Chiesa di San Pio V

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Chiesa di San Pio V
Esterno
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Roma-Stemma.pngRoma
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Papa Pio V
Diocesi Diocesi di Roma
Consacrazione 24 febbraio 1962
Inizio costruzione 1952
Completamento 1962
Sito web Sito ufficiale

La chiesa di San Pio V è un luogo di culto cattolico di Roma, situato nel quartiere Aurelio, in largo San Pio V.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dedicata al santo papa protagonista del concilio di Trento, fu progettata dall’architetto Tullio Rossi nel 1952 ed inaugurata solennemente il 24 febbraio 1962 con la consacrazione effettuata dal cardinale provicario Luigi Traglia.[1]

La chiesa è sede parrocchiale, eretta il 10 dicembre 1951 con il decreto del cardinale vicario Clemente Micara Quo aptius atque. Dal 1973 è sede del titolo cardinalizio di San Pio V a Villa Carpegna.[2]

La parrocchia è stata visitata da papa Paolo VI il 9 marzo 1969[3] e da papa Giovanni Paolo II il 28 ottobre 1979.[4]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Arte e architettura[modifica | modifica sorgente]

Esternamente, la chiesa presenta un paramento murario in laterizio chiaro che, in corrispondenza della navata centrale, è decorato da rientranze rettangolari. La facciata è a salienti e, nella parte inferiore, caratterizzata da una pensilina poco sporgente, presenta tre portali; quello centrale è sormontato da un mosaico di Joseph Stracota raffigurante San Pio V, la Madonna e scene della battaglia di Lepanto.[5] La parte superiore, corrispondente alla navata centrale, è decorata da sei paraste idealizzate sormontate da un semplice cornicione marmoreo; al centro, sotto il finestrone rettangolare, lo stemma marmoreo di papa Pio XII. Sul lato sinistro della chiesa si eleva il campanile a torre.[6]

Interno

L'interno della chiesa è a pianta basilicale, con tre navate suddivise da pilastri dipinti a finto marmo rosso.[6] Le due navate laterali sono più basse rispetto a quella centrale e, lungo la navatella di sinistra, si aprono sei cappelle: la prima è il battistero, con al suo interno il vecchio fonte battesimale sormontato da un crocifisso, al quale fa da sfondo un affresco di Igino Cupelloni raffigurante il Battesimo di Cristo. Il nuovo fonte battesimale, affiancato dalla statua bronzea di San Giovanni Battista di Goffredo Verginelli, si trova in fondo alla navata, nei pressi dell'immagine della Madonna del Riposo. La parete fondale della navata opposta, invece, presenta l'altare adibito a custodia del Santissimo Sacramento, sormontato da una scultura a bassorilievo raffigurante i Discepoli di Emmaus.[7] La navata centrale, con due ordine di finestre (quadrate con vetrate policrome in basso e rettangolari con vetri semplici in alto), termina con l'abside semicircolare; quest'ultima è occupata in gran parte dal presbiterio, rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa, che accoglie al centro l'altare maggiore e in posizione arretrata la sede marmorea con inserti decorativi in mosaico; alle spalle di quest'ultima vi sono un'immagine di San Pio V e, più in alto, un Crocifisso, di Francesco Nagni, affiancato da sei angeli cerofori in bronzo, di Goffredo Verginelli. Altre opere presenti nella chiesa sono la Via Crucis di Angelo Biancini, un Angelo in gesso di Duilio Cambellotti; una statua di Santa Caterina da Siena di Antonio Berti; altre statue devozionali di Alessandro Monteleone e Michele Guerrisi.[8]

Organo a canne[modifica | modifica sorgente]

Nell'abside, a pavimento sulla sinistra del presbiterio, vi è l'organo a canne della chiesa, costruito nel 1994.

Lo strumento è a trasmissione elettrica con sistema multiplo ed è interamente racchiuso all'interno di una semplice cassa lignea sormontata da una mostra costituita da 33 canne metalliche di Principale disposte in tre cuspidi di 11 canne ciascuna, con bocche a mitria allineate orizzontalmente. La consolle è situata nei pressi del corpo fonico e dispone di due tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera concavo-radiale di 32 note; i registri e le unioni sono azionati da placchette a bilico poste in fila unica sopra il secondo manuale.

Di seguito, la disposizione fonica dello strumento:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 8'
Flauto 8'
Ottava 4'
Flauto in VIII 4'
XII 2.2/3'
XV 2'
XIX 1.1/3'
XXII 1'
Sesquialtera 1.3/5'[9]
Voce umana 8'
Seconda tastiera - Positivo aperto
Bordone 8'
Principale 4'
Flauto 4'
Nazardo 2.2/3'
Flautino 2'
Terza 1.3/5'
Ripienino 2'-1.1/3'
Diapason 8'
Voce umana 8'
Pedale
Subbasso 16'
Basso 8'
Bordone 8'
Ottava 4'
Flauto 4'
Ripieno grave 2.2/3'-2'

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dal 1951 al 1987, vicariatusurbis.org/spiov. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  2. ^ San Pio V a Villa Carpegna, catholic-hierarchy.org. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  3. ^ 9 marzo 1969: visita di papa Paolo VI, vicariatusurbis.org/spiov. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  4. ^ 28 ottobre 1979: visita di papa Giovanni Paolo II, vicariatusurbis.org. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  5. ^ C. Rendina, op. cit., p. 313.
  6. ^ a b M. Alemanno, op. cit., p. 97.
  7. ^ L'edificio, vicariatusurbis.org/spiov. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  8. ^ S. Mavilio, op. cit., p. 246.
  9. ^ in realtà XVII 1.3/5'

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Le chiese di Roma, Roma, Newton & Compton, 2004. ISBN 88-541-0205-9.
  • Stefano Mavilio, Guida all'architettura sacra - Roma 1945-2005, Milano, Electa, 2006. ISBN 88-370-4141-1.
  • I rioni e i quartieri di Roma - 10: Aurelio, Trionfale, Della Vittoria, Monte Sacro, Trieste, Tor di Quinto, Prenestino-Centocelle, Ardeatino, Pietralata, Collatino, Alessandrino, Don Bosco, Appio Claudio, Appio Pignatelli, Primavalle, Monte Sacro Alto, Ponte Mammolo, S. Basilio, Giuliano Dalmata, Eur, Roma, Newton & Compton, 2008. (ISBN non esistente).
  • Massimo Alemanno, Le chiese di Roma moderna, vol. II, Roma, Armando, 2010. ISBN 88-7394-062-5.

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