Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone

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Coordinate: 41°53′51.46″N 12°28′02.35″E / 41.897627°N 12.467319°E41.897627; 12.467319

Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Roma-Stemma.png Roma
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Lucia da Siracusa
Diocesi Diocesi di Roma
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione 1511
Sito web Sito ufficiale

La chiesa di Santa Lucia del Gonfalone è un luogo di culto cattolico di Roma, situato nel rione Regola, in via dei Banchi Vecchi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIV secolo la chiesa era chiamata Santa Lucia nuova, come è attestato da alcuni documenti del 1352 e del 1371, per distinguerla dalla chiesa di Santa Lucia vecchia, presso il Tevere (vedi l’Oratorio del Gonfalone). Ma quella denominazione era contemporanea con quella di Santa Lucia in Pescivoli, oppure della chiavica. L’Armellini ritiene che la chiesa possa risalire alla fine del XIII e l’inizio del XIV secolo. Essa fu poi riedificata nel 1511 ed affidata all’Arciconfraternita del Gonfalone; subì successivi restauri nel 1603, nel 1764 ad opera di Marco David e nel 1866. Fu in quest’ultima occasione che Francesco Azzurri decorò il suo interno.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Architettura e arte[modifica | modifica wikitesto]

Interno

La facciata, a salienti, presenta una suddivisione, tramite un alto cornicione, in due fasce orizzontali sovrapposte, con in quella inferiore il portale, sormontato da un frontone sorretto da due semicolonne composite, e in quella superiore, al centro, un finestrone.

L'interno della chiesa è a navata unica terminante con abside e con tre cappelle per lato, si possono ammirare, in particolare, la tavola del Cinquecento raffigurante la Madonna del Gonfalone, ed un Crocifisso ligneo anch’esso del XVI secolo. Nel corso dei restauri del 1863-1866, Cesare Mariani ritrovò Francesco Azzurri e si staccò definitivamente dai modi della scuola di Minardi, dipingendo tutta la decorazione ad affresco e le tre scene con La visione di san Bonaventura, Sisto V benedice gli schiavi riscattati in Barberia e Il giuramento di Giovanni Cerrone in uno stile definito dai contemporanei «michelangiolesco» per la «disinvoltura del disegno» e l’«ampiezza della composizione».

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cantoria alla destra dell'abside, si trova l'organo a canne, costruito nel 1882 da Nicola Morettini. Lo strumento, interamente racchiuso all'interno di una sobria cassa lignea in stile neoclassico, è a trasmissione meccanica ed è dotato di due tastiere di 58 note ciascuna e pedaliera di 26 note. Di seguito, la disposizione fonica dell'organo in base alla posizione dei comandi dei registri nelle due colonne della registriera:

Colonna di sinistra - Concerto
Voce celeste 8' Soprani[1]
Fugata 8'
Dulciana 4'
Bordone 8' Bassi
Bordone 8' Soprani
Clareolino 8' Bassi
Clareolino 8' Soprani
Violoncello 8'
Viola 8' Bassi
Viola 8' Soprani
Flauto dolce 8' Soprani
Flauto ottaviante 4' Soprani
Corno inglese 16' Soprani
Tromba 8' Bassi
Tromba 8' Soprani
Colonna di destra - Ripieno
Principale 16'
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava 4'
Nasardo 2.2/3'
Piccolo 2'
Pieno 1.1/3'
Pieno 1'
Pieno 2/3'
Pieno 1/2'
Violone 16' (al Pedale)
Ottava 8' (al Pedale)
Trombone 8' (al Pedale)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ sulla consolle, la dicitura, errata, è Tremola

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]