Chiesa di Sant'Agostino (Genova)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 44°24′17.89″N 8°55′55.72″E / 44.404969°N 8.932144°E44.404969; 8.932144

Chiesa di Sant'Agostino
Facciata della chiesa
Facciata della chiesa
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Località Genova
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Genova
Stile architettonico romanico, gotico
Inizio costruzione 1260
Completamento XVII secolo

La chiesa di Sant'Agostino è stato un edificio religioso del centro storico di Genova, situata in piazza Renato Negri. Adiacente al Museo di Sant'Agostino e oggi sconsacrata, è talvolta sede di rappresentazioni teatrali del vicino teatro della Tosse.

Cenni storici e descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il chiostro

La chiesa venne fatta edificare dagli agostiniani nell'anno 1260, inizialmente dedicata a santa Tecla, ed è una delle poche chiese gotiche sopravvissute a Genova alla costruzione delle strade "moderne", che, soprattutto nell'Ottocento, ha visto la demolizione di un gran numero di chiese e conventi. La chiesa presenta la tipica facciata a fasce bicrome, in marmo bianco e pietra nera di promontorio.

Il prospetto, tripartito da lesene, ha un portale ad arco acuto con, nella lunetta, un affresco di Giovanni Battista Merano raffigurante sant'Agostino. È inoltre presente un rosone aperto sotto un fregio di archetti e due bifore laterali.

Particolare importantissimo che rende particolare sia la chiesa che il contesto della piazze prospicienti, è il campanile posizionato sul lato destro del transetto. La torre campanaria è formata da ordini sovrapposti di bifore e quadrifore e termina con un'alta cuspide e quattro guglie laterali maiolicata (ossia rivestite da piastrelle policrome).

L'interno, assai vasto, è a tre navate divise da arcate ogivali; queste ultime poggiano su robuste colonne in pietra dipinte a fasce bianco-nere con capitelli cubici.

Le navate laterali erano in origine coperte da soffitti a travature ma furono rialzate nel 1400, e più tardi, nel Seicento si dovette provvedere a rifare la copertura della navata centrale, oramai pericolante; il coro, invece, ha mantenuto le volte cordonate originali.

L'affresco sul portale d'ingresso

Nel lato destro della chiesa, accanto all'altare maggiore, è presente un affresco attribuito da Pietro Toesca al pittore Barnaba da Modena raffigurante il Giudizio finale. Quest'affresco è con molta probabilità una delle ultime opere di Barnaba. È diviso in due parti: nel riquadro inferiore due angeli sovrastano le tombe dalle quali si levano i corpi dei defunti al suono delle trombe del Giudizio. Nella lunetta superiore un conciso tono drammatico assume l'implorazione di Giovanni Battista cui il Redentore si volge con lo sguardo irato, ma già placato nel gesto della mano volta verso di lui: la pittura, a ombre dense, dà rilievo ai panneggi e ai lampeggiamenti agli occhi. Sia nel Cristo che nel Battista vi è ancora traccia dello stile bizantino che Barnaba non dimentica nemmeno in questa sua probabile ultima opera, ma è presente anche il rilievo plastico delle figure che caratterizza gli ultimi suoi lavori.

Museo di Sant'Agostino[modifica | modifica sorgente]

Il tempio, sconsacrato già a partire dalla fine del Settecento, venne gravemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra fu utilizzato per alcuni decenni come deposito di sculture, frammenti architettonici e affreschi staccati provenienti dalle chiese distrutte, che hanno costituito il nucleo del Museo della Scultura di Sant'Agostino.

Realizzato alla fine degli anni settanta del Novecento su progetto di Franco Albini e Franca Helg, l'edificio museale ha incluso nelle proprie strutture i due chiostri del complesso religioso: il cosiddetto "chiostro triangolare" risalente al XIV-XV secolo, collocato sul fianco destro della chiesa, con colonne a rocchi e capitelli cubici e quello settecentesco, rettangolare e più grande, che è stato spostato e completamente ristrutturato. Il pezzo più importante del museo è probabilmente il monumento funebre a Margherita di Brabante (databile attorno al 1313), commissionato a Giovanni Pisano, a Pisa, dall'imperatore Arrigo VII.[1]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Genova.
  • Pietro Toesca: “ Il Trecento” Torino 1951 pp. 747–750
  • Nadia Pazzini Paglieri, Rinangelo Paglieri, Chiese in Liguria, Genova, Sagep Editrice, 1990. ISBN 88-7058-361-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito web - Italia per Turisti - Pagina di "Sant'Agostino a Genova". URL consultato il 2012-06-11.