Chopper (motocicletta)
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Con il termine chopper si intende una motocicletta fortemente modificata, in quanto sottoposta ad un radicale processo di personalizzazione, allo scopo di renderla particolarmente appariscente, anche rischiando di compromettere le caratteristiche di sicurezza del mezzo originario.
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[modifica] Storia
La moda di trasformare le motociclette di serie in chopper è nata negli Stati Uniti e venne importata nel "vecchio continente", alla fine degli anni '60, con le immagini del film Easy Rider.
In California e in Florida durante gli anni '50 e gli anni '60 alcuni appassionati di moto cominciarono ad eliminare, in inglese chop da cui il nome, dalle proprie moto tutte quelle parti che sembravano troppo grandi, pesanti, brutte o non assolutamente necessarie al funzionamento del mezzo.
In Italia registrarono scarsa fortuna commerciale, nonostante le interessanti proposte di alcune case motociclistiche come la Fantic Motor e la Milani che, nella prima metà degli anni '70, avevano messo in produzione dei modelli di serie, in cilindrate di 50 e 125 cc, soprattutto pensati per la clientela più giovane.
I chopper hanno conosciuto un ritorno verso la fine degli anni '90 quando alcune officine quali quella fondata dal customizzatore Jesse G. James , appunto la Jesse James West Coast Chopper, costruiva costose motociclette in stile chopper oltre a produrre una grande quantità di vestiti, adesivi, accessori sullo stesso tema.
[modifica] Caratteristiche
Caratteristica distintiva del genere "chopper" è la lunga forcella anteriore. Elementi tipici di questa lista erano i parafanghi, le luci di direzione e a volte, il freno anteriore. Anche la sella di serie veniva eliminata per permettere di sedersi il più in basso possibile sul telaio della moto. In molti casi questi telai erano dei telai rigidi, cioè senza sospensione posteriore che venne introdotta sulle Harley-Davidson solo nel 1958. Le pedane venivano montate il più avanti possibile eliminando anche qui le grandi pedane di serie. La ruota anteriore, il faro e il serbatoio di serie venivano sostituiti con equivalenti più piccoli. Molti Chopper venivano verniciati in nero opaco o con brillanti colori metallizzati. Molto comune era anche l'aggiunta di parti cromate ottenute sia dalla cromatura dei pezzi di serie che montando parti speciali. A seconda delle inclinazioni del proprietario potevano venire montati sulla moto dei manubri molto alti, delle forcelle lunghe e dentate oltre a marmitte aggiuntive.
La legislazione esigeva e in alcune zone ancora esige, che ci fosse la possibilità di trasportare un passeggero e che quindi venisse previsto un alloggiamento per ospitarlo. Cominciarono quindi a venir montate delle alte spalliere verticali, chiamate sissy bars, che spesso risultavano più alte della testa del guidatore.
Il processo di eliminazione delle parti e di abbassamento del baricentro faceva si che la moto guadagnasse qualcosa in termini di maneggevolezza e di prestazioni, ma non era questo lo scopo ricercato da coloro che creavano un chopper. Lo scopo principale era di mostrare e di provocare esibendo una moto essenziale e nuda in confronto alle Harley-Davidson di serie da cui esse derivano (e alle sovradimensionate, negli USA, autovetture di quel periodo).
[modifica] Distinzione dai custom
In ogni caso va fatta però una distinzione tra i veri chopper, che sono moto per così dire smontate e le moto personalizzate, spesso costruite appositamente per un cliente, dette anche custom-cruiser. L'emittente televisiva Discovery Channel ha prodotto una serie basata sui lavori dell'officina Orange County Chopper, in onda anche in Italia, con il titolo American Chopper - The Series. Ora nonostante il nome della ditta possa trarre in inganno, le moto che vi vengono prodotte possono essere considerate prevalentemente custom più che chopper.
[modifica] Voci correlate
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conoscendo il motomondiale (con il suo albo d'oro e i suoi gran premi); la Superbike (e i suoi protagonisti); i piloti |

