Cigno (uccello)

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Esemplare di Cigno reale
Visione ravvicinata
Cigno in torrente
Cigno Nero

Cigno è il nome comune di alcuni grandi, bianchi uccelli acquatici dal lungo collo flessuoso, facenti parte del genere Cygnus della famiglia degli Anatidi.

Indice

[modifica] Distribuzione e habitat

Presente con varie specie e sottospecie in tutto il mondo. Le rive dello specchio d'acqua devono essere in lieve pendio per consentire ai cigni d'entrare ed uscire agevolmente dall'acqua. Inoltre il terreno dev'essere dotato d'un prato verde dove i cigni possano "pascolare" allegramente.

[modifica] Descrizione

La tradizione poetica gli attribuisce un suono, che emetterebbe quando è nel periodo degli amori (il famoso canto del cigno), che però ben pochi possono vantarsi d'aver udito. Grigi alla nascita, diventano bianchi solo da adulti. Il cigno reale (Cygnus olor) si può osservare in Italia, con la sua notevole apertura alare di 200-240 cm. Il cigno selvatico (Cygnus cygnus) è presente nel Nord-Europa e sverna pure sulle coste orientali dell'Adriatico. Le dimensioni sono praticamente uguali a quelle del cigno reale. La Finlandia lo ha scelto come effigie sulle nuove monete da un Euro. Il cigno minore (Cygnus colombianus, con la sottospecie bewickii) è presente solo in Nord-Europa. Come suggerisce il nome, è più piccolo delle due specie precedenti (ca. 20% più piccolo).

[modifica] Comportamento

Non sporca, non arreca alcun fastidio, non emette suoni se non un lieve sibilo che s'ode appena (tanto che in passato si riteneva che fosse muto). Se nel laghetto vi sono pesci, non li molesta. Difficile è invece, la sua convivenza con i consimili (come le anatre) perché ha un carattere litigioso e dispotico.

[modifica] Riproduzione

I cigni formano coppie che restano unite tutta la vita: nidificano tra i canneti, dove la femmina cova per circa un mese da 4 a 8 uova azzurrognole, mentre il maschio fa la guardia al nido. Alla nascita e fino al raggiungimento dell'età adulta i giovani cigni mantengono un piumaggio assai poco attraente (in genere d'un colore grigiastro simile a quello d'un uccello bianco passato attraverso un camino sporco di fuliggine) ma assai più mimetico - ed utile quindi alla sopravvivenza - di quello, bello ma vistoso, degli adulti.

[modifica] Alimentazione

I cigni sono uccelli essenzialmente erbivori, infatti, si nutrono in prevalenza di piante acquatiche e palustri che strappano dal fondo con il becco. Mentre la maggior parte degli uccelli acquatici deve tuffarsi sott'acqua alla ricerca del cibo, il cigno può tranquillamente esplorare la vegetazione sottostante fino ad un metro di profondità, grazie al suo lunghissimo collo. A volte "pascolano" sulla terraferma e lungo le rive cibandosi di erbe, radici e semi. In realtà la loro dieta non è strettamente vegetariana: infatti, insieme alle erbe ingurgitano anche un buon numero di piccoli animaletti acquatici ad esse associati (crostacei, larve d'insetti e lumachine). Sono poi dei grandi opportunisti, ghiotti di pane (soprattutto se inzuppato nel latte, pastoni per le anatre o destinati ad altri animali, farina d'orzo, riso cotto, biscotti, mais, patate cotte, frutti, crusca, verdure (soprattutto crude), ortaggi vari e perfino carne in minuscoli bocconi mescolati al pastone. In cattività spesso il cibo viene servito in un capiente contenitore di legno e plastica che può essere posato in terra oppure messo a galleggiare sull'acqua.

[modifica] Rapporti con l'uomo

I cigni sono ospiti immancabili di zoo, parchi naturli, orti botanici e grandi residenze dotate di vasti spazi e specchi d'acqua più o meno naturali. Se tenuti in parchi o giardini possono causare qualche piccolo danno alle piante ornamentali. Per un privato, tenere questo splendido palmipede non è impresa per tutti, se non altro perché bisogna disporre d'uno specchio d'acqua (laghetto, stagno o grande vasca), e quindi d'un terreno abbastanza vasto da contenerlo. Tutte le specie di cigni vengono allevate in cattività dall'uomo per uso culinario, per reintegrare le colonie in natura o semplicemente come ornamento di giardini anche dei privati. La profondità dello specchio d'acqua dovrebbe essere d'almeno un metro, perché tanto "pesca" il cigno quando muove le zampe per nuotare. Non bisogna però esagerare con l'alimentazione in cattività. Anticamente il cigno bianco, i cigni esotici nero e collo nero, quello selvatico ed il minore li si allevava per mangiarli: oggi, per fortuna, la loro bellezza li mette al riparo da questo rischio. Un parco destinato ad ospitarlo va comunque recintato, con una rete interrata d'almeno 20 cm, per evitare "evasioni". Le specie di questo maestoso uccello ornamentale sono diverse, variamente diffuse sia allo stato selvatico che provenienti d'allevamenti e poi introdotti in natura, soprattutto nei parchi attrezzati e nei giardini botanici. Infine bisogna prevedere l'esistenza d'uno o più ricoveri, in legno o muratura, alti un metro o più, dove i cigni possano rifugiarsi durante le intemperie e deporre e covare le uova. Il suo allevamento non è difficile, anche se c'è chi sostiene che il cigno non possa essere considerato un animale domestico. Ma l'uomo lo tiene in cattività da tempi immemorabili, con grande soddisfazione e senza recargli danno né limitare la sua libertà. Anche il suo nutrimento non è problematico: provvede da solo a trovare erbe, radici, semi ed animaletti acquatici.

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