Cierva C.30

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Cierva C.30
Focke-Wulf C 30
L'Avro 671 Rota Mk 1 nella livrea Royal Air Force, il Cierva C.30 prodotto su licenza, esposto all'Imperial War Museum, Duxford
L'Avro 671 Rota Mk 1 nella livrea Royal Air Force, il Cierva C.30 prodotto su licenza, esposto all'Imperial War Museum, Duxford
Descrizione
Tipo autogiro da ricognizione
Equipaggio 2
Progettista Juan de la Cierva
Costruttore Regno Unito Cierva Autogiro Company
Regno Unito Avro
Germania Focke-Wulf
Francia Lioré et Olivier
Data primo volo 1933
Data entrata in servizio 1934
Esemplari 143
Sviluppato dal Cierva C.19
Altre varianti Cierva C.40
Dimensioni e pesi
Lunghezza 6,00 m
Altezza 3,38 m
Diametro rotore 11,28 m
Peso a vuoto 554,5 kg
Peso carico 818 kg
Propulsione
Motore un radiale Armstrong Siddeley Genet Major 1A
Potenza 104 kW (140 hp)
Prestazioni
Velocità max 177 km/h
Velocità di crociera 153 km/h
Velocità di salita 3,6 m/s
Autonomia 458 km
Note dati riferiti alla versione C.30A

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Il Cierva C.30 era un autogiro biposto progettato da Juan de la Cierva e prodotto dall'azienda britannica Cierva Autogiro Company e, su licenza, dalla britannica A V Roe & Co Ltd, dalla francese Lioré et Olivier e dalla tedesca Focke-Wulf Flugzeugbau AG negli anni trenta.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Il C.30 era un autogiro che riproponeva l'aspetto generale dei suoi predecessori, con una fusoliera simile a quella utilizzata dai velivoli abbinata ad un rotore libero ed un carrello d'atterraggio fisso.

La fusoliera, realizzata con struttura in legno presentava due abitacoli aperti in tandem, l'anteriore per il pilota ed il posteriore per l'osservatore, il primo posizionato sotto il rotore, entrambi protetti da un parabrezza. Posteriormente terminava in un impennaggio monoderiva integrato da pinne stabilizzatrici dorsali e ventrali e piani orizzontali a sbalzo.

Il rotore era tripala sostenuto da una struttura a tripode collegata alla parte superiore della fusoliera.

Il carrello d'atterraggio era un semplice biciclo anteriore fisso, con le gambe di forza anteriori ammortizzate fissate sulla parte anteriore ai lati della fusoliera ed integrato posteriormente da un ruotino d'appoggio posizionato sotto la coda.

La propulsione era affidata ad un motore Armstrong Siddeley Genet Major 1A, un radiale 7 cilindri su singola stella raffreddato ad aria in grado di erogare una potenza pari a 140 hp (104 kW), posizionato all'apice anteriore della fusoliera ed abbinato ad un'elica bipala in legno a passo fisso. Lo stesso, tramite un albero di trasmissione ed una frizione disinseribile dal pilota, aveva anche il compito di mettere in rotazione il rotore in fase di decollo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Kenneth Munson, Helicopters and other rotorcraft since 1907, Londra, Blandford Press, 1973, ISBN 978-0-7137-0610-9.
  • (NLFR) John Pacco, Cierva C-30A in Het Militair Vliegwezen 1930-1940 Belgisch Leger / L’Aéronautique Militaire 1930-1940 L’Aéronautique Militaire 1930-1940, Artselaar, Belgio, J.P. Publications, 2003, p. 92, ISBN 90-801136-6-2.
  • (EN) John Richard Smith, C 30 Heuschrecke in Focke-Wulf, an Aircraft Album, Londra, Ian Allan, 1973, p. 94, ISBN 978-0-7110-0425-2.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Rotating-Winged Flight in Flight, Sutton, Surrey (UK), Reed Business Information Ltd, 2 agosto 1934, pp.788-92. URL consultato il 16 settembre 2012.
  • (EN) Flying the Autogiro in Flight, Sutton, Surrey (UK), Reed Business Information Ltd, 9 agosto 1934, pp.813-6. URL consultato il 16 settembre 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Video ed immagini[modifica | modifica wikitesto]