Chiesa di Santa Maria al Carrobiolo

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La chiesa di Santa Maria in Carrobiolo

La chiesa di Santa Maria al Carrobiolo si trova a Monza.

Il termine "Carrobìolo" deriva da piccolo carrobbio, cioè piccola piazza per la sosta dei carriaggi presso le antiche porte cittadine.

La prima chiesa di Santa Maria del Carrobiolo apparteneva alla comunità degli Umiliati delle Sante Agata e Maria e risale al 1232, anno in cui l'arciprete di Monza autorizza la costruzione di un oratorio dedicato a Dio e alla Vergine.
Era detta la casa degli Umiliati di S.Agata ed era la più importante dell'ordine a Monza.

Nel 1571 l’ordine degli Umiliati venne soppresso da Papa Pio V: il complesso della chiesa e del relativo convento fu assegnato ai padri Barnabiti che, nel 1573, iniziarono a rinnovarlo, conservando tuttavia le strutture della chiesa, del campanile e del chiostro. Il 15 giugno 1584 San Carlo Borromeo consacrava il tempio. Seguirono nel tempo vari lavori di rimaneggiamento.

L’avvento della Repubblica Cisalpina porta alla chiusura del Noviziato (1796), alla soppressione della comunità e alla confisca dei beni (1798). In tale occasione tuttavia il marchese Carlo Arconati Visconti riacquista il complesso e lo rende ai Barnabiti nel 1799. Il successivo decreto napoleonico di soppressione degli ordini religiosi lo colpisce nel 1810 e ancora una volta l'Arconati lo riscatta ed i suoi eredi lo riconsegnano ai padri Barnabiti quasi settanta anni dopo. L'architetto Enrico Terzaghi pone mano a vari lavori di rinnovamento, della decorazione è incaricato Giacomo Martinetti. Vengono poi realizzate dai milanesi Bertini le vetrate in facciata: l'Immacolata al centro e le sante Agata e Barbara ai lati.

La facciata della chiesa è a due ordini sovrapposti: quello inferiore, diviso in tre ordini da lesene, presenta tre portali a timpano; l’ordine superiore ha un solo campo centrale sormontato da un timpano e reca una bella finestra serliana, opera di Battista Borgonovo (1581). Al vertice del timpano la statua della Vergine, opera di Giovanni Battista Brunetti (1715); ai lati due angeli di Carlo Artelli (1717).

L'interno mantiene l'impianto medievale, a tre navate, con abside piatta e due cappelle in testa alle navate minori. La volta a botte probabilmente risale agli anni precedenti la riconsacrazione di San Carlo. Le decorazioni pittoriche sono opera del barnabita Invenzio Montalti (1696 e oltre), di Andrea Porta (1707-1709), dei fratelli Giovanni Battista e Gerolamo Grandi, di Andrea Montalto. È rappresentata la glorificazione della Vergine e di S.Agata. Il Moncalvo, che intorno al 1619 lavorava al Duomo di Monza, è qui presente con due dipinti: l' Adorazione dei Magi, nella prima campata, e l' Adorazione dei pastori nella quarta campata della navata destra. Nella terza campata destra la porta d'ingresso al monastero, sormontata da una lapide che ricorda la consacrazione della chiesa ad opera di San Carlo.

Nella navata sinistra, la terza campata corrisponde alla Cappella dell'Addolorata (ridipinta nel 1926 da Luigi Morgari) che contiene un notevole Crocefisso del XVI secolo, attribuito all'intagliatore Battista da Saronno, e la statua in legno policromo dell'Addolorata, opera del XVII secolo.

All'esterno della chiesa, sul lato destro della piazza, sporge il fabbricato del Convento con portale di pietra arenaria sormontato da un medaglione con la figura di San Paolo, evidente riferimento all'ordine dei Barnabiti (Chierici Regolari di San Paolo).

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