Chirurgia refrattiva

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La chirurgia refrattiva è un tipo di chirurgia usata per correggere, intervenendo sulla cornea o sul cristallino, i vizi refrattivi dovuti ad un difetto di focalizzazione delle immagini sulla retina.

Tali difetti sono principalmente la miopia, l'ipermetropia e l'astigmatismo, oppure la presenza di una cataratta. La loro entità viene espressa in diottrie e, nel caso dell'astigmatismo, anche da un asse che ne indica l'orientamento. I vizi refrattivi possono essere corretti ricorrendo a diversi tipi di intervento: la classificazione primaria è tra chirurgia corneale e intraoculare.

I suddetti difetti possono essere normalmente corretti con l'uso di occhiali e lenti a contatto. L'intervento chirurgico è generalmente consigliato solo quando tali ausili non sono ben sopportati: difetti forti, difetti molto sbilanciati tra un occhio e l'altro, casi di intolleranza alle lenti, o attività lavorative dove l'uso di lenti costituisca un problema (ad esempio nell'aviazione).

Il valore del difetto deve essere misurato da un oculista, il quale prima dell'eventuale intervento chirurgico deve ottenere una serie di dati. I più importanti sono: la misurazione del difetto visivo, la topografia corneale (la curvatura della superficie oculare), la pachimetria (misurazione dello spessore della cornea) e il diametro della pupilla (in dilatazione e non).

L'intervento è generalmente definitivo, ma richiede un periodo di assestamento di qualche mese e non sempre c'è garanzia dell'ottenimento di una visione perfetta (10/10). Sebbene la capacità visiva migliori sempre, talvolta può permanere un piccolo residuo refrattivo, che spesso però può essere corretto grazie a un secondo intervento di minore entità.

Chirurgia refrattiva corneale[modifica | modifica wikitesto]

La correzione dei difetti refrattivi avviene tramite il rimodellamento della cornea, in modo da correggere il difetto di refrazione e migliorare la vista del paziente.

Questi interventi sono generalmente poco invasivi ed effettuati in anestesia locale, con l'applicazione di collirio anestetico. Il medico utilizza costantemente un microscopio operatorio per osservare la cornea. Viene richiesta una buona collaborazione da parte del paziente ed una corretta applicazione della terapia assegnata dal medico, sia pre sia post-operatoria.

Cheratomileusi[modifica | modifica wikitesto]

Tecnica chirurgica inventata nel 1964 dal medico spagnolo José Ignacio Barraquer: prevede la rimozione, il congelamento, la modifica e il reinserimento del disco corneale nell'occhio del paziente[1]. La cheratomileusi è alla base di molte tecniche chirurgiche odierne effettuate tramite laser.

Cheratofachia[modifica | modifica wikitesto]

Altra tecnica chirurgica inventata da José Ignacio Barraquer nel 1964, consiste nell'inserimento di un disco corneale - naturale o artificiale - nella cornea del paziente per modificarne la forma ed eliminare il difetto rifrattivo[1].

PRK[modifica | modifica wikitesto]

La tecnica PRK (sigla di PhotoRefractive Keratectomy, fotocheratectomia refrattiva) è efficace su miopia, astigmatismo e ipermetropia. Si utilizza il laser a eccimeri, che asporta i tessuti per evaporazione con la precisione del millesimo di millimetro (micron).

Il medico asporta prima manualmente la parte superficiale della cornea, detta epitelio, poi esegue l'ablazione con il laser. Una volta finito applica una lente a contatto protettiva che sarà tolta durante i successivi controlli, quando l'epitelio si sarà riformato o quando il medico lo riterrà opportuno.

Effetti collaterali nei primi giorni possono essere: fastidio, lacrimazione, senso di corpo estraneo e fotofobia. Altri effetti temporanei, ma più lenti a scomparire, possono essere: ipermetropia, nei miopi, dovuta all'eccessiva correzione, e opacizzazione dovuta alla cicatrizzazione. Solo in rari casi la cicatrizzazione può lasciare tracce permanenti che riducono la qualità della vista. Il risultato effettivo inizia a comparire dai primi giorni, mentre per arrivare al completamento refrattivo possono passare dai 2 ai 6 mesi.

LASEK[modifica | modifica wikitesto]

LASEK (acronimo di LASer Epithelial Keratomileusis, cheratomileusi laser epiteliale) è un trattamento simile al PRK, che però prevede il sollevamento dell'epitelio originale anziché la sua rimozione.

L'epitelio viene preservato con una soluzione alcolica al 15-20%, che ne indebolisce anche l'adesione, sollevato ma non completamente asportato, e ribaltato di lato (flap epiteliale). Quindi si applica il laser ad eccimeri come nel PRK, e infine si riporta l'epitelio nella sua posizione originale, dove si risalda da solo (senza punti di sutura). La lente a contatto protettiva si applica sopra l'epitelio rimasto in buona parte intatto; non occorre quindi attendere che si riformi da zero. È molto importante non urtare o strofinare l'occhio per qualche giorno.

La tecnica è stata introdotta dal dott. Massimo Camellin nel 1998[2].

Epi-LASIK[modifica | modifica wikitesto]

Variante della Lasek. L'epitelio non viene scollato dallo stroma sottostante con una soluzione alcolica, ma meccanicamente con uno strumento separatore chiamato epicheratomo. In questo modo l'epitelio conserva in parte la sua vitalità. Il recupero visivo e il dolore sono minori rispetto alla PRK.

LASIK[modifica | modifica wikitesto]

Video di un trattamento LASIK completo

La tecnica LASIK (acronimo di Laser-ASsisted In situ Keratomileusis, cheratomileusi laser assistita in situ) è un trattamento misto abbinato al laser ad eccimeri.

Prima di applicare il laser, il chirurgo rimuove un sottile strato di cornea usando un microcheratomo o micropialla (laser o meccanico). Questa fetta di tessuto non viene eliminata ma ribaltata di lato per creare un "flap" corneale, una specie di sportello sotto il quale viene effettuato il laser. Al termine, lo strato di cornea viene riposizionato e si risalda da solo (senza punti di sutura). È molto importante non urtare o strofinare l'occhio per qualche giorno.

Rispetto al PRK-LASEK, il LASIK causa in genere meno fastidi (non c'è dolore post operatorio dove nel PRK il fastidio può persistere per 2-3 giorni circa) e un recupero più veloce, ma è una tecnica più invasiva nei confronti della cornea, questo perché la parte esposta non viene intaccata ma al tempo stesso la cornea viene sezionata e operata in zona più profonda[senza fonte]

iLASIK[modifica | modifica wikitesto]

La iLASIK, conosciuta anche come IntraLASIK o FemtoLASIK, è una variante della tecnica LASIK[3][4]. Consiste nell'uso di un laser a femtosecondi per la creazione del flap corneale, al posto della lama chirurgica (microcheratomo) utilizzato nella LASIK tradizionale. Si procede, poi, all'utilizzo del laser a eccimeri per correggere il difetto visivo. In questo modo si ottiene un flap più sottile, che in generale offre maggiore sicurezza e soddisfazione del paziente[5]. Tuttavia non è ancora statisticamente provato se la tecnica dia risultati migliori della LASIK in termini di acutezza visiva, ci sono studi con risultati pro e contro[6][7].

WG-PRK e WG-LASIK[modifica | modifica wikitesto]

WG-PRK (sigla di Wavefront Guided PhotoRefractive Keratectomy, fotocheratectomia refrattiva guidata da fronte d'onda) è un termine molto recente che indica il trattamento PRK guidato da una mappa aberrometrica dell'occhio del paziente. Discorso analogo per il WG-LASIK. Sono anche detti laser di quarta generazione, in cui non si tiene solo conto della refrazione oculare ma più precisamente della mappa aberrometrica.

Cheratocoagulazione Radiale[modifica | modifica wikitesto]

Nota anche come termocheratoplastica radiale, è una tecnica inventata dal chirurgo oculista Fyodorov nel 1985 che prevede la deformazione della periferia corneale al fine di incurvare maggiormente la zona ottica, correggendo in questo modo l'ipermetropia. Si effettua con un microscopico ago incandescente, il cheratocoagulatore, portato alla temperatura di 700 gradi centigradi, il quale viene inserito nella cornea per un periodo compreso tra uno e quattro decimi di secondo, lasciando spot a raggiera sul tessuto corneale. Introdotta in Europa nel 1988 da un chirurgo italiano, è stata generalmente sostituita dalla cheratoplastica conduttiva o dalla termocheratoplastica laser[8]. A causa del carattere elastico della cornea, in entrambe le metodiche si riscontra una diminuzione della correzione dopo qualche anno, problema che può essere risolto ripetendo l'operazione.

Termocheratoplastica Laser[modifica | modifica wikitesto]

Introdotta nei primi anni '90 del secolo scorso, la termocheratoplastica laser (LTK) è utilizzata solo nei casi di ipermetropia e astigmatismo, si serve di un laser a olmio che sfrutta l'effetto di contrazione termica della cornea per correggere il difetto[9]. È possibile una diminuzione della correzione ottenuta col passare del tempo.

Cheratoplastica Conduttiva[modifica | modifica wikitesto]

La cheratoplastica conduttiva (CK) è una metodica simile alla Cheratocoagulazione Radiale ed alla LTK, sfrutta infatti la proprietà di contrazione del collagene corneale per alterare la forma della cornea, correggendo in tal modo il difetto ipermetropico. Nel caso della CK, tuttavia, sono le onde radio emesse a creare questo effetto[10].

Cheratotomia Radiale[modifica | modifica wikitesto]

È una tecnica chirurgica inventata dal medico russo Fyodorov nel 1974[11][12], che non si serve del laser ma di un bisturi diamantato per modificare la curvatura della cornea e curare così la miopia. Sebbene alcuni la considerino superata, altri la ritengono ancora efficace in alcuni casi di miopie basse ed astigmatismo.

Mini Cheratotomia Radiale Asimmetrica[modifica | modifica wikitesto]

La Mini Cheratotomia Radiale Asimmetrica (M.A.R.K.) è una tecnica chirurgica ideata dal medico italiano Marco Abbondanza nel 1993, poi perfezionata nel 2005[13]. Tramite delle microincisioni effettuate con bisturi diamantato, si crea un processo di cicatrizzazione controllata della cornea, grazie alla quale il chirurgo è in grado di modificarne lo spessore e la curvatura. In questo modo si corregge l'astigmatismo e si cura il cheratocono di I e II stadio, evitando il ricorso al trapianto di cornea[14][15][16][17]. La M.A.R.K. può essere combinata con il Cross-linking, al fine di rinforzare ulteriormente la cornea[18].

Epicheratoplastica[modifica | modifica wikitesto]

Consiste nell'applicazione di una porzione di cornea proveniente da un donatore, lavorata come se fosse una lente a contatto, sulla cornea del paziente tramite sutura.

Anelli intrastromali[modifica | modifica wikitesto]

Sono segmenti semicircolari di materiale plastico inseriti nello spessore della cornea (stroma), al fine di modificarne la curvatura centrale. La particolarità di questo intervento corneale è la reversibilità.

Femtolaser[modifica | modifica wikitesto]

Il Laser a Femtosecondi, noto anche come Femtolaser, è una nuova tecnologia di laser infrarosso in grado di modellare la geometria corneale sulla base delle esigenze del chirurgo. Il nome dello strumento deriva dal tempo impiegato dal laser per creare degli spot sulla cornea: un femtosecondo rappresenta un milionesimo di miliardesimo di secondo. A differenza del laser ad eccimeri, il femtolaser può creare incisioni secondo le esigenze del chirurgo oculista, utili dunque per creare un flap corneale prima di effettuare una LASIK (metodica iLASIK), per effettuare una microincisione nel corso di una cataratta o per procedere ad una cheratoplastica (trapianto di cornea) a stella. Attualmente il laser a femtosecondi viene utilizzato per eseguire solamente alcune fasi di interventi chirurgici in oculistica, non per operazioni nella loro interezza.[19]

Chirurgia refrattiva intraoculare[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cataratta.

Comprende tecniche che prevedono la sostituzione del cristallino naturale con uno artificiale (lente intraoculare) o l'impianto in un cristallino artificiale parallelo (lenti fachiche). La chirurgia refrattiva intraoculare si esegue nel caso di cataratta, secondo la tecnica sviluppata nel 1960 dal medico russo Fyodorov[20], o nel caso di un importante difetto di vista che non possa essere corretto lavorando sulla cornea. Sono tecniche mini-invasive, espongono quindi a rare complicanze legate agli interventi che prevedono l'apertura del bulbo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b José Ignacio Barraquer: The Father of Refractive Surgery - CRST Europe
  2. ^ Camellin M. LASEK: nuova tecnica di chirurgia rifrattiva mediante laser ad eccimeri. Viscochirurgia 1998;39-43
  3. ^ Houston Custom LASIK | IntraLASIK | Laser Vision Correction in Texas | Berkeley Eye Center
  4. ^ Vision Plus - Zentrum für Refraktive Chirurgie | LASIK | Universitätsaugenklinik Salzburg
  5. ^ He, TG; Shi, XR (giugno 2006). Clinical study of ultrathin flap LASIK and LASEK for the treatment of high myopia with thin cornea. Chinese journal of ophthalmology 42 (6): 517-21.
  6. ^ Durrie DS, Kezirian GM. Femtosecond laser versus mechanical keratome flaps in wavefront-guided laser in situ keratomileusis: prospective contralateral eye study, J Cataract Refract Surg. Gennaio 2005; 31(1):120-6. PMID 15721704
  7. ^ Lim T, Yang S, Kim M, Tchah H. Comparison of the IntraLase femtosecond laser and mechanical microkeratome for laser in situ keratomileusis, Am J Ophthalmol. Maggio 2006; 141(5):833-9. PMID 16678504
  8. ^ http://www.centronazionalelaser.com/sito%20dentro/cheratocoagulazione.htm
  9. ^ Holmium:YAG laser thermokeratop... [Refract Corneal Surg. 1993 Mar-Apr] - PubMed - NCBI
  10. ^ Conductive Keratoplasty - EyeWiki
  11. ^ Svyatoslav Fyodorov, 72, Eye Surgery Pioneer - New York Times
  12. ^ Muore con l' elicottero Fyodorov, «mago» russo della miopia
  13. ^ http://www.jaypeejournals.com/eJournals/ShowText.aspx?ID=4548&Type=FREE&TYP=TOP&IN=_eJournals/images/JPLOGO.gif&IID=354&isPDF=YES
  14. ^ Da centronazionalelaser.com
  15. ^ Da ilgiornale.it
  16. ^ Da ncbi.nlm.nih.gov
  17. ^ Asymmetric radial keratotomy for the ... [J Refract Surg. 1997 May-Jun] - PubMed - NCBI
  18. ^ CRSTodayEurope.com > August 2009 > Refractive Changes Following CXL
  19. ^ Un bisturi di luce per la visione - IlGiornale.it
  20. ^ Fyodorov Svyatoslav Nikolayevich

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il paziente informato, anno 1, n°1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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