Chiesa di Santa Maria Maddalena (Roma)

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Coordinate: 41°54′00.26″N 12°28′36.21″E / 41.900073°N 12.476724°E41.900073; 12.476724

Santa Maria Maddalena
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Località Roma-Stemma.png Roma
Religione Chiesa cattolica di rito romano
Titolare Maria Maddalena
Diocesi Roma
Stile architettonico Barocco-Rococò
Inizio costruzione XVII secolo
Completamento 1735

La chiesa di Santa Maria Maddalena è una delle chiese di Roma, nel rione Colonna, che si affaccia sulla piazza omonima. Rappresenta uno dei pochi e dei più begli esempi dell'arte rococò in Roma. È la chiesa regionale degli abruzzesi residenti a Roma.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1586 la chiesa, costruita su una cappella del Trecento già proprietà dell'Arciconfraternita del Gonfalone, venne affidata a Camillo de Lellis che ne fece la sede centrale dell'ordine dei Camilliani. All'ordine e al suo convento fu assegnato l'intero isolato circostante (piazza della Maddalena, via del Collegio Capranica, via delle Colonnelle).

Nel 1628 papa Urbano VIII autorizzava l'apertura, di fronte alla chiesa, di una nuova piazza, «per maggiore ornamento della Città e servizio e comodità di detta chiesa».[senza fonte] I lavori implicarono la demolizione ed il rifacimento delle case circostanti, lavori ai quali si deve, ancor oggi, l'effetto armonioso e compiuto della attuale piazza della Maddalena.

Lavori di rifacimento interno della chiesa furono intrapresi già dal 1630, nel quadro di attività che interessavano l'intero complesso. I rifacimenti furono effettuati in vari lotti, destinati alle singole cappelle, e durarono a lungo: ancora nel 1695 si provvedeva a demolire case che erano appoggiate al fianco destro della chiesa. La fabbrica poté dirsi compiuta nel 1699, ma la consacrazione della nuova chiesa ebbe luogo soltanto il 4 maggio 1727.

In settant'anni di lavori si avvicendarono diversi architetti: da Carlo Fontana (al quale si attribuisce l'attuale cupola e la volta) a Giovanni Antonio De Rossi[2], a Giuseppe Sardi che concluse, nel 1735, l'attuale facciata. Lo stile, il rococò, non era molto utilizzato per gli edifici religiosi, e la facciata fu criticata da più parti, tanto da affibbiarle il soprannome di chiesa di zucchero (perché ricordava le decorazioni di una torta).

La chiesa[modifica | modifica wikitesto]

La sagrestia
L'organo

L'interno è complesso: all'unica navata di forma ottagonale allungata, con due cappelle per ogni lato, segue il transetto sottostante la cupola, con a destra il "cappellone" del titolare san Camillo de Lellis, del quale sono custodite le spoglie mortali, e a sinistra quello di San Nicola di Bari. Segue la cappella dell'altare maggiore, con il catino dell'abside affrescato (con un Gesù che predica alle turbe e una biondissima Maddalena alla sua destra; sopra l'altare, altra grande tavola con la Maddalena in preghiera) e, a sinistra, la cappella delle reliquie e l'ingresso alla sacrestia.

Tra le opere d'arte di cui è ricca la chiesa (soprattutto legate alla vita di San Camillo, ad opera di Sebastiano Conca), si devono ricordare:

  • Cristo, la Vergine e san Nicola di Bari del Baciccia,
  • San Lorenzo Giustiniani che adora il Bambino di Luca Giordano,
  • L'Umiltà, di Carlo Monaldi, nella prima nicchia a sinistra della navata centrale[3]

Un cenno particolare meritano:

  • la sacrestia pienamente rococò, una delle più belle di Roma e la meglio conservata, con una profusione di dipinti, volute, dorature, policromie. Ragguardevole nella parete di destra la sequenza di armadi in legno dipinto a finto marmo alternati a finestre trompe-l'oeil.
  • la cantoria e l’organo in legno dorato e figure di stucco bianco, del 1736, opera dell'organaro tedesco Johannes Conradus Werle, restaurato e ampliato da D. Giacomo Pianacci nel 1790 (Dal CHRACAS – Diario Ordinario di Roma, anno 1790, 6/3 n.1584 – p.14: “Sparsasi la voce in questa Capitale della Maestrale rinnovazione del grand’Organo della Chiesa della Madonna de’ Monti fatta per divozione dal celeberimo Sig. D. Giacomo Pianacci Missionario Apostolico nelle vacanze dell’Evangelico ministero, fu subito pregato dai Padri Ministri degl’Infermi della Casa della Maddalena perché dasse un’occhiata all’Organo di quella loro Chiesa, e fu trovato assai diverso, da quello lo lasciò il suo benemerito Autore. Volendo aderire alle premure dei detti religiosi il prelodato Sacerdote ad onore e gloria dell’Altissimo, di S. Maria Maddalena, e di S. Camillo, mise mano all’opera, e li giorni del Carnevale impiegò esemplarmente in detta Chiesa a ridurre per sua divozione con la geometrica scienza l’Organo non solo al primiero essere, ma l’aumentò nell’armonia, e nelli registri in modo, che si può suonare in 44. maniere, facendosi sentire moltissimi Istromenti Musicali; come con ammirazione ed universale gradimento, si è fatto sin ora all’affollato Popolo sentire dallo stesso Sacerdote e si farà sentire da altri sotto la di lui direzione, infino a tanto che imparate abbiano la maniera di registrarlo.”).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ sito web della diocesi di Roma.
  2. ^ Giovanni Antonio de Rossi, architetto romano, molto attivo nell'edilizia ecclesiastica (Roma 1616-1695), piuttosto in rifacimenti e ristrutturazioni che in opere interamente proprie. Lavorò, tra l'altro, a San Rocco all'Augusteo, a Santa Maria in Campitelli ampliando il progetto del Rainaldi, a San Pantaleo di Parione, a Santa Maria in Campo Marzio, all'Ospedale delle donne di San Giovanni. Quanto all'edilizia civile, si debbono a lui l'ampliamento di Palazzo Altieri verso piazza del Gesù, palazzo d'Aste (oggi noto come Palazzo Bonaparte) a Piazza Venezia. Fu anche, dal 1642, architetto del Monte di Pietà.
  3. ^ Dizionario Biografico Treccani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Rendina, Le chiese di Roma, Newton & Compton editori, Roma 2000
  • Luisa Mortari, S. Maria Maddalena, Istituto Nazionale di Studi Romani - Fratelli Palombi Editori, 1987

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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