Chiesa di San Giovanni Battista de Rossi

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Chiesa di San Giovanni Battista de Rossi
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Roma-Stemma.png Roma
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Diocesi di Roma
Consacrazione 22 maggio 1965
Architetto Tullio Rossi
Inizio costruzione 1938
Completamento 1940
Sito web Sito della parrocchia

La chiesa di San Giovanni Battista de' Rossi è una luogo di culto cattolico di Roma, situato nel quartiere Appio-Latino, in via Cesare Baronio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Costruita su progetto di Tullio Rossi tra il 1938 e il 1940, fu consacrata il 22 maggio 1965; ospita le spoglie del santo titolare, Giovanni Battista De Rossi.

La chiesa è sede parrocchiale, eretta il 26 luglio 1940 con il decreto del cardinale vicario Francesco Marchetti Selvaggiani Pastorale opus. Dal 1969 è sede del titolo cardinalizio di San Giovanni Battista de' Rossi.

La chiesa ha ricevuto la visita di papa Giovanni XXIII il 19 febbraio 1961, e di papa Giovanni Paolo II il 25 novembre 1990.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Arte e architettura[modifica | modifica sorgente]

L’esterno della chiesa è in mattoni a vista, ravvivati da pochi elementi di travertino, con una torre campanaria. Sulla sommità della facciata è lo stemma di Pio XII, mentre nella fascia marmorea che la suddivide i due ordini è la scritta dedicatoria con l’anno A.D. MCMXL.

L’interno è a tre navate separate da pilastri squadrati, con soffitto a capriate e tegole a vista. Le pitture della navate centrale sono di D. Duili e raffigurano i Dodici apostoli; queste si alternano con grandi finestre che illuminano la chiesa. Al di sotto di finestre e pitture corre lungo tutto il perimetro della navata centrale la scritta evangelica presa da Mt 28, 18 in finto mosaico dorato. Nell’abside è raffigurato il santo titolare in gloria tra due angeli e ai suoi piedi le due chiese di s. Maria in Cosmedin e di s. Pietro tutto inquadrato tra due gigantesche palme (allusione al salmo 91 Justus ut palma florebit sicut cedrus Libani); al di sotto in un lungo fascione scene della sua vita inscritte tra due citazione in latino: Mt 5 e 1Cor 13; al di sopra, nell'arco di trionfo i simboli dei quattro evangelisti con al centro il Cristo " alfa e omega " inscritto in un tondo. L’intera opera è del grande pittore Alessandro Missori, realizzata nel 1945 su commissione del primo Parroco Mons. Marcello Urilli.

Le navate laterali, in cui è collocata la Via Crucis: quadri in legno scolpiti a mano da Ortisei, terminano con due cappelle: nella cappella di sinistra vi è un affresco raffigurante la Gesù nell'orto del Getsemani e i discepoli di Emmaus; in quella di destra un affresco multiscena con la Natività e il Sepolcro, e la Madonna di Pompei in trionfo.

Organo a canne[modifica | modifica sorgente]

Sulla vasta cantoria in controfacciata, suddiviso in due corpi posti ai lati del rosone e con consolle nei pressi del presbiterio, si trova l'organo a canne Tamburini opus 333, costruito nel 1950 e restaurato nel 1995 da Carlo Soracco. A trasmissione elettrica, ha due tastiere di 61 note ed una pedaliera concavo-radiale di 32. La sua disposizione fonica è la seguente:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale 8'
Flauto armonico 8'
Dulciana 8'
Ottava 4'
Ripieno 5 file
Tromba 8'
Seconda tastiera - Espressivo
Bordone 8'
Eufonio 8'
Viola dolce 8'
Flauto ottaviante 4'
Nazardo 2.2/3'
Coro viole 3 file
Oboe 8'
Tremolo
Pedale
Contrabbasso 16'
Bordone 16'
Basso 8'
Bordone 8'
Violoncello 8'
Tromba 8'

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • C. Rendina, Le Chiese di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000, 131
  • A. Manodopi, Quartiere IX. Appio Latino, in AA.VV, I quartieri di Roma, Newton & Compton Editori, Roma 2006
  • G. Fronzuto, Organi di Roma. Guida pratica orientativa agli organi storici e moderni, Leo S. Olschki Editore, Firenze 2007, pp. 149–150. ISBN 978-88-222-5674-4

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