Chiesa di Santa Maria Mater Domini

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Chiesa di Santa Maria Mater Domini
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Religione Cattolica
Diocesi Patriarcato di Venezia
Consacrazione 1540
Inizio costruzione 1502
Completamento 1539

La chiesa di Santa Maria Mater Domini è un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di Santa Croce.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo le cronache, fu costruita dalle famiglie Zane e Cappello nel 960 e sin dall'inizio assegnata all'attiguo monastero di Santa Cristina. In origine anche la chiesa avrebbe avuto questa intitolazione, tuttavia nessun documento suffraga la tradizione; la dedicazione alla Madre di Dio, invece, è attestata sin dal 1128.

Come testimoniato da una lettera apostolica di papa Clemente III, già nel 1188 risultava officiata da sacerdoti in quanto chiesa parrocchiale affiliata alla cattedrale di San Pietro di Castello. Fu anche collegiata, con un capitolo di canonici formato da un prete titolato, da un diacono e da un suddiacono.

A lungo mantenne le sue forme in stile bizantino, ma nel 1503 fu demolita perché pericolante e ricostruita. Secondo la critica recente, ne fu progettista (almeno per la facciata) Mauro Codussi, ma è stata attribuita anche a Jacopo Sansovino, Pietro Lombardo, Giovanni Buora e ad altri ancora. Nel 1524 vennero terminati gli altari e il 25 luglio 1540 fu consacrata dal vescovo di Sebenico Giovanni Lucio Stafileo.

Nel 1807, durante le soppressioni napoleoniche, venne ridotta a succursale della parrocchia di San Stae. Passata, nel 1810, a San Cassiano, nel 1952 è divenuta nuovamente vicariale di San Stae. Nel 1970 è tornata a San Cassiano come chiesa sussidiaria.

Edificio[modifica | modifica sorgente]

Santa Maria Mater Domini si affaccia sul campo omonimo ma più a destra rispetto all'asse principale, forse per la preesistenza degli edifici del monastero (demoliti nel 1914 per far posto al carcere giudiziario). Presenta una facciata molto semplice, se non quasi anonima.

La pianta è a croce greca con una cupola all'incrocio tra il transetto e la navata centrale. Quest'ultima e le quattro cappelle laterali sono delimitate pilastri sui quali si impostano delle ampie arcate. All'estremità del presbiterio, molto allungato, si trova l'abside semicircolare sul quale si aprono altre due cappelline a nicchia.

Lungo il transetto sono esposti l'Invenzione della Croce, pala di Tintoretto, e un rilievo marmoreo duecentesco raffigurante la Madonna orante. L'altare dei Contarini (il secondo a sinistra) è ornato dalla Trasfigurazione di Francesco Bissolo (1512). Le statue sono quasi tutte lavori di Lorenzo Bregno.

Il campanile venne ricostruito nel 1743: il precedente cinquecentesco era crollato tre anni prima.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jacopo Fasolo, Un'altra Venezia, Arsenale, 2000, p. 78.
  • Marcello Brusegan, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità delle chiese di Venezia, Newton Compton, 2004, pp. 304-305, ISBN 978-88-541-0030-5.
  • Giuseppe Tassini, Curiosità Veneziane, note integrative e revisione a cura di Marina Crivellari Bizio, Franco Filippi, Andrea Perego, Vol. 1, Venezia, Filippi Editore [1863], 2009, pp. 414-417.
  • Parrocchia di Santa Maria Mater Domini, Venezia, Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 20 settembre 2012.
Interno

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