Basilica di San Domenico (Siena)

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Coordinate: 43°19′12″N 11°19′36″E / 43.320089°N 11.326665°E / 43.320089; 11.326665

Basilica di San Domenico
Veduta dell'esterno
Veduta dell'esterno
Paese bandiera Italia
Regione Stemma Toscana
Località Siena
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Siena
Anno consacrazione
Architetto {{{Architetto}}}
Stile architettonico Gotico
Inizio costruzione 1226
Completamento
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web basilicacateriniana.com

La Basilica di San Domenico è una delle più importanti chiese di Siena e si trova in via della Sapienza.

La chiesa fu innalzata nel 1226-1265, ma nel corso del Trecento il complesso fu ampliato nelle forme gotiche che vediamo ancora oggi e che hanno resistito ad incendi (1443, 1456), occupazioni militari (1548-1552) e terremoti (1798). Nel 1531 iniziarono i restauro condotti da Domenico Cinquini; nei primi del cinquecento fu abbassato il campanile e aggiunto il coronamento merlato. L'ultimo intervento è del 1962: furono tolte le sovrapposizioni barocche e aggiunte le vetrate con le Storie di Santa Caterina.

Indice

[modifica] Architettura

La vasta architettura in mattoni tipica degli ordini mendicanti mostra sulla sinistra il campanile sbassato nel 1798 in seguito al sisma e presenta una pianta a croce egizia con amplissima navata, coperta a capriate e transetto con alte cappelle.

L'ingresso si trova all'inizio del fianco sinistro della chiesa (numero 21 sulla mappa della basilica), in quanto la facciata è occupata dalla struttura sopraelevata della cappella delle Volte.

[modifica] Interno

L'interno della basilica
Pianta della basilica

[modifica] La Cappella delle Volte

La Cappella delle Volte (1), antico luogo di preghiera delle Terziarie Domenicane dette Mantellate e legato a numerosi episodi di santità di Caterina da Siena. Nella prima campata (2) di quest'ambiente notiamo la Canonizzazione di Santa Caterina di Mattia Preti, affiancata da due dipinti (la Santa dona l'abito a Gesù pellegrino e riceve da Cristo la crocetta) firmati e datati 1602 da Crescenzio Gambarelli, autore pure, nella parete adiacente, della Morte della Santa e della Santa che recita l'uffizio con Cristo (1602), collocate ai lati dell'Apparizione di Caterina a Santa Rosa da Lima di Deifebo Burbarini. Sulla parete di fondo (3) si staglia l'affresco di Andrea Vanni con Caterina e una devota, veritiero ritratto della santa.

[modifica] La parete sinistra della navata

Negli altari della parete sinistra della navata si trovano la Madonna col Bambino di Francesco di Vannuccio, incorniciata da una tavola del Sodoma con l'Eterno e Santi e completata dalla predella con quindici Storie neotestamentarie riferite ad Antonio Magagna (17); il Sant'Antonio Abate che libera una indemoniata di Rutilio Manetti (1628) (18); lo Sposalizio mistico di Santa Caterina d'Alessandria di Sebastiano Folli (19); il San Giacinto che salva da un incendio una statua della Vergine e un ostensorio di Francesco Vanni (1600) (20).

La cappella di Santa Caterina

[modifica] La parete destra della navata

Matteo di Giovanni, Maestà e Adorazione dei Magi
Guido da Siena, Maestà

Nella parete destra della navata si trovano l'Apparizione della Vergine al Beato Gallerani di Stefano Volpi (1630) (4), la Natività della Vergine di Alessandro Casolani (1585) (5), e una teca contenente reliquie di Santa Caterina (6).

Segue la cappella di Santa Caterina (7), voluta nel 1466 da Niccolò Bensi per custodire la reliquia della testa della santa, collocata al centro dell'altare di Giovanni di Stefano, ornato lateralmente da due affreschi del Sodoma (Svenimento ed Estasi della Santa), autore anche della Morte di Niccolò di Tuldo sulla parete sinistra; di fronte è la Santa che libera un'ossessa di Francesco Vanni (1593-1596). Completa la cappella il quattrocentesco pavimento marmoreo con la raffigurazione di Orfeo e gli animali, attribuito a Francesco di Giorgio.

La parete destra della navata continua con un affresco staccato di Pietro Lorenzetti (Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e un cavaliere) e l'Adorazione del Bambino di Francesco di Giorgio (9), completata dalla lunetta di Matteo di Giovanni e dalla predella di Bernardino Fungai.

[modifica] Il transetto

Il transetto destro è ornato sul fondo dall'altare dedicato al Beato Ambrogio Sansedoni (11), raffigurato nella tela di Francesco Rustici (1611-1612) collocata al centro.

Tra le cappelle si segnalano la seconda, per i monumenti sepolcrali dei defunti della "Nazione tedesca", e la terza per la Madonna col Bambino ed i Santi Girolamo e Giovanni Battista di Matteo di Giovanni (1476) (13).

La quarta cappella (15), oltre l'altare maggiore, presenta una Crocifissione con i Santi Eugenio e Benedetto di Raffaello Vanni (1649) e un Sant'Antonio Abate intagliato da Francesco di Valdambrino e policromato da Martino di Bartolomeo (1426). La Maestà di Guido da Siena (riferibile, nonostante la data 1221, al 1265-1270 e ridipinta da un pittore duccesco nei volti della Vergine e del Bambino) è collocata al centro della quinta cappella (16), dove si trovano la Madonna col Bambino e i Santi Gregorio, Giacomo, Girolamo e Sebastiano di Benvenuto di Giovanni, la Santa Barbara con le Sante Maria Maddalena e Caterina d'Alessandria (nella lunetta l'Adorazione dei Magi) di Matteo di Giovanni (1479) e, in alto, due affreschi di Giuseppe Nicola Nasini (Storie di San Giacinto e del Beato Sansedoni). Il transetto sinistro è concluso dall'altare di San Domenico e dall'ottocentesco Monumento di Giuseppe Pianigiani (Enea Becheroni e Tito Sarrocchi).

[modifica] Altare e abside

Il recente altare maggiore (14) è abbellito dal ciborio e dai due angeli di Benedetto da Maiano (1475-1480) mentre nell'abside sono collocate la Morte di San Pietro Martire di Arcangelo Salimbeni (1579) e San Tommaso di fronte al papa di Galgano Perpignani.

[modifica] Cripta

La cripta

Al complesso appartiene anche una gotica cripta, restaurata nel 1935, divisa da pilastri in tre navate voltate a crociera e absidate. È qui che al giorno d'oggi viene celebrata la maggior parte delle funzioni religiose, soprattutto in inverno, avendo un clima più mite di quello della basilica sovrastante. Nel vasto ambiente ricordiamo il Crocifisso di Sano di Pietro dietro l'altare maggiore e la Crocifissione firmata e datata 1600 da Ventura Salimbeni.

[modifica] Opere già in San Domenico

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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