Chiesa di Santa Maria degli Angeli (Murano)

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Chiesa di Santa Maria degli Angeli
La facciata ed il campanile
La facciata ed il campanile
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Località Venezia
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Santa Maria degli Angeli
Diocesi Patriarcato di Venezia
Consacrazione 1529
Chiese di Murano.png

La chiesa di Santa Maria degli Angeli è un edificio religioso dell'isola di Murano, nella città di Venezia. Si affaccia sul campo omonimo a cui si accede dalla fondamenta Venier attraverso un cancello sormontato da un bassorilievo in marmo d'Istria, opera del Rizzo, raffigurante L'Annunciazione.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le sue origini risalgono al 1188 quando, la pia donna Ginevra Gradenigo, figlia del nobile Marino Gradenigo, costretta monaca da quest'ultimo, fece dono all'abadessa Giacomina Boncio di un terreno con "adiacenti acque" affinché ne edificasse una chiesa ed un monastero. Successivamente demolita e poi riedificata, fu riconsacrata nel 1529, grazie ad una Bolla Papale che ne sancì l'unione con la succursale di Santa Maria di Piave di Lovadina, in provincia di Treviso; questa unione arricchì la chiesa e il monastero, tanto da renderla famosa anche in Europa. Fu così che, nel 1574, Enrico III, re di Polonia e da poco re di Francia, già ospite del doge, decise di visitarla, meravigliato e incuriosito dalla fama della Chiesa. L'accoglienza dei muranesi e l'organizzazione dell'evento furono di un fasto senza pari, tanto che accompagnò il sovrano un'imbarcazione a forma di drago appositamente costruita sulla quale i più bravi maestri vetrai forgiavano la pasta vitrea.
Presso il monastero venivano accolte le giovani monache provenienti dalle più nobili famiglie veneziane, il che contribuì ad arricchire sempre di più la Chiesa.

Dopo la soppressione del convento (1810), anche la chiesa venne chiusa (1848) e spogliata di molti beni. In seguito al restauro del 1861, venne riaperta al culto nel 1863 e, a cavallo tra la prima e la seconda metà degli anni '90 del XIX secolo, i due lati adiacenti al corridoio furono adibiti a lazzaretto per ospitare le famiglie più povere dell'isola.

Attualmente non fa più parte delle parrocchie di Murano (la Chiesa di San Pietro Martire e la Basilica dei santi Maria e Donato sono rimaste le uniche) ed è visitabile solo su appuntamento.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La facciata[modifica | modifica sorgente]

L'interno[modifica | modifica sorgente]

Passato il lungo corridoio, e rivolgendo lo sguardo verso l'alto, ci si imbatte in un pregevolissimo soffitto coperto da quaranta tondi dipinti (forse del ravennate Nicolò Rondinelli o forse di Pier Maria Pennacchi), raffiguranti gli Apostoli, sette Profeti, i Simboli degli Evangelisti, i quattro Padri della Chiesa e gli Angeli che circondano la Vergine Incoronata posta al centro.

Nella controfacciata è doveroso citare due dipinti di Francesco Zugno, la Piscina Probatica e la Vocazione di Levi collocati a destra e a sinistra del portale d'entrata, ma soprattutto un'imponente tela opera di Antonio Molinari, presumibilmente del XVI secolo, che narra un episodio dell'Antico Testamento (Morte di Uzzà fulminato da Dio per aver toccato l'Arca Santa).

Se si sposta lo sguardo verso l'altare maggiore si potranno notare gli intrecci scultorei del marmo di Carrara che sfociano nel più vivo stile barocco; l'opera (del Marinali o del Bonazza), risale alla fine del Seicento, come le tre statue che raffigurano le tre virtù teologali Fede, Speranza, Carità.

Imponente è la pala che sovrasta l'altare maggiore: l'opera del Pordenone, datata 1537 circa, raffigurante l'Annunciazione, è una delle migliori prestazioni dell'artista, forse stimolato dal fatto che colui che doveva eseguirla, ovvero il Tintoretto, non aveva trovato l'accordo con le monache per il prezzo. Affidata quindi al Pordenone, egli riuscì ad unire eleganza e leggerenza nei volti delle figure ritratte. Sui due piccoli altari laterali al presbiterio, si possono vedere due pale di Giuseppe Porta detto il Salviati: il Noli me tangere e il Cristo deposto sulla Croce.

Altre due opere molto importanti sono la Madonna in gloria e Santi ad opera di Jacopo Palma il Giovane, situata sull'altare della parete destra e la pala di Pietro Damini, la Vergine e i Santi Prosdocimo e Benedetto sita sull'altare della parete di sinistra.

Da non dimenticare infine gli insigni monumenti sepolcrali, come quello del Doge Sebastiano Venier eroe di Lepanto, Lorenzo Contarini morto nel 1566 e Jacopo Soranzo morto a Murano nel 1590, con busto del defunto, opera di Alessandro Vittoria.

Opere già in Santa Maria degli Angeli[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Le Chiese di Venezia, M. Brusegan Newton Compton Editori