Chiesa di Sant'Andrea (Firenze)

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La chiesa di Sant'Andrea prima della demolizione
La chiesa di Sant'Andrea prima della demolizione

La chiesa di Sant'Andrea a Firenze sorgeva tra via Calimala e via Pellicceria e venne distrutta verso il 1888 all'epoca del risanamento del Mercato Vecchio.

La piccola chiesa risaliva addirittura agli inizi del IX secolo e faceva parte del monastero femminile della Sacra Vergine, del quale era la chiesa abbaziale. La prima badessa di cui si abbiano notizie si chiamava Radenberga.

Già ai primi anni del X secolo le monache vennero trasferite a San Martino a Mensola e nel 1205 l'edificio venne passato al clero secolare dal vescovo Lamberto.

Nel Trecento il patronato della chiesa era della famiglia Elisei. Venne restaurata nel Settecento, soprattutto nella facciata, che era dotata, come molte altre chiese della zona, di una piccola scalinata d'accesso a doppia rampa. Le chiese di questa area vennero tutte demolite nell'Ottocento e solo la chiesa sconsacrata di Santa Maria Sopra Porta, all'epoca caserma dei pompieri, si è salvata mantenendo la tipica scaletta.

Dento alla chiesa esistevano tre altari: quello di destra era decorato da un dipinto del quale non si conosce l'autore, quello dei sinistra presentava una tela del Vasari, mentre l'altare centrale aveva un bella tavola di Domenico Ghirlandaio.

All'epoca delle demolizioni ottocentesche la chiesa era in stato di decadenza per la necessità di restauri, ma la sua lunga vicenda storica non fu sufficiente a salvarla dalla distruzione (con i forti interessi speculativi in ballo), per cui il suo abbattimento fu uno degli episodi più gravi di quella rivoluzione urbanistica.

[modifica] Bibliografia

  • Franco Cesati, Le chiese di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2002.

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