Chiesa di Santa Prisca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 41°52′58.97″N 12°29′02.26″E / 41.883047°N 12.483961°E41.883047; 12.483961

Chiesa di santa Prisca all'Aventino
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Diocesi di Roma
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione IV o V secolo
Completamento 1660
Sito web Sito ufficiale
L'interno
L'abside e l'altar maggiore
L'organo

Santa Prisca è una chiesa di Roma, situata sull'Aventino, dedicata a santa Prisca, una martire del I secolo.

La domus romana e il mitreo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mitreo di Santa Prisca.

Il titulus cristiano fu ricavato riadattando parte di una domus databile alla fine del I secolo, da alcuni attribuita a Licinio Sura, da altri identificata con i privata Traiani, cioè la residenza di Traiano prima di diventare imperatore.

Il mitreo (scoperto nel 1934 e scavato da archeologi olandesi tra il 1953 e il 1966), fu costruito alla fine del II secolo, nello stesso periodo in cui alcuni altri ambienti venivano ristrutturati un un'aula a due navate (il titulus, appunto), sulla quale fu successivamente edificata la chiesa. Queste attività edilizie sembrano indicare una interessante compresenza dei due culti orientali - cristiano e mitraico - almeno finché, con l'istituzionalizzazione del cristianesimo, quello non obliterò questo, sovrapponendovi anche fisicamente le proprie strutture murarie.

La chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa fu costruita nel IV o V secolo. Il Titulus di Aquila e Prisca fu registrato negli atti del sinodo del 499 e, secondo la tradizione, si tratterebbe del più antico culto cristiano dell'Aventino, legato all'ospitalità ricevuta da san Pietro e san Paolo. Danneggiata dai Normanni nel sacco di Roma (1084), la chiesa fu restaurata molte volte. L'aspetto attuale è quello del restauro del 1660, che creò, fra le altre cose, anche una nuova facciata. Tra i cardinali titolari del Titulus S. Priscae ci fu Angelo Roncalli (1953), il futuro papa Giovanni XXIII.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La facciata della chiesa, in mattoncini, è stretta fra il convento, a sinistra, e l'ala della sagrestia, a destra, che, in origine, era una delle due navate laterali. Sopra il portale vi è un protiro con timpano triangolare sorretto da due colonne corinzie e, più in alto, il caratteristico rosone ovale.

All'interno, l'unico elemento che rimane della chiesa antica sono le colonne, seppur inglobate allo scopo di consolidare la struttura nei pilastri che dividono le tre navate. Per la stessa ragione le navatelle laterali furono trasformate in ambulacri ad archi rinforzati da murature trasversali. Nella prima cappella di sinistra si trova il fonte battesimale, costituito da un antico capitello romano riadattato sormontato da una statuetta in stile moderno raffigurante il battesimo di Gesù; secondo la tradizione, esso fu utilizzato per battezzare da san Pietro.

La navata centrale è coperta con soffitto a cassettoni lignei e, al disopra delle arcate che danno sulle navate laterali, vi sono degli affreschi raffiguranti Apostoli, angeli e santi; essi furono realizzati dal pittore fiorentino Anastasio Fontebuoni (1571-1626) nell'anno 1600. Allo stesso pittore si devono anche gli affreschi del presbiterio, che rivelano l'esistenza di una volta, poi demolita. Essi raffigurano Il martirio di santa Prisca e Il trasporto delle reliquie di santa Prisca. Dell'artista fiorentino è anche la complessa decorazione pittorica dell'abside, mentre la pala dell'altar maggiore raffigurante San Pietro che battezza santa Prisca è del tavarnellino Domenico Cresti, detto il Passignano (15591638) ed è stata realizzata nel 1600 circa.

L'organo[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa si trova un organo a canne, costruito nel 1954 dalla ditta Tamburini su commissione dell'allora cardinale titolare Angelo Giuseppe Roncalli, che poi sarebbe diventato papa cinque anni dopo col nome di Giovanni XXIII. Lo strumento, progettato da Fernando Germani è a due tastiere e pedaliera e, mentre tutte le canne si trovano sopra una cantoria in controfacciata, la consolle, mobile, è vicino all'altare. Di seguito la disposizione fonica:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 8'
Flauto 8'
Bordone 8'
Salicionale 8'
Ottava 4'
Flauto a Camino 4'
Decimaquinta 2'
Ripieno 5 File
Fiffaro 8'
Tromba 8'
Seconda tastiera - Espressivo
Bordone 8'
Salicionale 8'
Viola Dolce 8'
Flauto Camino 4'
Principalino 4'
Nazardo 2.2/3'
Flautino 2'
Terza 1.3/5'
Ripienino 5 File
Voce Celeste 8'
Oboe 8'
Tromba Armonica 8'
Tremolo
Pedale
Contrabbasso Acustico 32'
Contrabbasso 16'
Subbasso 16'
Basso 8'
Bordone 8'
Ottava 4'

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]