Chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri

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Coordinate: 41°54′14.87″N 12°27′26.92″E / 41.904131°N 12.457478°E41.904131; 12.457478

Chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri
La chiesa e la Porta Sant'Anna
La chiesa e la Porta Sant'Anna
Stato Città del Vaticano Città del Vaticano
Località Città del Vaticano
Religione Cristiana Cattolica di rito romano
Titolare Sant'Anna
Diocesi Diocesi di Roma (Vicariato Generale dello Stato della Città del Vaticano)
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione 1565
Completamento XVIII secolo
Sito web Sito della parrocchia

La chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri è un luogo di culto cattolico sito in via di Sant'Anna nella Città del Vaticano, nei pressi di Porta Sant'Anna, il principale varco d'ingresso al piccolo Stato.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La chiesa, a pianta ovale, la prima del genere nel panorama architettonico romano del Cinquecento, fu edificata su disegno di Jacopo Barozzi da Vignola, sotto il pontificato di Pio IV intorno al 1570.[1] Essa fu realizzata dall'Arciconfraternita dei Palafrenieri (Sediari pontifici) del papa, istituita da Urbano VI nel 1378 e oggi risiedente presso la chiesa di Santa Caterina della Rota per autorità di Pio XI, che nel 1929 trasformò la storica sede confraternale in parrocchia del nuovo stato vaticano[2]. L'Arciconfraternita ha come scopo il culto della madre di Maria, Sant'Anna, e il suffragio delle anime dei defunti: dalla loro chiesa prese il nome il borgo adiacente.

La chiesa fu ultimata nel Settecento, quando vennero realizzate la facciata, la cupola e gli affreschi interni.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Arte e architettura[modifica | modifica sorgente]

L'esterno della chiesa è caratterizzato dalla facciata, che dà sullo Stato del Vaticano. Essa è affiancata da due campanili, ognuno dei quali presenta la cella campanaria aperta su quattro lati con una monofora per ciascun lato e una copertura a bulbo. L'ingresso è costituito da un unico portale; esso è sormontato da un tondo raffigurante Sant'Anna e la Madonna e, più in alto, da una grande finestra a lunetta. La facciata termina con un frontone spezzato sorretto da due colonne tuscaniche e sormontato da due statue di angeli.

L'interno della chiesa presenta una pianta ellittica coperta con cupola ribassata al centro della quale vi è uno stucco raffigurante la Colomba dello Spirito Santo. Le pareti dell'ellisse sono scandite da otto colonne corinzie che inquadrano i quadri con Scene della vita di Sant'Anna, di Ignazio Stern, e i quattro ambienti a pianta rettangolare (la campata d'ingresso con cantoria, le due cappelle laterali e l'abside alternati a quattro porte con frontoni triangolari. L'abside è a pianta quadrata con una grande nicchia su ogni lato, ed è coperta con volta a vela riccamente decorata con stucchi, al centro della quale si apre una lanterna. A ridosso della parete fondale, vi è l'altare maggiore in marmi policromi che accoglie, all'interno dell'ancona, la pala raffigurante Sant'Anna e la Madonna bambina, opera di Arturo Viligiardi realizzata nel 1927.

Organo a canne[modifica | modifica sorgente]

Sulla cantoria nella nicchia di destra dell'abside, si trova l'organo a canne, costruito nel 1931 da Giuseppe Migliorini.

Lo strumento è a trasmissione elettrica e la sua consolle è situata a piano del presbiterio sotto la cantoria di sinistra ed ha due tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera dritta di 30 note.

Di seguito, la disposizione fonica dell'organo:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 8'
Ottava 4'
Ripieno 5 file
Flauto 8'
Dulciana 8'
Seconda tastiera - Espressivo
Bordone 8'
Viola di gamba 8'
Coro viole 8'
Flauto 4'
Oboe 8'
Tremolo
Pedale
Bordone 16'
Basso 8'

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La chiesa era famosa nella Roma papalina per la cosiddetta processione delle panze, cioè delle partorienti, che si svolgeva il 26 luglio, giorno della festa liturgica di sant'Anna. Partendo dalla chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, la processione procedeva al rullo di tamburi, con le partorienti avvolte in un manto (da cui il termine popolare di ammantate), seguite dai membri della Confraternita dei Palafrenieri a cavallo: chiudeva la processione la statua raffigurante la Vergine e sant'Anna (oggi conservata nella chiesa di Santa Caterina della Rota). Quando la lunga fila giungeva sul ponte Sant'Angelo il cannone del castello salutava la Vergine con colpi a salve.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ N. Pevsner, Storia dell'architettura europea, Roma-Bari 1998, p. 158.
  2. ^ Omelia di Giovanni Paolo II nella parrocchia di Sant'Anna

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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