Chiesa di Santa Maria del Suffragio (L'Aquila)

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Coordinate: 42°20′54.24″N 13°23′51.9″E / 42.3484°N 13.39775°E42.3484; 13.39775[1]

Chiesa di Santa Maria del Suffragio
detta delle Anime Sante
La chiesa prima del terremoto del 2009
La chiesa prima del terremoto del 2009
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Località L'Aquila
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Santa Maria del Suffragio
Diocesi Arcidiocesi dell'Aquila
Stile architettonico barocco, neoclassico

La chiesa di Santa Maria del Suffragio, popolarmente detta delle Anime Sante, è un edificio religioso dell'Aquila. Edificata nel XVIII secolo, divide con la Cattedrale lo spazio di Piazza del Duomo. È rimasta gravemente danneggiata dal terremoto del 2009 ed è stata riaperta parzialmente solo nel 2010.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa venne realizzata come sede della confraternita del Suffragio, ospitata fino al XVII secolo nel piccolo oratorio di San Giuseppe dei Minimi, a poca distanza dalla Piazza del Duomo. L'oratorio subì danni considerevoli dal terremoto del 1703 cosicché, nell'ambito delle operazioni di ricostruzione del patrimonio religioso cittadino, venne proposta la costruzione di un nuovo edificio destinato ad essere realizzati secondo il nuovo gusto barocco[2].

L'autorizzazione dell'Arcidiocesi dell'Aquila a costruire una nuova chiesa in sostituzione della precedente arrivò, ufficialmente, il 30 settembre 1708[3]; la confraternita, sino a quel momento ospitata in un edificio provvisorio in legno posto proprio nella Piazza del Duomo[4], poté farsi carico della sua realizzazione perché rinfrancata dai cospicui incrementi delle offerte nel periodo immediatamente successivo all'evento sismico[2]. Tale operazione venne fortemente osteggiata dai capitoli di San Massimo e di San Biagio di Amiterno, preoccupati dalla possibile perdita di prestigio della Cattedrale.

Superate le controversie, l'apertura del cantiere avvenne simbolicamente il 10 ottobre 1713, a dieci anni di distanza dal terremoto del 1703[2] anche se l'inizio della realizzazione vera e propria viene fatto risalire al 9 aprile 1715[5]; la struttura, affidata all'architetto romano Carlo Buratti, allievo del Fontana, venne completata (priva dell'attuale facciata e della cupola) in quattro anni ed aperta alla cittadinanza nel dicembre 1719[6].

Veduta della chiesa dalla fontana vecchia

Nella seconda metà del XVIII secolo l'opera venne sottoposta ad un programma di abbellimento che portò nel 1753 alla realizzazione dell'altare situato nella cappella di sinistra, ad opera di Orazio Antonio Bucci e Giovanni Pirri, e nel 1755 alla realizzazione delle decorazioni interne e del rivestimento in pietra delle paraste e delle cappelle[6]. La facciata concava, che porta qualche riferimento alle romane San Marcello e Santa Maria della Maddalena, è infine databile al periodo tra il 1770 e il 1755 ad opera dello stesso Orazio Antonio Bucci su precedente progetto di Gianfrancesco Leomporri[2]; le opere decorative, tra cui le statue di San Gregorio e San Sisto poste nelle nicchie superiori e realizzate tra il 1772 e il 1775 sono invece attribuite a Filippo Zughi[2];

La chiesa si completa definitivamente nel 1805 con la realizzazione della cupola ad opera del Valadier, già concepita nel progetto originario dell'edificio redatto dal Buratti un secolo prima[7]. Nel 1896 vengono realizzate le due statue delle nicchie inferiori, raffiguranti Sant'Antonio da Padova e San Nicola da Tolentino[2].

Nel 2009 è rimasta fortemente compromessa dal terremoto del 6 aprile subendo lesioni in facciata e sulla muratura portante oltre che il crollo quasi integrale della cupola, che ha provocato ulteriori danneggiamenti al pavimento ed all'altare maggiore[8]. Considerata una delle immagini più emblematiche dei gravissimi effetti del sisma sul patrimonio architettonico aquilano, è stata uno dei primi edifici ad essere sottoposti ad un intervento di consolidamento che ha permesso la riapertura di parte della navata (l'abside pericolante è stato coperto da un muro provvisorio) il 19 marzo 2010, a quasi un anno dalla tragedia[8].

Le operazioni di restauro del monumento, con un costo totale stimato di 6.500.000 euro ed un tempo di lavoro di 4 anni, saranno in parte finanziate dal governo francese che ha promesso un aiuto economico di circa 3 milioni di euro[8].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è situata nel mezzo del lato meridionale di Piazza del Duomo, volta frontalmente alla via Patini che la collega con la Piazza del Palazzo ed a poca distanza dalla Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio. Per la sua grandiosità architettonica e prospettica, e per la cupola che la rende visibile a distanza, è posta in contrapposizione al Duomo come emergenza dominante nella piazza.

Particolare della facciata
Particolare dell'interno con il muro provvisorio inserito nel transetto dopo il terremoto del 2009

La facciata[modifica | modifica wikitesto]

La facciata in pietra, d'architettura tardo-barocca, venne progettata nel 1769 di Gianfrancesco Leomporri e realizzata nel quinquennio successivo dallo scultore Orazio Antonio Bucci. È preceduta da una piccola scalinata che, unita alla concavità formata dalla nicchia centrale, ne fa da sagrato ed assorbe nell'ambito religioso e privato della chiesa l'ampio spazio della Piazza del Duomo[9].

Di notevole altezza, è suddivisa orizzontalmente su due livelli, l'ultimo dei quali culmina in una calotta concava cassettonata raccordata ai lati della chiesa da un coronamento curvilineo; il raccordo tra i due livelli avviene attraverso orecchioni di origine borrominiana. Il concio di chiave reca nel mezzo un'incisione con la data 1755, anno di completamento della facciata. Due doppi ordini di paraste corinzie si staccano dal coronamento e la suddividono verticalmente in tre settori[9]. In quello centrale è il portale d'ingresso, opera di Filippo Zughi, che presenta un timpano con inserito, al suo interno, uno scheletro rappresentante la morte e recante la seguente iscrizione:

(LA)

« IUVETUR MORTUUS NON
LACRYMIS, SED PRECIBUS,
SUPPLICATIONIBUS,
ET ELEMOSYNIS. S.CHRYS. »

(IT)

« Ai morti
non giovano le lacrime, ma preghiere,
suppliche
ed elemosine »

(Iscrizione sopra il portale)

In asse con il portale è poi una finestra rettangolare ed un medaglione circolare in pietra con rappresentata la Vergine del Suffragio[2]. I settori laterali presentano invece quattro nicchie con inserite le statue di San Gregorio e San Sisto (1772-1775) nella parete superiore e le statue di Sant'Antonio da Padova e San Nicola da Tolentino (1896) nella parete inferiore. Al di sopra del doppio gruppo di statue sono due finestroni contenenti le campane.

L'interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno si presenta a croce latina ed è caratterizzato da un'unica navata culminante in un'abside rettangolare; lo spazio centrale del transetto è impreziosito dalla cupola già ipotizzata alla data di realizzazione della chiesa ma realizzata solamente nel XIX secolo in stile neoclassico ad opera del Valadier.

La navata è scandita da tre gruppi di lesene in cui si proiettano due coppie di cappelle, alternate da una parete piena; la prima cappella di sinistra, detta dello Spirito Santo, presenta un dipinto di Teofilo Patini raffigurante il Sant'Antonio[6]. Le ali del transetto sono della stessa profondità delle cappelle, così da non alterare il rigido impianto rettangolare della struttura esterna; in esse sono presenti due grandi altari in marmo, opera di Francesco Ferradini e Perseo Petrilli del 1701 e qui trasferiti dalla precedente chiesa[7]. L'altare maggiore è invece opera di Francesco Bedeschini[7].

Dal 2010 lo spazio interno della chiesa è limitato alla sola navata essendo inagibile l'area del transetto al di sotto della cupola collassata in seguito al sisma. Poggiato al nuovo diaframma è stato posto un altare provvisorio.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è provvista di un antico organo a canne, costruito da Pacifico Inzoli nel 1897, racchiuso in una cassa riccamente decorata e intagliata. Lo strumento, restaurato fra il 2002 e il 2005, in seguito al terremoto del 2009, per evitare danni, è stato rimosso dalla cantoria sopra l'ingresso ove si trovava e trasferito in un locale limitrofo, in attesa di essere ricollocato nella chiesa.

Lo strumento, a trasmissione meccanica assistita con leva Barker, ha un'unica tastiera di 58 note ed una pedaliera concava di 20. Di seguito, la sua disposizione fonica in base alla posizione dei pomelli dei vari registri nelle quattro colonne della registriera (due alla destra e due alla sinistra della tastiera):

Colonna esterna di sinistra
Violone 8' Bassi
Flauto 8' Bassi
Flauto 4' Bassi
Oboe 8' Bassi
Violino 8' Bassi
Voci Umane 8' Soprani[10]
Bordone 8' al Pedale
Colonna interna di sinistra
Violinzoli 8' Soprani
Flutta 8' Soprani
Flauto 4' Soprani
Oboe 8' Soprani
Violino 8' Soprani[10]
Voce Celeste 8'
Violone 8' al Pedale
Colonna interna di destra
Bordone 16' Bassi
Principale 8' Bassi
Bordone 8' Bassi
Ottava 4' Bassi
Decima V 2' Bassi
Dulciana 4' Bassi
Basso 8' al Pedale
Colonna interna di destra
Bordone 16' Soprani
Principale 8' Soprani
Bordone 8' Soprani[10]
Ottava 4' Soprani
Decima V 2' Soprani
Ripieno 3 file
Contrabbasso 16' al Pedale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Coordinate prese da OpenStreetMap.
  2. ^ a b c d e f g Regione Abruzzo, Chiesa di Santa Maria del Suffragio. URL consultato il 21-12-2010.
  3. ^ Orlando Antonini, pag.129
  4. ^ Alessandro Clementi, Elio Piroddi, pag.136
  5. ^ Orlando Antonini, pag.131
  6. ^ a b c Orlando Antonini, pag.133
  7. ^ a b c Orlando Antonini, pag.135
  8. ^ a b c Protezione Civile, All’Aquila riapre la Chiesa delle Anime Sante. URL consultato il 21-12-2010.
  9. ^ a b Orlando Antonini, pag.137
  10. ^ a b c In corpo tergale, entro cassa espressiva

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Orlando Antonini, Architettura religiosa aquilana, Todi (Pg), Tau Editrice, 2010;
  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Editori Laterza, 1986;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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