Ciao amore ciao

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« In un mondo di luci, sentirsi nessuno »
(Luigi Tenco, Ciao amore ciao)
Ciao amore ciao
Artista Luigi Tenco /Dalida
Featuring {{{featuring}}}
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1967
Durata 3 min : 06 s (versione di Luigi Tenco)/3 min :09 s (versione di Dalida)
Album di provenienza '
Dischi 1
Tracce 2
Genere Musica d'autore
Esecutore {{{esecutore}}}
Etichetta RCA
Edizioni {{{edizioni}}}
Produttore
Arrangiamenti {{{arrangiamenti}}}
Regista {{{regista}}}
Registrazione
Formati 45 giri
Note
Premi
Dischi d'argento {{{numero dischi d'argento}}}
Dischi d'oro
Dischi di platino
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Luigi Tenco – cronologia
Singolo precedente Singolo successivo
{{{seconda discografia}}} – cronologia
Singolo precedente Singolo successivo
{{{terza discografia}}} – cronologia
Singolo precedente Singolo successivo
Luigi Tenco sul palco del Casinò di Sanremo durante l'esecuzione di Ciao amore ciao

Ciao amore, ciao è una canzone scritta da Luigi Tenco ed interpretata (in versioni separate) dallo stesso Tenco e da Dalida al Festival di Sanremo del 1967.

La canzone è tristemente nota per essere indissolubilmente legata al presunto suicidio del cantautore piemontese Luigi Tenco, avvenuto a Sanremo il 27 gennaio 1967 dopo l’esclusione del brano stesso dalla finale del Festival.
Il brano aveva infatti ottenuto dalle giurie soltanto 38 voti su 900 e fu poi escluso dal ripescaggio dalla commissione di “esperti”.[1]

Qualche anno dopo, nel 1971, il brano venne cantato da Dalida a Canzonissima.

Indice

[modifica] Testo & Musica

La canzone è in parte una canzone d’amore e in parte una canzone di critica verso la società moderna.
Il testo parla infatti di una persona che, stanca della vita di campagna e del lavoro nei campi (in cui – si dice – la sopravvivenza è esclusivamente legata alla variabilità delle condizioni atmosferiche), è decisa a partire per la città, per cercare nuove opportunità professionali ed inseguire nuovi sogni: per fare questo, però, deve lasciare la persona amata, che rimane nei luoghi d’origine. Nel “nuovo mondo”, però, la persona protagonista del brano sembra trovarsi un po’ “spaesata”, tanto da aver voglia di tornare sui propri passi, anche se mancano i soldi…

Il disagio che avvolge il protagonista in questa sua nuova avventura è espresso, tra l’altro, in frasi molto significative come in un mondo di luci, sentirsi nessuno (seconda strofa del brano), frase questa che inoltre testimonia ancora una volta la celeberrima malinconia e il pessimismo caratteristico delle canzoni di Tenco

Per quanto riguarda la melodia, il ritornello è – confrontato con altre canzoni di Tenco e con il tema del brano – insolitamente allegro: questo, forse perché in questo ritornello, nel quale vengono ripetute le parole del titolo, ovvero viene fatto riferimento al saluto d’addio alla persona amata, è insito un grido di speranza in un futuro migliore (pur con un pizzico di malinconia dovuto all’abbandono).
Vi sono, infine, delle differenze tra la versione di Tenco e quella di Dalida: la prima inizia, infatti, subito con la parte cantata, mentre la seconda inizia con un preludio strumentale.

[modifica] Tracce

[modifica] Versione di Luigi Tenco

  1. Ciao amore ciao
  2. E se ci diranno

[modifica] Versione di Dalida

  1. Ciao amore ciao
  2. Il sole muore

[modifica] Aneddoti legati al brano

  • Pare che il brano non piacesse molto a Tenco e che lui fosse stato convinto a portarlo a Sanremo da Dalida[2]
  • Il brano si intitolava originariamente Ciao amore. Il titolo venne cambiato in Ciao amore ciao a circa tre settimane dall’inizio del Festival di Sanremo per ragioni di carattere legale[3]
  • Poco prima di salire sul palco del Festival, Luigi Tenco disse dietro le quinte "Questa è l'ultima volta", ricevendo dal conduttore Mike Bongiorno la risposta "L'ultima volta che canti un pezzo folk"[4]
  • Mentre eseguiva il brano al Festival, Tenco sembrò non essere nelle migliori condizioni psico-fisiche, tanto che la stessa Dalida disse: "Così mi rovina la canzone"[4]
  • In un vecchio servizio giornalistico, più volte trasmesso dalla RAI (specie in occasione di revival sul Festival di Sanremo), la cantante italo-francese Dalida (19331987) – che, secondo alcuni, fu legata sentimentalmente a Luigi Tenco – dichiarò, mentre guardava con gli occhi lucidi un filmato in cui lei canta Ciao amore ciao, di non riuscire mai ad ascoltare la canzone, visti i tristi ricordi ad essa legati (Je la chante, mais je ne peux pas l’écouter)
  • Dell'esibizione di Tenco al Festival di Sanremo 1967 e Dalida non vi sono più tracce negli archivi RAI. Esistono solo delle foto e una registrazione audio[4]

[modifica] Cover

Tra i tanti artisti, italiani e no, che hanno reso omaggio alla memoria del cantautore Luigi Tenco, ed alla sua memorabile canzone, ci sono:

[modifica] Cover di Giusy Ferreri

Ciao amore ciao
Artista Giusy Ferreri
Featuring {{{featuring}}}
Tipo album Singolo
Pubblicazione 7 maggio 2010
Durata 3 min : 38 s
Album di provenienza Fotografie
Dischi {{{numero di dischi}}}
Tracce {{{numero di tracce}}}
Genere Pop
Esecutore {{{esecutore}}}
Etichetta Sony BMG - Ricordi
Edizioni {{{edizioni}}}
Produttore Michele Canova Iorfida
Arrangiamenti {{{arrangiamenti}}}
Regista {{{regista}}}
Registrazione 2009
Formati
Note {{{note}}}
Premi
Dischi d'argento {{{numero dischi d'argento}}}
Dischi d'oro {{{numero dischi d'oro}}}
Dischi di platino {{{numero dischi di platino}}}
Dischi di diamante {{{numero dischi di diamante}}}
Giusy Ferreri – cronologia
Singolo precedente Singolo successivo
Come pensi possa amarti e Il mare verticale
(2010)
Rivincita
(2010)
{{{seconda discografia}}} – cronologia
Singolo precedente Singolo successivo
{{{terza discografia}}} – cronologia
Singolo precedente Singolo successivo

[modifica] Il brano

È il quarto e ultimo singolo estratto dall'album di cover Fotografie del 2009. Il brano è stato reso disponibile radiofonicamente a partire dal 7 maggio 2010.

Del brano viene pubblicata anche una versione nella quale la cantante duetta "virtualmente" con Luigi Tenco, un duetto intenso, fortemente realistico e quasi tangibile. Questa novità risulta possibile grazie all'appoggio e all'autorizzazione della Famiglia Tenco, rivelatasi entusiasta del progetto.[5] La nuova versione del brano è presente nella iTunes Deluxe Edition di Fotografie dal 11 maggio 2010 e in tutti gli store digitali dallo stesso 7 maggio 2010.

Per l'occasione viene anche realizzato un video girato in una villa a Sirmione con alla regia di Gaetano Morbioli: si tratta però della versione dell’album, senza la voce di Tenco. In una conferenza stampa la cantante spiega che la mancanza di tempo e la difficoltà nel reperire filmati nelle teche Rai che non fossero l'esibizione di Tenco al Festival di Sanremo hanno reso obbligatoria tale scelta.[6]

Gli iscritti all'opendisc del disco Fotografie hanno potuto scaricare gratuitamente il brano direttamente dal sito internet della cantante. Il brano viene inserito in una compilation:

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ cfr. p. es. http://www.atuttokanto.com/artisti/luigi_tenco.htm
  2. ^ cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Tenco#Biografia
  3. ^ cfr. p. es. http://www.atuttokanto.com/artisti/luigi_tenco.htm
  4. ^ a b c cfr. Anselmi, Eddy, Festival di Sanremo. Almanacco della Canzone Italiana, Panini, Modena, 2009, p. 181
  5. ^ http://www.rockol.it/news-143102/Giusy-Ferreri-canta-con-Luigi-Tenco--'Una-magia-che-affronto-con-umiltà'
  6. ^ http://www.sorrisi.com/2010/05/06/giusy-ferreri-duetta-%C2%ABvirtualmente%C2%BB-con-luigi-tenco/
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