Chiesa di San Maurizio (Monza)

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Coordinate: 45°35′00.17″N 9°16′49.55″E / 45.58338°N 9.28043°E45.58338; 9.28043

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Chiesa di San Maurizio in Monza, (già chiesa di Santa Margherita), facciata sulla piazzetta di Santa Margherita

La chiesa di San Maurizio, presso la già chiesa di Santa Margherita è un edificio religioso di Monza.

L’attuale costruzione sorge sul luogo del precedente monastero di Santa Margherita, fondato dagli Umiliati nel XIII secolo e occupato dalle monache dell’ordine. Nel 1469 una nuova chiesa dedicata alle sante Margherita e Caterina viene ad occupare il luogo dell'oratorio medievale. Il monastero è famoso per la vicenda di Marianna de Leyva (1575-1650), la Gertrude, monaca di Monza dei Promessi Sposi.

Agli inizi del XVIII secolo la chiesa è però divenuta in condizioni tanto precarie che, nel 1736, si rende necessario un suo rifacimento totale. Nel 1785, soppresso il monastero e sconsacrata la chiesa[1], vari edifici del complesso vengono venduti e seguono varie vicende; il chiostro in particolare viene in parte demolito e poi, dal 1956, un condominio ne occupa la maggior parte della superficie. Una piccola porzione dell'antico monastero sopravvive ancora oggi intrappolato tra i condomini, ed in particolare la cantina e il pozzo che negli anni hanno mantenuto quasi intatto l'aspetto originale.

Dal 1881 la chiesa invece appartiene al duomo di Monza che vi riprende il culto trasferendovi il “titolo” dell’antica vicina chiesa di San Maurizio, che in precedenza era stata abbattuta per far posto alla via Ferdinandea (oggi via Vittorio Emanuele).

L’interno, che in antico era diviso da un muro trasversale per separare lo spazio riservata alle monache da quello pubblico, conserva tuttora affreschi e dipinti sia della chiesa di Santa Margherita che dalla vicina chiesa abbattuta di San Maurizio, oltre alle successive decorazioni aggiunte nel Settecento. Sulla parete della controfacciata un importante organo a mantice, del XVIII secolo.

All'esterno, a sinistra della facciata barocca, è ancora visibile il portale d'ingresso dell'antico convento, oggi inspiegabilmente diventato un'entrata di un condominio privato, con il vano che ospitava la ruota degli esposti dove venivano lasciati i neonati abbandonati.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Marimonti nelle sue Memorie storiche della città di Monza del 1841, trattando della chiesa di San Bartolomeo di Brugherio, ci informa: "L'odierno altar maggiore di fini marmi, e la preziosa tavola del cavalier Figini furono, come già si disse, qua trasferiti nel 1785 dal soppresso monastero di S.Margarita di Monza"

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