Chris Andersen

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Chris Andersen
Chris "Birdman" Andersen 2009.jpg
Chris Andersen durante il periodo ai Denver Nuggets
Dati biografici
Nome Christopher Claus Andersen
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 210 cm
Peso 103 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Ala grande / centro
Squadra Miami Heat Miami Heat
Carriera
Giovanili

1998-1999
Iola High School
Blinn College
Squadre di club
1999 Jiangsu Dragons Jiangsu Dragons
1999-2000 New Mexico Slam New Mexico Slam 10
2000-2001 Fargo-Moorhead Beez Fargo-Moor. Beez
2001 Fayet. Patriots Fayet. Patriots 3
2001-2004 Denver Nuggets Denver Nuggets 154
2004-2006 N. Orleans Hornets N. Orleans Hornets 99
2008 N. Orleans Hornets N. Orleans Hornets 5
2008-2012 Denver Nuggets Denver Nuggets 224
2013- Miami Heat Miami Heat 42
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 18 aprile 2013

Christopher Claus "Chris" Andersen, soprannominato "Birdman" (Long Beach, 7 luglio 1978), è un cestista statunitense, professionista nella NBA, che milita nei Miami Heat.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La storia di Chris Andersen non può essere separata da quella della donna che l'ha cresciuto, sua mamma Linda.

Linda Holubec nasce in Tennessee ed è figlia di Jake, falegname, e Kate, cameriera, entrambi bikers, harleyisti e spiriti liberi.

Quando Jake partì per un viaggio in Vietnam, Linda decise di intraprendere la carriera nelle forza armate, sperando di diventare un'infermiera al fronte: ottenne quindi un lavoro alla base di Port Hueneme, a nord di Malibu, come cameriera al refettorio ed è proprio qui che si innamorò di Claus Andersen, un ufficiale e spirito libero come lei.

Tre mesi dopo si sposarono e nel 1982 si trasferirono con i loro tre figli April, Chris (che ai tempi aveva quattro anni) e Tamie a Iola, un paesino sperduto a 100 miglia a nord di Houston, nel Texas. Comprarono quindi un terreno grazie ad un prestito chiesto all'esercito, con il progetto di costruirsi una casa tutta loro e di allevare bestiame.

Tutto questo, però, non accadde: Claus si rese conto che la vita familiare non faceva per lui e così abbandonò Linda e andò a New York per vendere i suoi dipinti, la sua nuova passione. Linda – come rivelerà la stessa in un'intervista - si rese conto che il trasferimento era stato messo in atto da Claus per scappare alle severi leggi californiane sugli alimenti e sul mantenimento dei figli.

La donna, disoccupata e senza soldi, cadde in depressione ma fortunatamente ebbe il supporto dei vicini di casa e del fratello James. Fu proprio quest'ultimo che aiutò a finire di costruire la casa e mise un canestro fuori dal granaio per Chris. Finché la casa non fu pronta vissero accampati nel granaio. Quando Chris era alle scuole medie, Linda decise di mandare i suoi tre figli in una casa famiglia a Dallas, dove rimasero per quasi tre anni.

Tornato a Iola Chris, atleticamente parlando, iniziò a formarsi saltando i recinti del bestiame per poi iniziare a giocare a basket alle superiori e poi al Blinn College a Brenham, nel Texas.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Pre-NBA[modifica | modifica sorgente]

Andersen si rese eleggibile per il Draft del 1999, dopo aver frequentato la Iola High School e il Blinn College in Texas, ma non venne scelto da nessuna squadra. Si trasferì allora in Cina, ai Jiangsu Dragons, per un breve periodo.

Sempre nel 1999 ritorna in America e si accasa ai New Mexico Slam di Albuquerque, franchigia dell'IBL. L'anno successivo passa ai Fargo-Moorehead Beez, squadra del North Dakota che milita nella CBA.

NBA[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 viene ingaggiato dai Denver Nuggets, dove comincia a mostrare tutte le proprie doti atletiche meritandosi il soprannome di Birdman e totalizzando 5,1 punti, 4,8 rimbalzi e 1,3 stoppate a partita. È stato selezionato con la prima scelta assoluta al draft della D-League dai Fayetteville Patriots.

Partecipò anche allo Slam Dunk contest del 2004 e del 2005, senza però ottenere buoni risultati. Nella gara del 2005 provò otto volte la stessa schiacciata senza successo.

Nel 2004, dopo tre anni a Denver, passa ai New Orleans Hornets. La prima stagione si rivela la migliore, con 7,7 punti, 6,1 rimbalzi e 1,5 stoppate in 21,3 minuti di media. Il 25 gennaio 2006 viene trovato positivo al test per rilevare sostanze proibite e viene squalificato per due anni dalla NBA[1]. La sospensione di Andersen è stata inserita nella categoria "abuso di droga", violazione per la quale si può arrivare anche all'espulsione definitiva dalla lega. Andersen ha tentato di ricorrere tramite un arbitrato, ma questo ha dichiarato di sostenere le ragioni della lega nel marzo 2006.

È stato eleggibile per il reinserimento il 25 gennaio 2008. Il 4 marzo l'NBA e la NBPA hanno accolto la richiesta di Andersen di essere reintegrato come giocatore. Il 5 marzo 2008 torna nella NBA con la maglia dei New Orleans Hornets, squadra alla quale appartenevano i suoi diritti e con la quale firma immediatamente un nuovo contratto. Fa il suo debutto dopo la squalifica il 25 marzo 2008 contro gli Indiana Pacers.

Alla fine della stagione 2007-2008 viene rilasciato dagli Hornets. Il 24 luglio 2008 torna ai Denver Nuggets, con cui firma un contratto annuale. Chiude la stagione in seconda posizione per stoppate a partita, con 2,42 in solo 20,5 minuti. Le sue 5,68 stoppate in 48 minuti sono un record in NBA. L'8 luglio 2009 Andersen rinnova con i Nuggets firmando un contratto quinquennale. Il 17 luglio 2012 viene tagliato dai Nuggets.

Il 21 gennaio 2013 firma un contratto di 10 giorni con i Miami Heat[2][3] Il 30 gennaio rinnova il contratto per altri 10 giorni.[4]. L'8 febbraio rinnova il contratto fino al termine della stagione[5]. Durante la stagione regolare ha giocato solo 42 partite, ma ha contribuito al successo degli Heat con una media di 4,9 punti a partita e una percentuale realizzativa del 57,7%, oltre a 4,1 rimbalzi in 14,9 minuti di gioco. Durante le finali della Eastern Conference, tra le gare 1 e 5 della serie contro gli Indiana Pacers, ha messo a referto 15 canestri in 15 tiri. Andersen è stato squalificato per gara 6 senza una multa a causa di un fallo antisportivo ai danni di Tyler Hansbrough[6].

Al termine delle finali con i San Antonio Spurs si laurea campione NBA per la prima volta in carriera. Il 10 luglio rinnova il contratto con i Miami Heat per un altro anno[7].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Miami Heat: 2013

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ espn.go.com
  2. ^ HEAT Sign Chris Andersen
  3. ^ Chris 'Birdman' Andersen signs with Heat
  4. ^ HEAT Signs Chris Andersen
  5. ^ HEAT Signs Chris Andersen
  6. ^ HEAT’S BIRDMAN GROUNDED FOR GAME 6 in NBA.com. URL consultato il 5/31/2013.
  7. ^ HEAT Re-Signs Chris Andersen in NBA.com. URL consultato il 7/10/2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]