Chiesa di San Sebastiano (Venezia)
| Chiesa di San Sebastiano | |
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Facciata della chiesa di San Sebastiano |
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| Paese | |
| Regione | |
| Località | |
| Religione | Cristiana cattolica di Rito romano |
| Diocesi | |
| Anno consacrazione | 1562 |
| Stile architettonico | Rinascimentale |
| Inizio costruzione | 1506 |
| Completamento | 1548 |
La chiesa di San Sebastiano è un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di Dorsoduro, in Campo San Sebastian.
Indice |
[modifica] Storia
Sul sito dove sorge attualmente la chiesa in precedenza si trovava un ospizio fondato dai frati della Congregazione di San Girolamo attorno al 1393. Tre anni più tardi accanto all'ospizio venne fondato anche l'oratorio di "Santa Maria piena di grazia e giustizia" che nel 1455 fu ampliato e nel 1468 trasformato in una chiesa dedicata a San Sebastiano martire.
La chiesa attuale venne iniziata nel 1506 su progetto di Antonio Abbondi, detto lo Scarpagnino, fu terminata nel 1548 e infine consacrata nel 1562. Il progetto è sobrio ed essenziale, sia per rispetto alle esigenze spirituali dei committenti, la cui regola monastica prevedeva uno stile di vita severo e modesto, sia per le ridotte risorse finanziarie messe a disposizione.
[modifica] Descrizione
[modifica] Esterno
La chiesa prospetta su Fondamenta San Sebastian con una facciata in sobrio stile rinascimentale bipartita orizzontalmente da un alto cornicione e coronata da un timpano triangolare sormontato dalle statue di tre santi, fra cui San Sebastiano (al centro). Sopra il portale, inquadrato fra due monofore ad arco, vi è il rosone circolare. Dietro l'abside semicircolare, lungo il perimetro di Campo San Sebastian, vi è il campanile a pianta quadrangolare, culminante con un torrino ottagonale poggiante sopra la cella campanaria.
[modifica] Interno
La chiesa presenta un bellissimo ciclo di affreschi di Paolo Veronese, che decorò il soffitto della sacrestia, la navata centrale, il fregio, la parte orientale del coro, l'altare maggiore, le porte dei pannelli dell'organo e il presbiterio. Spiccano tra questi i tre dipinti Scene della vita di Ester. L'artista stesso è sepolto nella chiesa, vicino all'organo.
La pala d'altare è dedicata al santo (protettore contro la peste), ed è il centro visivo a cui fa capo il ciclo cristologico e mariano delle pitture del Veronese stesso.
Nella chiesa si trova un organo storico del 1763 costruito dall'organaro Nicolò Moscatelli e restaurato nell'Ottocento da Angelo Agostini. Esso è a tastiera unica di 56 tasti con pedaliera a leggio di 17 pedale con prima ottava corta e costantemente unita alla tastiera a cui se ne aggiunge un altro che è quello del registro Tamburo. Di seguito la disposizione fonica in base alla posizione delle manette che comandano i vari registri nelle due colonne della registriera:
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