Chiesa di San Pietro martire (Murano)

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Coordinate: 45°27′18.25″N 12°21′09.36″E / 45.45507°N 12.3526°E45.45507; 12.3526

Chiesa di San Pietro martire
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Religione Cattolica
Diocesi Patriarcato di Venezia
Consacrazione 1417
Inizio costruzione 1348
Chiese di Murano.png

La chiesa di San Pietro Martire è una chiesa dell'isola di Murano, nella laguna di Venezia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu edificata nel 1348 assieme ad un convento di padri domenicani ed era dedicata a san Giovanni Battista. Fu eretta per volontà di Marco Michiel e consacrata il 17 settembre del 1417.

Un gravissimo incendio la rase completamente al suolo nel 1474 e solo nel 1511 fu ricostruita così come appare attualmente.

La chiesa venne chiusa nel 1806, pochi anni dopo la caduta della Repubblica di Venezia e riaperta al culto solo nel 1813.

Attualmente è una delle due parrocchiali dell'isola di Murano.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, completamente in mattoni "a vista", presenta una facciata divisa in tre parti, con portale cinquecentesco sovrastato da un grande rosone, che ne caratterizzano i tratti rinascimentali.

Sul lato di sinistra sorge un portico ad archi e colonne rinascimentali; è probabilmente quello che rimane di un antico chiostro. Sempre sulla sinistra spicca, imponente, il campanile, databile al 1498-1502.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Interno della chiesa di San Pietro martire

L'interno è a pianta basilicale, a tre navate, divise da due file di massicce colonne, e con tetto a travi scoperti. Molto ampio è il presbiterio, coperto con volta a botte, affiancato da due piccole cappelle.

Oltre all'altare maggiore e agli altari delle due cappelle, sono presenti altri sei altari minori, tre per navata laterale.

Un'opera che molti studiosi attribuiscono al Tintoretto, il Battesimo di Cristo, è visibile nella navata destra. Nella stessa navata sono ospitate anche due opere di Giovanni Bellini: Assunzione della Vergine e otto santi, risalente agli anni 1510-1513, e la pala Barbarigo raffigurante la Vergine col Bambino, due angeli musicanti, sant'Agostino e san Marco che presenta il doge Agostino Barbarigo; quest'ultima opera risale al 1488, e fu qui trasferita dalla chiesa di Santa Maria Degli Angeli.

Sul lato destro del presbiterio si trova la cappella della famiglia Ballarin, dedicata ai Santi Giuseppe e Maria, e più conosciuta col nome di "cappella dei Ballarin di Murano". La cappella venne fatta costruire da Giorgio Ballarin, celebre vetraio che vi fu sepolto nel 1506, per sé, per la sua famiglia e per i suoi discendenti. Nella cappella sono inoltre ospitati il monumento funebre dedicato al cancellier grande della Repubblica di Venezia, Giovanni Battista Ballarin, morto il 29 settembre del 1666 a Isdin in Macedonia, e la tomba di suo figlio, Domenico Ballarin, anche lui cancellier grande della Repubblica di Venezia, morto il 2 novembre 1698.

Nella cappella maggiore (presbiterio) si trovano le Nozze di Canaan e la Moltiplicazione dei pani e dei pesci, opere di Bartolomeo Letterini, e la Deposizione dalla Croce di Giuseppe Porta, detto il Salviati.

Nella cappella del "Sacramento", a sinistra del presbiterio, si trova un altare in stile lombardesco con un Ecce Homo a rilievo del 1495, molto probabilmente proveniente dalla distrutta chiesa di Santo Stefano. Vi furono trasportati nell'Ottocento anche i dossali lignei di Pietro Morando, raffiguranti episodi della vita di san Giovanni Battista (1652-1666, provenienti dalla chiesa di San Rocco a Venezia. Ora i dossali lignei del Morando si trovano nella sacrestia.

Dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli proviene inoltre una tela di Paolo Veronese, il San Girolamo nel deserto, che assieme alla pala intitolata Sant'Agata in carcere visitata da San Pietro e un angelo, sempre del Veronese si trovano nella navata di sinistra.

La pala dei Barcaioli, di Giovanni Agostino da Lodi (1500 circa), testimonia la diffusione dei modi leonardeschi a Venezia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Brusegan, Le chiese di Venezia, Newton Compton Editori.
  • G. Beorchia (a cura di), La chiesa di San Pietro Martire, Stamperia Fabrizio Olivetti, Venezia 1980.

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