Ciccioli
| CICCIOLI (o cicciolata), grassei (o suprasè), ciccioli sbricioloni, grassei sbrislon; CICOLI – CICCIOLI - SGRISCIULI - CICIOLI - GRASÓ | |
|---|---|
| [[File: |250px|Ciccioli]] | |
| Origini | |
| Luogo d'origine | |
| Regioni | Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia Lombardia Marche |
| Zona di produzione | L'intero territorio delle regioni Calabria e Marche, le provincie di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Mantova, Pavia, Perugia, Avellino |
| Dettagli | |
| Categoria | secondo piatto |
| Riconoscimento | P.A.T. |
| Settore | Salumi, carni (e frattaglie) fresche e loro preparazioni o derivati |
I ciccioli sono un prodotto alimentare ottenuto dalla lavorazione del grasso presente nel tessuto adiposo interno del maiale nella preparazione dello strutto.
Indice |
[modifica] Preparazione
Il grasso, separato dalla cotenna e fatto a dadini, è messo a cuocere a fuoco lento e costante, fino ad ebollizione, per non meno di tre ore, in paioli di rame o di acciaio, così da fondere la parte grassa e consentire l'evaporazione dell'acqua contenuta. Quando i pezzi di grasso hanno acquistato un colore flavio vengono versati in un canovaccio, strizzati e infine aggiunti di aromi: garofano, cannella, alloro, pepe, noce moscata e sale in dosi variabili a seconda del norcino.
La parte colata è lo strutto, la parte solida residua sono i ciccioli. La strizzatura può avvenire in torchietti in legno o acciaio oppure tra assi incernierate ad un lato; dopo la torchiatura i ciccioli possono essere lasciati in formella oppure sbriciolati a caldo. Si conservano tranquillamente fino a tre o quattro mesi.
[modifica] Caratteristiche
| Ciccioli | |
| Valori nutrizionali per 100 g | |
| Energia 523 kcal 2190 kJ | |
| Proteine | 40,8 g |
| Carboidrati | 0 |
| Grassi | 40,00 g |
| Acqua | 12,00 g |
| Tiamina (Vit. B1) | 0,22 mg |
| Riboflavina (Vit. B2) | 0,19 mg |
| Niacina (Vit. B3) | 2,00 mg |
| Calcio | 30,00 mg |
| Ferro | 1,40 mg |
| Fosforo | 235,00 mg |
I ciccioli sono un alimento ipercalorico che, nella tradizione contadina, rappresentava un ottimo pasto, in unione alla polenta. Ora si utilizzano soprattutto per accompagnare aperitivi ed antipasti. Sbriciolati rendono più gustose focacce, pane e polenta, in particolare in Irpinia viene fatta una pagnotta che nell'impasto contiene appunto i ciccioli, detta anche pizza pe re frittole.
[modifica] Denominazione
I ciccioli, diffusi in tutta Italia, vengono in alcune zone chiamati con nomi diversi: grasul in Romagna; graséi nel piacentino; graso nel reggiano; grasò o cicioli nel ferrarese; gréppole nel mantovano e nel bresciano; ciccioli nel modenese; sfrizzoli nel centro Italia; lardinzi, siccioli, cicoli, frittole, sprittoli in Campania; scarafuagli, curcuci, risimoglie o sprinzuli in Calabria; frittula in Sicilia; gherda, gerde, jelda o gigiole in Sardegna. Vengono chiamate cìguele in Molise. In Friuli-Venezia Giulia vengono chiamati cicines o fricis. Nel Vercellese e nel Pavese gratòn.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Secondi piatti
- Cucina italiana
- Prodotti agroalimentari tradizionali della Calabria
- Prodotti agroalimentari tradizionali della Campania
- Prodotti agroalimentari tradizionali dell'Emilia-Romagna
- Prodotti agroalimentari tradizionali del Friuli-Venezia Giulia
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