Chiesa di Sant'Agostino (Ancona)
| Chiesa di Sant'Agostino | |
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| Località | Ancona |
| Religione | cristiana cattolica |
| Diocesi | Arcidiocesi di Ancona-Osimo |
| Stile architettonico | gotico |
| Completamento | 1341 |
La ex chiesa di Sant'Agostino si trova ad Ancona.
[modifica] Storia e descrizione
Fu eretta dagli agostiniani nel 1341 con il nome di Santa Maria del Popolo in questo luogo che era il punto di confluenza dei pellegrini per Roma e dalla costa. Luigi Vanvitelli firmò un allungamento della chiesa nel Settecento. Il portale gotico è del maestro dalmata Giorgio da Sebenico, con statue che raffigurano Santa Monica e San Nicola da Tolentino, San Simpliciano e il beato Agostino Trionfi.
Dopo il 1860, con la secolarizzazione operata dall'Unità d'Italia, l'edificio venne profondamente modificato nei suoi esterni, con la separazione dell'area absidale per esigenze di viabilità (e l'adattamento dell'abside come vano scale di un edificio di abitazioni distrutto poi nella seconda guerra mondiale), la troncatura del campanile, la ridefinizione dei prospetti in forma di palazzo quale sede della Caserma Cialdini, fino alla distruzione della facciata con sola salvaguardia del ricco portale e del portone ligneo (datato 1655), inquadrato nel vano arcuato di una parete a finto bugnato. Conseguentemente anche l'interno si presenta ora frazionato in piani e locali, con la completa ed irreversibile cancellazione delle orditure architettoniche vanvitelliane e la dispersione degli arredi fissi e mobili in pinacoteca o in altre chiese cittadine e del circondario.
Attualmente l'ex chiesa è sede permanente della Sala museale Contrammiraglio Guglielmo Marconi, dedicata alla storia delle telecomunicazioni e della radio in particolare; la sala museale si articola su 4 ambienti principali inseriti nel vecchio chiostro degli agostiniani. Nella parte posteriore sopravvive, usato attualmente come laboratorio ortopedico, un vano già denominato oratorio di San Nicola da Tolentino, di cui resta visibile una colonna e con un soppalco che conserva tuttora le originarie volte a crociera costolonate, anche se al presente sono invisibili dall'esterno causa schermatura tramite vetri smerigliati. In una vecchia guida dello scrittore locale Palermo Giangiacomi veniva menzionata in esso la presenza di affreschi attribuiti a Ludovico Urbani da San Severino Marche.
[modifica] Opere già in Sant'Agostino
[modifica] Bibliografia
- Palermo Giangiacomi. Guida di Ancona. Editrice Fogola, Ancona, 1923.
- Vincenzo Pirani. Le chiese di Ancona. Casa Editrice Nuove Ricerche, Ancona, 1998.
- Mariano Fabio, Le chiese agostiniane nelle Marche. Spiritualità, arte, architettura, Ed. Motta, Milano 2003.
- Mariano Fabio, La facciata di Sant'Agostino in Ancona e il suo restauro, in AA.VV., Atti del Convegno "Arte e Spiritualità negli Ordini Mendicanti, II", Tolentino, Roma 1994.