Chiesa di San Felice da Cantalice

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Felice da Cantalice
Esterno
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione Cattolica
Diocesi Diocesi di Roma
Consacrazione 2 ottobre 1941
Inizio costruzione 1934
Completamento 1935
Sito web Sito della parrocchia

La chiesa di San Felice da Cantalice è una chiesa di Roma, nel quartiere Prenestino-Centocelle, in piazza San Felice da Cantalice.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'edificio fu costruito tra il 1934 ed il 1935 su progetto degli architetti Mario Paniconi e Giulio Pediconi, e consacrato il 2 ottobre 1941 dal cardinale Luigi Traglia.

La chiesa è sede parrocchiale, istituita il 29 marzo 1935 dal cardinale vicario Francesco Marchetti Selvaggiani con il decreto Sollicitudo omnium ecclesiarum ed affidata ai Frati Minori Cappuccini. Essa è poi sede del titolo cardinalizio di "San Felice da Cantalice a Centocelle", istituito da papa Paolo VI il 29 aprile 1969.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il tempio è a forma di capanna, rivestita esternamente di laterizio. La facciata presenta una pittura raffigurante San Felice orante, inserita in una grande arcata sorretta da pilastri. Nei pressi dell’entrata è collocata una antica colonna di marmo cipollino, sormontata da una croce in ferro battuto, e con una iscrizione ottocentesca dedicata a Gesù protettore del mondo.

L’interno è a tre navate, con quelle laterali molto strette e divise da quella centrale da una fila di pilastri cilindrici, decorati a mosaico. Nell’abside, illuminata da un grande lucernario, è una edicola composta da due alte colonne: al suo interno è il mosaico raffigurante Madonna con bambino e san Felice.

Di particolare rilevanza artistica sono una serie di graffiti che ornano l’abside della chiesa, opera del sacerdote francescano Ugolino da Belluno (1968-1969), e benedetti da Paolo VI il 1º gennaio 1970:

« L’antica tecnica del graffito, con cui ha inizio la storia dell’arte figurativa, è stata qui per la prima volta attuata da padre Ugolino con una idea modernissima: su strati di cemento policromo, scalfito a fresco con acuminate punte di acciaio, sono stati ottenuti risultati plastici e luministici sorprendenti. »

Nel transetto altre opere dello stesso artista, del 1975, raffiguranti l’Apparizione di Gesù fra angeli e una Visione di san Francesco. L’interno è poi vivacizzato da una serie di vetrate policrome, con la rappresentazione dei temi del Cantico delle creature attraverso la raffigurazione di episodi biblici e di figure dell’iconografia cristiana. Molte sono le statue di stile devozionale che ornano le navate laterali. A fianco dell’entrata è una cappella con il fonte battesimale in peperino, a forma di pozzo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • C. Rendina, Le Chiese di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000
  • C. Cerchiai, Quartiere XIX. Prenestino-Centocelle, in AA.VV, I quartieri di Roma, Newton & Compton Editori, Roma 2006

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]