Chiesa di Santa Maria di Castello (Genova)

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Coordinate: 44°24′20.76″N 8°55′44.39″E / 44.405767°N 8.928997°E44.405767; 8.928997

Chiesa di Santa Maria di Castello
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Località Genova-Stemma.pngGenova
Religione Cristiana Cattolica di rito romano
Titolare Maria
Diocesi Arcidiocesi di Genova
Consacrazione 900 circa
Stile architettonico romanico
Completamento 900 circa

La Chiesa di Santa Maria di Castello è un luogo di culto cattolico del centro storico di Genova.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La collina di Castello o di Sarzano è stata il primo luogo abitato di Genova nell'antichità, l'antica neapolis. In evidenza la torre degli Embriaci e il convento di Santa Maria di Castello. La spianata di Campopisano costituiva nell'epoca il simbolo della vittoria navale della Repubblica di Genova sulla vicina Repubblica marinara di Pisa. Il complesso religioso costituito dalla chiesa e convento di Santa Maria di Castello è uno dei più antichi ed importanti luoghi di culto cristiano di Genova. Sorge sull'area chiamata Castello, l'antico castrum del centro storico che, da piazza Embriaci a piazza Sarzano, costituisce la più antica forma urbana della città. La collina di Castello infatti ebbe i suoi oprimi nuclei abitativi addirittura prima del cristianesimo, pressappoco intorno all'anno 1000 a.C.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Arte e architettura[modifica | modifica sorgente]

La chiesa sorge accanto alla monumentale torre detta degli Embriaci, che ricorda la figura di Guglielmo Embriaco detto Testadimaglio. È amministrata dall'Ordine religioso Domenicano.

Il complesso è costituito dalla chiesa-convento, dall'oratorio e dai chiostri restaurati. L'annessa Biblioteca nuova contiene codici e incunaboli di notevole interesse, oltre ad un prezioso affresco su San Domenico che ritrova i suoi frati in Paradiso, opera di Carlo Braccesco e risalente a fine Quattrocento.

Raffigurazione della chiesa in un dipinto del XVII secolo

La chiesa, in stile romanico e databile a prima dell'anno 900, attraverso la concessione delle cappelle alle grandi famiglie della nobiltà genovese ha incrementato durante i secoli il proprio corredo artistico, specie pittorico e scultoreo. Vi sono opere che vanno dal Quattrocento al Settecento di Francesco Maria Schiaffino, Lorenzo Fasolo, Alessandro Gherardini, Giuseppe Palmieri, Francesco Boccaccino, Pier Francesco Sacchi.

Particolarmente preziosi gli affreschi sulle Storie del re Davide e le maioliche dipinte di scuola genovese del Cinquecento. Altre opere presenti sono quelle di Bernardo Castello, Aurelio Lomi e Tommaso Orsolino.

L'interno

Un gruppo marmoreo dell'Assunzione di Domenico Parodi (fine XVII secolo) decora l'altare maggiore, mentre la cappella a sinistra del presbiterio presenta Santa Rosa da Lima di Domenico Piola e deve il suo Rivestimento marmoreo degli anni 1592-1593 a Taddeo Carlone (in collaborazione con Battista Bagutti di Rovio). Opere di Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto, Francesco Boccaccino e Gregorio De Ferrari decorano le altre cappelle, una delle quali contiene anche una copia del Crocifisso ligneo medievale (ora nella Biblioteca vecchia) con rivestimento originale barocco. La Cappella Odone reca il Rivestimento marmoreo del 1591 e presenta cinque statue di Santi del 1603, opere di Taddeo Carlone.

La quarta cappella della navata sinistra presenta una Madonna del Rosario, gruppo ligneo di scuola di Anton Maria Maragliano del XVIII secolo, mentre la prima cappella (dedicata a San Vincenzo Ferrer) presenta un Transito del Santo attribuito a Giovan Battista Paggi del primo Seicento.

Il battistero reca un polittico con Nozze mistiche di Santa Caterina d'Alessandria e Santa Caterina da Siena di maestri lombardi del XV secolo; un sarcofago romano e un tabernacolo per gli oli santi dello stesso periodo.

In sacrestia (alla quale si accede dal transetto destro, attraverso un passaggio con un'acquasantiera di Giovanni Gagini e che fu già cappella Grimaldi) è visibile un San Sebastiano, tela del 1738 di Giuseppe Palmieri. Pregevole il portale maggiore, opera di matrice toscana dovuta a Leonardo Riccomanni e ancora a Gagini (1452); sopra, una lunetta gotica del XIV secolo con la Crocifissione.

Organo a canne[modifica | modifica sorgente]

Nella chiesa si trova l'organo a canne Mascioni opus 333 dell'anno 1915. Completamente a trasmissione pneumatica, ha due tastiere e pedaliera. Di seguito la sua disposizione fonica:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale 8'
Ottava 4'
Voce umana 8'
Duodecima 2.2/3'
XV 2'
Cornett combinato
Ripieno 3 file
Ripieno 4 file
Bordone 8'
Gamba 8'
Flauto 4'
Tromba 8'
Cromorno 8'
Seconda tastiera - Espressivo
Bordone 16'
Principale 8'
Viola 8'
Flauto 8'
Voce celeste 8'
Concerto violini 3 file
Salicionale 4'
Ottavina 2'
Pienino 1.1/3'
Oboe 8'
Voci corali 2 file
Pedale
Contrabbasso 16'
Principale violone 16'
Subbasso 16'
Armonico 8'
Unioni e accoppiamenti
Unione I-P
Unione II-P
Unione II-I
Ottava grave II-I
Ottava acuta II-I
Ottava I
Ottava P

Loggia dell'Annunciazione[modifica | modifica sorgente]

Affresco di Giusto d'Alemagna raffigurante l'Annunciazione

L'atrio della Loggia dell'Annunciazione (aperta sul secondo chiostro e raggiungibile attraverso una scala) presenta, sulla volta, affreschi con I santi Pietro martire, Raimondo e Tommaso di Giacomo Serfolio; sulla parete sinistra, Predicazione di San Vincenzo Ferrer, affresco del XV secolo; di fronte, una Madonna su ardesia del Seicento; a destra, disegno preparatorio dell'affresco di Carlo Braccesco ora in Biblioteca.

Al primo piano della loggia è visibile una Annunciazione, affresco di Giusto d'Alemagna del 1451; sulla volta, crociere con foglie fiammeggianti e tondi con Sibille e Profeti, forse anch'esso risalente al Quattrocento; sul fondo, portale d'ardesia con San Domenico che invita al silenzio nella lunetta; nel Refettorio, lunette con Santi dell'antica abside sinistra della chiesa (metà XVI secolo) e Crocifisso ligneo su tavola (XIV secolo).

Al secondo piano, o Loggia superiore, vi è una statua rinascimentale di Santa Caterina d'Alessandria; un tabernacolo marmoreo attribuito a Domenico Gagini (XV secolo); la Biblioteca vecchia (portale quattrocentesco con San Giorgio di Giovanni Gagini); la lapide di marmo del 1453 con cornice d'angeli; l'Annunciazione e santi, polittico di Giovanni Mazone del 1470 circa, con ricca cornice gotica, già presente in passato nella chiesa; e il Crocifisso ligneo medievale già nella cappella del Crocifisso.

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