facendo assumere alla struttura la forma attuale dal finire del secolo. Nel 1597 venne fondata l'"Arciconfraternita di Nostra Signora" con sede presso il cimitero teutonico e col compito di amministrarlo. Nel 1876, non lontano dal luogo sacro venne costruita una residenza per studenti di origine tedesca interessati ai campi di storia ecclesiastica e archeologia sacra. Nel 1888 vi venne aggiunta anche una biblioteca probeniente dalla Goerres Society con 35.000 volumi.

L'accesso alla chiesa è reso possibile solo dal camposanto e tale ingresso è stato ricostruito completamente tra il 1972 ed il 1975 per opera dell'architetto tedesco Elmar Hillebrand su donazione del presidente della repubblica tedesca Theodor Heuss. Presso il portale di sinistra della chiesa si trova una statua della Madonna col Bambino con lo stemma dell'Arciconfraternita che rappresenta un'aquila bicefala con la pietà, unendo il noto episodio cristologico con l'insegna imperiale.

La Cappella Svizzera all'interno della chiesa è il luogo di sepoltura delle guardie svizzere cadute durante il sacco di Roma del 1527 ed è affrescata da Polidoro Caldara, discepolo di Raffaello. Dopo tale data, ad ogni modo, il cimitero non poté più accogliere le salme delle persone di origine svizzera, e lo stesso corpo delle Guardie ottenne il patronato di un'altra chiesa.

La struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il giardino che attornia il camposanto

Il cimitero si presenta di ridotte dimensioni ed un tempo appariva aperto, ma dalle ristrutturazioni di metà quattrocento esso venne inglobato all'interno della struttura del Collegio così da divenirne parte integrante. Dall'esterno, infatti, il muro di cinta pare chiudere un giardino dal quale fuoriescono palme ad alto fusto e vari alberi che di fatti costituiscono l'assetto generale del giardino con le varie tombe presenti in esso.

Defunti famosi qui sepolti[modifica | modifica wikitesto]

Data la sua particolare collocazione, il Cimitero Teutonico di Roma ha ogni anno migliaia di richieste di interro, ma secondo gli statuti di fondazione esso rispetta canoni precisi; possono essere qui sepolti: membri dell'arciconfraternita responsabile del cimitero, religiosi di origine tedesca e membri dei due collegi teutonici di Roma (l'Anima ed il Germanico). Tradizionalmente ad ogni modo vengono accolti tutti i personaggi di rilievo di origine tedesca e fiamminga che abbiano prestato servizio alla chiesa e che siano morti in Roma.

Tra le personalità di spicco ivi sepolte ricordiamo:

Il criterio per essere sepolti nel Cimitero Teutonico è essere di religione cattolica e di madrelingua tedesco o fiamminga indipendente dalla nazionalità e risiedere a Roma[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Erwin Gatz (Hg.): 1200 Jahre Campo Santo Teutonico. Ein Festbericht. Roma 1988.
  • Erwin Gatz: Hundert Jahre Deutsches Priesterkolleg beim Campo Santo Teutonico, 1876–1976. Roma, Friburgo i. Br. u. a. 1977.
  • Nikolaus Grass: Camposanto-Teutonico-Privilegien für Österreich. Ein Beitrag zur Sakralkultur im Zeitalter Kaiser Maximilians I. In: Walter Höflechner u. a. (Hgg.): Domus Austriae. Festgabe für Hermann Wiesflecker zum 70.Geburtstag. Graz 1983, S. 137–158.
  • Ursula Fischer Pace: Kunstdenkmäler in Rom. Wissenschaftliche Buchgesellschaft 1988.
  • Rudolf Schieffer: Karl der Große, die schola Francorum und die Kirchen der Fremden in Rom in: Römische Quartalschrift für christliche Altertumskunde und Kirchengeschichte 93 (1998), S. 20–37.
  • Aloys Schmidt: Das Archiv des Campo Santo Teutonico. Nebst geschichtlicher Einleitung. Friburgo i. Br. 1967.
  • Knut Schulz: Die Anfänge der Bruderschaft des Campo Santo Teutonico (bis zum ersten Viertel des 16. Jahrhunderts) in: Römische Quartalschrift für christliche Altertumskunde und Kirchengeschichte 93 (1998), S. 38–61.
  • Andreas Tönnesmann und Ursula Fischer Pace: Santa Maria della Pietà. Die Kirche des Campo Santo Teutonico. Freiburg i. Br. 1988.
  • Anton de Waal: Der Campo Santo der Deutschen zu Rom. Geschichte der nationalen Stiftung, zum elfhundertjährigen Jubiläum ihrer Gründung durch Karl den Großen. Friburgoi. Br. 1896.
  • Albrecht Weiland: Der Campo Santo Teutonico in Rom und seine Grabdenkmäler. Roma u. a. 1988.
  • Albrecht Weiland: Der Campo Santo Teutonico. Ein Deutscher Friedhof im Vatikan, In: Der Herold, Band 13, Hft. 6, Berlino (1991), S. 178-189.
  • Erwin Gatz / Albrecht Weiland: Campo Santo Teutonico Rom (Schnell, Kunstführer Nr. 1000), 4., neu bearbeitete Aufl., Ratisbona 2006.

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