Chiesa di San Diego all'Ospedaletto

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Coordinate: 40°50′33″N 14°15′11″E / 40.842360°N 14.252950°E / 40.842360; 14.252950

Chiesa di San Diego all'Ospedaletto, detta San Giuseppe Maggiore
La facciata
La facciata
Paese bandiera Italia
Regione Stemma Campania
Località CoA Città di Napoli.svgNapoli
Religione Cristiana Cattolica di Rito Romano
Diocesi Arcidiocesi di Napoli
Anno consacrazione
Architetto
Stile architettonico rinascimentale, barocco
Inizio costruzione 1514
Completamento XVIII secolo
Demolizione
Sito web

La chiesa di San Diego all'Ospedaletto, nota anche come San Giuseppe Maggiore, è una delle chiese monumentali di Napoli, è ubicata in via Medina.

La denominazione San Giuseppe Maggiore deriva dai resti di un'antica chiesa, costruita all'inizio del Cinquecento dall'Arciconfraternita dei Mannesi (i falegnami) e demolita durante il riassetto urbanistico del rione Carità, il cui titolo è stato trasferito a questa chiesa.

Indice

[modifica] Cenni storici

La chiesa venne eretta su interessamento di Giovanna Castriota nel 1514, ella era la dama d'onore della regnante Giovanna III dei Castriota. Nel corso del secolo venne realizzato un ospedale per i poveri gentiluomini e, morta la beneficiaria dell'opera, la chiesa passò ai Frati Minori Osservanti. L'attuale edificio sacro risale al rifacimento del 1595 e venne dedicato a San Diego di Alcalá; nel XVIII secolo venne restaurato dopo un sisma.

[modifica] La chiesa

[modifica] La facciata

La navata centrale
La navata centrale (altra visuale)

La facciata è caratterizzata dallo scuro delle membrature in piperno delle lesene tuscaniche e ioniche, delle trabeazioni e del finestrone centrale. I portali sono tutti in stucco e quelli laterali sono sormontati da finestroni polilobati (il portale di destra è murato); quello centrale prosenta un timpano arcuato dove al centro è posta una lapide. In alto, ai lati, ci sono due orologi e i campanili.

[modifica] L'interno

Si presenta a tre navate con transetto e abside. In origine presentava decorazioni a fresco di Battistello Caracciolo, Andrea Vaccaro, Massimo Stanzione, pittori formatisi alla scuola del naturalismo caravaggesco.

Dei tre sono sopravvissuti gli affreschi di Battistello Caracciolo, mentre, a causa del terremoto del 1688, sono andate distrutte le opere degli altri due celebri pittori. Di Massimo Stanzione si può ammirare il Transito di San Giuseppe, dipinto su tela, nell'ultima cappella a destra; in sagrestia vi è una tela di Andrea Vaccaro raffigurante Sant'Antonio da Padova.

L'altare maggiore, in marmi policromi del Settecento venne disegnato da Giovan Battista Nauclerio e realizzato da Giuseppe de Filippo. Nella controfacciata vi sono eleganti tombe in marmo dei principi di Piombini, opere di Giacomo Colombo, scolpite nel 1703 su disegno di Francesco Solimena.

[modifica] Il chiostro/caserma

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Chiostro dell'Ospedaletto.

[modifica] Bibliografia

  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Newton e Compton editore, Napoli 2004.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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