Chiesa di Santa Maria a Costantinopoli

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Coordinate: 40°33′11.49″N 14°13′10.92″E / 40.553192°N 14.219701°E40.553192; 14.219701

Chiesa di Santa Maria a Costantinopoli
Stato Italia Italia
Regione Campania
Località Anacapri
Religione Cattolica
Titolare Madonna Odigitria
Diocesi Sorrento - Castellammare di Stabia
Stile architettonico Gotico e Bizantino
Inizio costruzione XV secolo
Completamento XVII secolo

La chiesa di Santa Maria a Costantinopoli è una chiesa monumentale, situata nel centro storico di Anacapri: è stata sede parrocchiale, la più antica della città[1], fino alla costruzione della chiesa di Santa Sofia[2].

Storia e struttura[modifica | modifica sorgente]

La costruzione della chiesa risale al XV secolo, periodo in cui venne costruita anche l'eremo di Santa Maria a Cetrella, simili nell'aspetto architettonico ed era originariamente dedicata a Santa Maria alli Curti[3], ma fu poi intitolata alla Vergine di Costantinopoli solo dopo la presa di Costantinopoli da parte dei Turchi[4]; divenne quindi parrocchia di Anacapri ed era retta da un cappellano mandato direttamente dalla chiesa di San Costanzo a Capri[2]. La costruzione della chiesa fu inoltre motivo di sviluppo del cosiddetto quartiere Li Curti[5], così chiamato perché le case, risalenti al XV secolo, erano dotate tutte di cortili interni: di queste abitazioni ne rimane una sola, chiamata Casa Toronara. Nel 1595 la chiesa perse il ruolo di parrocchia[2], spostata in quella di Santa Sofia, anche perché, il borgo di Catena, dove sorgeva il tempio, andava spopolandosi, in favore di una zona più a valle. Ricostruita nel XVII secolo[1], ha subito poi pochi lavori di restauro: i più importanti furono eseguiti nel 1889[2].

Alla chiesa, in stile tardo gotico[2], si accede tramite un piccolo viale fiancheggiato da cipressi ed un giardino, utilizzato in passato come cimitero[1]; la facciata, stuccata in bianco, è composta semplicemente dal portale d'ingresso, anticipato da tre gradini[4] e sormontato da un ampio finestrone rettangolare e termina con una piccola cella campanaria a vela. L'interno, poco sfarzoso[3], è a navata unica, a pianta rettangolare[5], con due volte a crociera ogivale: questo è un chiaro esempio dell'influsso bizantino che si ebbe nella zona; diverse lesene adornano l'ambiente interno[2]. L'altare maggiore, in marmo, è posto in un'abside semicircolare ed al centro è posto una tela, di poco valore, raffigurante la Madonna con il Bambino, contornata dai santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista e come sfondo l'incendio di Costantinopoli[4]. Sulla destra dell'altare è un pulpito in muratura a cui si accede con una scala direttamente dalla sagrestia[2]: quest'ambiente, costruita nel 1889, anche se più piccola, ha lo stesso aspetto della chiesa, con pianta quadrata, volta a botte divisa in due da un arco ed un'area absidale semicircolare. Lungo la navata sono poste delle panche in legno[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Il territorio di Anacapri. URL consultato il 31-05-2012.
  2. ^ a b c d e f g Storia e descrizione della chiesa di Santa Maria a Costantinopoli. URL consultato il 31-05-2012.
  3. ^ a b c La chiesa di Santa Maria a Costantinopoli. URL consultato il 31-05-2012.
  4. ^ a b c La chiesa di Santa Maria a Costantinopoli ad Anacapri. URL consultato il 31-05-2012.
  5. ^ a b La chiesa dell'isola di Capri. URL consultato il 31-05-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gaetana Cantone, Bruno Fiorentino; Giovanna Sarnella, Capri, la città e la terra, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1982. ISBN non esistente

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]