Chiesa di Santa Maria del Pi

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Coordinate: 41°22′54″N 2°10′28″E / 41.381667°N 2.174444°E41.381667; 2.174444

Basilica di Santa Maria del Pino
Basílica de Santa Maria del Pi
Facciata
Facciata
Stato Spagna Spagna
Comunità autonoma Flag of Catalonia.svg Catalogna
Località Flag of Barcelona.svg Barcellona
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Barcellona
Stile architettonico gotico catalano, neogotico
Inizio costruzione 1319
Completamento 1391

La basilica di Santa Maria del Pino (in catalano, basílica de Santa Maria del Pi) è un luogo di culto cattolico della città di Barcellona.

L'appellativo "del pino" deriva dal fatto che, nella piazza antistante la chiesa, vi è un esemplare di questa pianta. Dal 1925 è basilica minore[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una tradizione non documentata, riconosciuta però da alcuni storici, già dal 413 esisteva una piccola chiesa paleocristiana nel luogo dove oggi sorge questa chiesa. Prima informazione documentaria di una chiesa dedicata alla Madonna del Pi si ha nel 987: infatti si ha certezza che esistesse fuori le mura, a ovest di Barcellona una piccola chiesa romanica con tale nome. L'edificio attuale venne costruendosi tra il 1319-20 e il 1391, con uno stile gotico puro, a una sola navata e completamente sprovvisto di decorazioni. In seguito ad un incendio, venne adeguata al nuovo gusto architettonico, divenendo così una chiesa con facciata gotica e interno neogotico.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portale della facciata principale
Il campanile e l'abside visti dal basso
Interno

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Facciata principale[modifica | modifica wikitesto]

La facciata principale ha un grande rosone nel centro, con un diametro di circa 10 m, che ben s'adatta allo stile scarno e minimalista della chiesa; dopo un secondo incendio (nel 1936), il rosone venne ricostruito completamente nel 1940. Il timpano principale è diviso da due colonne che lo dividono in tre piccole cappelle: quella centrale è occupata da un'immagine della Madonna a cui la chiesa è dedicata, mentre le altre sono occupati dallo stemma della città e della parrocchia. Alle estremità della base del timpano ci sono due pigne che testimoniano, insieme al pino dello stemma, il nome della chiesa.

Facciata laterale[modifica | modifica wikitesto]

Sulla facciata laterale troviamo i contrafforti dove poggiano gli archi e le volte delle navate. Al centro di questa facciata, si trova il portale dell'Avemaria, che tuttora conserva elementi provenienti dal portale romanico della chiesa che sorgeva sullo stesso luogo. Infine, la facciata posteriore è occupata anche dai contrafforti e dai finestroni dell'abside, oltre che da un'antica porta (1578) che accedeva al tempio dal lato posteriore. Nel tempo le mura originali della chiesa sono state nascoste da altre costruzioni.

Campanile[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile è uno degli elementi più caratteristici dell'edificio. Costruito a partire dal 1379, su progetto dell'architetto Bartomeu Mas, venne probabilmente terminato intorno al 1461: di struttura ottagonale, alto 54 m, le sue mura hanno alla base uno spessore di oltre 3 m. Tra le 6 campane che ospita, la maggiore è soprannominata Antonia, ha un diametro di circa un metro e mezzo e un peso di 1806 kg.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

La pianta della chiesa è a navata singola, con sette volte rettangolari a crociera, con cappelle laterali tra i contrafforti: le misure dell'edificio sono notevoli se si parte da quelle della navata che è lunga 54 m, larga 16,50 e alta 27. Le cappelle invece sono poco più alte di 12 m. L'incendio del 1936 ha completamente distrutto l'altare maggiore, le immagini religiose, l'arredamento neogotico del 1868 e l'organo del 1808.

Attualmente, l'altare maggiore è in alabastro, opera dell'architetto Joaquim de Ros i de Ramis: è stato inaugurato nel 1967. L'arredamento originale del 1771, invece, in stile barocco, è stata rimpiazzata come detto nel 1868: in seguito all'incendio, nel 1986 si è reinstallata l'originale.

Nemmeno le vetrate originarie si sono conservate: le più antiche presenti al giorno d'oggi sono del 1718. Quella dell'adorazione dei re magi, sopra il portale dell'Avemaria, è opera di Antoni Viladomat.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Nella quarta cappella laterale di destra, sull'apposita cantoria lignea, si trova l'organo a canne[2], costruito nel 2002 dall'organaro tedesco Gerhard Grenzing.

Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica, ha tre tastiere e pedaliera. La cassa, progettata dall'architetto Simon Platt, presenta una mostra articolata in più campi e su più livelli. La disposizione fonica dell'organo è la seguente:

Prima tastiera - Cadireta exterior
Bordó 8'
Quintató 8'
Octava 4'
Flauta Xemeneia 4'
Quinzena 2'
Dinovena 1.1/3'
Sesquialtera II
Ple III-IV
Cromorn 8'
Tremol
Seconda tastiera - Orgue mayor
Flautat Mayor 16'
Flautat 8'
Flauta Xemeneia 8'
Octava 4'
Dotzena 2.2/3'
Quinzena 2'
Ple IV-VI
Corneta V
Fagot 16'
Trompeta 8'
Trompeta Batalla 8'
Baixons-Trompeta Magna 4'-16'
Terza tastiera - Eco
Flautat 16'
Bordó 8'
Viola de Gamba 8'
Octava 4'
Flauta 4'
Nasart Dotzena 2.2/3'
Flabiol 2'
Nasart 17a 1.3/5'
Ple IV
Oboe 8'
Veu Humana 8'
Pedal
Contres 16'
Subaix 16'
Flautat 8'
Baix 8'
Octava 4'
Corn 2'
Ple V
Bombarda 32'
Bombarda 16'
Trompeta 8'
Clarín 4'

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Sito gcatholic.org
  2. ^ (ESCADEEN) L'organo a canne

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]