Chiesa di Sant'Onofrio al Gianicolo
Coordinate: 41°53′50″N 12°27′41″E / 41.89722°N 12.46139°E
| Sant'Onofrio al Gianicolo | |
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Portico esterno |
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| Stato | |
| Regione | Lazio |
| Località | Roma |
| Religione | cattolica |
| Diocesi | Diocesi di Roma |
| Stile architettonico | rinascimentale |
| Inizio costruzione | XV secolo |
Sant'Onofrio al Gianicolo è un complesso chiesa-convento di Roma, su quella che è oggi la passeggiata del Gianicolo.
Indice |
Storia [modifica]
La costruzione della chiesa di Sant'Onofrio fu iniziata intorno al 1439 in bella posizione panoramica, ma di difficile accesso, nel sito dove in precedenza, nel 1419, era stato costruito un romitorio per opera del Beato Nicola da Forca Palena che a tale scopo aveva acquistato il terreno raccogliendo elemosine dai fedeli fra cui i cardinali Gabriele Condulmer (poi Eugenio IV) e Giovanni Domenico De Cupis.
Il complesso attuale fu concluso nel XVI secolo, ma già dal 1446 era stata aperta la strada nota come salita Sant'Onofrio per salire più agevolmente da via della Lungara al Gianicolo.
La chiesa, ad una sola navata con due cappelle per lato, contiene pregevoli opere pittoriche e scultoree anche del XVII secolo, ed è preceduta da un sagrato erboso chiuso su due lati da un piccolo portico. Sul lato di fronte alla chiesa esso è chiuso dalla cappella affrescata della Madonna del Rosario, eretta all'inizio del '600 da Guido Vaini, patrizio di Imola, per sé, sua moglie Lucrezia Magalotti patrizia di Firenze e i loro 12 figli e discendenti.
Il piccolo chiostro del convento è forse la parte più antica del complesso: costruito nel periodo della fondazione, a metà del XV secolo, ha anche una galleria porticata al piano superiore. Le lunette furono affrescate con storie di Sant'Onofrio ad opera del Cavalier d'Arpino e scuola, in occasione del giubileo del 1600.
Il luogo, assai suggestivo e panoramico, è noto (forse soprattutto) per aver dato rifugio alle ultime angosce di Torquato Tasso, che vi arrivò da Napoli dietro la promessa di Clemente VIII di incoronarlo poeta, come era stato secoli prima per il Petrarca. La laurea non ebbe luogo, tuttavia, in quanto il poeta vi morì il 25 aprile del 1595. In omaggio al Tasso, Sant'Onofrio divenne così una delle tappe di artisti e letterati in visita a Roma[1].
Un po' più in alto del convento - ora dall'altra parte della "passeggiata del Gianicolo" tracciata tra il 1865 e il 1868 - è stata conservata (ormai secca ma monumentalizzata), la cosiddetta "quercia del Tasso", sotto la quale si dice che il poeta andasse a contemplare e meditare[2]. Il luogo venne poi utilizzato da San Filippo Neri come meta di passeggiate, e fu attrezzato ad anfiteatro dalla sua congregazione, come "luogo di pii trattenimenti"[3]. Ancora oggi l'anfiteatro è sede di rappresentazioni teatrali all'aperto.
In loco fu allestito dal Governatorato di Roma un piccolo museo, dato poi in proprietà alla Santa Sede dal 1930, con cimeli e maschera funeraria del Tasso.
Il 15 agosto 1945 papa Pio XII assegnò la chiesa ed il convento all'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, forse proprio in onore della Gerusalemme liberata.
Cronologia [modifica]
- 1419 inizio della costruzione di un romitorio
- 1437, 4 ottobre: bolla con cui papa Eugenio IV approva la sua fondazione.
- 1439 inizio della costruzione della chiesa. L'eremo viene affidato alla congregazione degli Eremiti di San Gerolamo.
- 1446 apertura della salita Sant'Onofrio
- 1513 Giovanni Antonio Boltraffio affresca la lunetta nell'atrio
- 1517, 6 luglio: papa Leone X crea la diaconia cardinalizia
- 1588 Sisto V la eleva a titolo presbiteriale. Terminata la costruzione della chiesa. Lavori di decorazione
- 1595, 25 aprile nel convento annesso alla chiesa muore Torquato Tasso.
- 1600 per il giubileo decorazione del chiostro ad opera del Cavalier d'Arpino, Sebastiano Strada e Claudio Ridolfi.
- La salita Sant'Onofrio viene lastricata
- 1620 facciata barocca della Cappella de Rosario
- Visita di Giacomo Leopardi sulle tracce di Torquato Tasso
- Chateaubriand è ospite del convento.
- Goethe lo frequenta e lo cita nel suo Viaggio in Italia.
- 1849 Giuseppe Garibaldi salva la più piccola delle tre campane della chiesa di Sant'Onofrio al Gianicolo detta "la campana del Tasso"
- 1924 costruzione della fontana in occasione dell'anniversario della morte del Tasso
- 1930 rifacimento della fontana per sostituzione parti originali antiche con copie
- 1930 la proprietà del Museo Tassiano passa alla Santa Sede.
- 1945, 15 agosto: papa Pio XII concede all'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme la Chiesa e il cenobio di Sant'Onofrio al Gianicolo quale Chiesa Madre Ufficiale del suddetto Ordine religioso cavalleresco, oggi di unica collazione Pontificia e posto sotto la diretta protezione della S. Sede.
Opere [modifica]
Nella chiesa [modifica]
- Altare maggiore dipinto da Bernardino Pinturicchio (1454-1513) nella parte superiore
- Madonna col Bambino e un donatore, Cesare da Sesto (1477-1523), già attribuito a Giovanni Antonio Boltraffio (1467-1516) – affresco - lunetta nell'atrio
- Storie di Maria, ritenuti opera giovanile di Baldassarre Peruzzi (1481-1536) - affreschi – 2° cappella destra - abside
- Altare maggiore dipinto da Baldassarre Peruzzi (1481-1536) dalla cornice in giù
- Natività di Francesco Bassano il Giovane (1549-1592), figlio, allievo e collaboratore di Jacopo Bassano – Cappella del Rosario
- Dipinti di Agostino Tassi (1566-1644)
- Scene della vita e della leggenda di S. Onofrio, di Giuseppe Cesari (1568-1640), Sebastiano Strada e Claudio Ridolfi - chiostro -
- Sibille di Giovanni Baglione (1566-1643) – affresco – portale d'ingresso
- Storie di S. Girolamo del Domenichino (1581-1641) – 3 affreschi - lunette del portico
- Annunciazione, di Antoniazzo Romano (1460-1510) – affresco - 1° cappella a destra
- Madonna di Loreto, attribuita ad Annibale Carracci (1560-1609) – 2° seconda cappella destra - altare
Cappelle laterali dedicate [modifica]
- a sant'Onofrio
- alla Madonna di Loreto
- al Crocifisso
- a san Pio X
- a san Gerolamo
Epigrafi – Pietre tombali - Stemmi - Monumenti [modifica]
- ai lati della scalinata di ingresso:
- In ricordo dell'apertura della strada voluta da papa Sisto V.
- In ricordo della pavimentazione fatta fare da papa Clemente VIII.
- nel portico esterno, accanto alla porta della chiesa:
- pietra tombale del beato Nicola da Forca Palena, opera di scultore toscano che risente dell'influsso del Donatello.
- stemmi gentilizi delle famiglie protettrici della chiesa
- nel passaggio al chiostro:
- tomba di Alessandro Guidi (1650-1712) poeta lirico
- monumento funebre del marchese Giuseppe Rondinini (1725-1801), alias Rondanini, [2]
- nella chiesa:
- monumento funebre del cardinale Filippo Sega (1537-1596), con ritratto del Domenichino – 3° cappella sinistra
- monumento funebre del cardinale Giuseppe Mezzofanti (1774-1849), – 3° cappella sinistra
- monumento funebre di Torquato Tasso sulla parete di fondo – altro nella prima cappella a sinistra
- monumento funebre di Bernardo Guglielmi - maestro del Cardinale Francesco Barberini
- tomba di Giovanni Sacco, nato a Sirolo (AN), vescovo di Ragusa in Dalmazia ed amministratore apostolico di Ancona, segretario di papa Giulio II. Sepolto nel 1505, sarcofago in altorilievo presso l'altare maggiore - DX , scuola di Andrea Bregno .
Note [modifica]
- ^ Tra questi Giacomo Leopardi che, in una lettera indirizzata al fratello Carlo, scrisse: «...fui a visitare il sepolcro del Tasso e ci piansi. Questo è il primo e l'unico piacere che ho provato a Roma».
- ^ Sulla quercia del Tasso esiste un delizoso racconto immaginario di Achille Campanile, leggibile qui
- ^ Così lo raccontava Giuseppe Vasi nel 1761 (citato in [1]):
« San Filippo Neri per allettare la gioventù alla parola di Dio, e altresi per allontanarla dalle lusinghe del secolo, soleva nell'alto del giardino di quello convento andare a spasso con li suoi penitenti, e con bella grazia vi introdusse alcune conferenze spirituali, con altri devoti trattenimenti. Perciò i Preti dell'Oratorio ad imitazione del loro santo Fondatore seguitano in ogni festa di precetto dopo il vespro, principiando dal secondo giorno di Pasqua di Resurrezione fino alla festa di s. Pietro Apostolo, a venirvi con gran concorso di uomini devoti, e vi fanno de' sermoni accompagnati con pii trattenimenti. A tal fine hanno eretto nel medesimo luogo, che frequentava s. Filippo tutto il comodo con sedili in forma di teatro, inalberando però sulla cima il segno della s. Croce. »
Bibliografia [modifica]
- Roma nell'anno MDCCC XXXVIII descritta da Antonio Nibby - Parte Prima Moderna - Roma Tipografia delle Belle Arti 1839 - Pag.565
- S. Onofrio Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX di Mariano Armellini pubblicato dalla Tipografia Vaticana 1891
- La chiesa di s. Onofrio e le sue tradizioni religiose, storiche, artistiche e letterarie di Giuseppe Caterbi – Roma dalla Tipografia forense 1858 - Pag. 13]
- Accurata e succinta descrizione topografica e istorica di Roma moderna - Tomo II parte I - 1767 Pag.963 Opera postuma dell’abate Ridolfino Venuti Cortonese presidente delle antichità romane.
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Chiesa di Sant'Onofrio al Gianicolo
Collegamenti esterni [modifica]
- Chiesa e Convento di Sant’Onofrio al Gianicolo
- Chiesa e Convento di S.Onofrio
- Giuseppe Vasi's 1765 Grand View of Rome Section D1: S. Onofrio
- Chiesa e Convento di S.Onofrio G3
- Torquato Tasso: studi biografici-critici-bibliografici di Giuseppe Jacopo Terrazzi Pag. 194
- La chiesa di Sant'Onofrio a Roma fondata dal beato Nicolò da Forca Palena