Chiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata (Catania)

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Chiesa di San Francesco all'Immacolata
Chiesa di San Francesco all'Immacolata, Catania
Chiesa di San Francesco all'Immacolata, Catania
Stato Italia Italia
Regione Sicilia
Località Catania
Religione Cristiana cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Catania

La chiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata si trova sulla piazza omonima nel centro storico di Catania.

Catania
Piazza San Francesco

San Francesco all'Immacolata
Monumento a Dusmet
Museo civico belliniano

Storia di Catania

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Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Facciata[modifica | modifica sorgente]

La facciata della chiesa in tardo barocco catanese domina la piazza omonima su cui è ubicata. Venne completata nella prima metà del XIX secolo in pietra calcare proveniente dalle cave di Melilli[1]. Vi si accede a mezzo di una scalinata che conduce all'ingresso. Il prospetto principale è a due ordini ed ai lati si innalzano due campanili gemelli con copertura a cupola. Il sagrato è contornato da una balaustra di marmo con statue di santi. La costruzione attuale risale ai primi anni del XVIII secolo ovvero a dopo il terremoto del 1693.

Interno[modifica | modifica sorgente]

L'interno è a tre navate concluse da altrettante absidi, mentre le volte sono rette da colonne. Le navate laterali prendono luce dalle lanterne delle due cupolette dei campanili. Nella navata di destra notevole una statua lignea della Immacolata Concezione del XVIII secolo; agli altri altari tele di Giuseppe Zacco e di Giuseppe Rapisarda. Nella crociera all'intersezione con l'abside centrale, si trova una targa a ricordo della tomba della regina Eleonora d'Angiò, moglie di Federico III d'Aragona, che era sepolta in questa chiesa fino al terremoto del 1693.

La cupola sull'abside della navata centrale, con allegorie sulle virtù, è affrescata da Olivio Sozzi, mentre i peducci della cupola sono affrescati da Francesco Sozzi.[2]

Il coro e l'organo sono nel presbiterio, rispettivamente dietro e lateralmente all'altare maggiore. Sull'altare in marmo policromo, lo sportellino del ciborio è realizzato con un mosaico in lapislazzuli su una base in oro cesellato, opera di Paolo Guarna del 1574.

Nella navata di sinistra l'opera più importante è una tela intitolata Salita al Calvario di Jacopo Vignerio del 1541 riproducente lo Spasimo di Palermo di Raffaello.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Rasà Napoli, Guida alle Chiese di Catania, Tringale Editore, Catania, 1984
  • Citti Siracusano, La pittura del Settecento in Sicilia. Roma, De Luca Editore, 1986.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le cave o Pirrere di Melilli erano grotte di origine carsica, usate fino al primo Dopoguerra per ricavarne materiale da costruzione. Si possono notare infatti sulla facciata della chiesa alcuni residui di carbonato di calcio, depositatosi originariamente sulle superfici della pietra, traccia di antiche concrezioni.
  2. ^ Citti Siracusano rileva che nella Guida alle Chiese di Catania (Giuseppe Rasà Napoli, Tringale Editore, Catania, 1984) l'opera è stata attribuita erroneamente a Olivio Sozzi. La notizia è confermata da altre fonti.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 37°30′10.1″N 15°05′06″E / 37.502806°N 15.085°E37.502806; 15.085