Chiesa di San Canciano

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Coordinate: 45°26′24.43″N 12°20′19.07″E / 45.44012°N 12.33863°E45.44012; 12.33863

Chiesa di San Canciano
Chiesa di San Canciano
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Religione Cattolica
Diocesi Patriarcato di Venezia
Inizio costruzione 1351

La chiesa di San Canciano (in veneziano, San Canzian) è un edificio sacro di Venezia, ubicato nel sestiere di Cannaregio e affacciato sul piccolo campo omonimo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La leggenda racconta che la chiesa sia opera dei primi profughi di Aquileia fuggiti qui a causa delle invasioni barbariche. In realtà le prime tracce storiche di questa chiesa risalgono al 1040.

Essa è dedicata ai martiri e fratelli di Aquileia Canzio, Canziano (o Cantiano) e Canzianilla, uccisi nel 304 presso l'attuale San Canzian d'Isonzo.

La chiesa è stata quasi interamente ricostruita nel XIV secolo e consacrata dal vescovo di Jesolo Marco Bianco nel 1351; dipendeva anticamente dal vescovo di Jesolo e poi dal patriarca di Grado [1].

Un'altra ristrutturazione fu ordinata nel XV secolo, ma la mancanza di fondi fece slittare i lavori al XVIII secolo quando le opere ripresero grazie anche alla donazione di 2000 ducati da parte del parrocchiano Michele Tommasi, a cui è dedicato il busto sopra la porta d'ingresso.

La chiesa è situata fra la parrocchia dei Santi Apostoli e quella di Santi Giovanni e Paolo ed era un importante punto di arrivo per le gondole provenienti da Murano. In seguito, a causa di vari lavori di riqualificazione delle strade tra i quali anche la nascita della Strada Nova, essa si ritrovò esiliata in un'area di scarso passaggio.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La chiesa si distingue per una grande semplicità.

La pianta della chiesa vede due altari sulla parete destra e due a sinistra.

Il presbiterio ospita l'altar maggiore, affiancato da due cappelle laterali. La cappella di destra, ricca di marmi e stucchi colorati di gran pregio, era di proprietà della famiglia Widmann ed è dedicata a San Massimino. La cappella di sinistra, ora dedicata al Crocifisso, era originariamente della famiglia Rinaldi e dedicata a San Filippo Neri.

Importanti i due altari della parete di destra e il secondo di sinistra con le loro pale opera di Bartolomeo Letterini.

Molto belli i dipinti di Domenico Zanchi ai lati del presbiterio, Piscina Probatica e Moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luoghi storici d'Italia, pubbliczione a cura della rivista Storia Illustrata, pagg. 1116-1117, Arnoldo Mondadori Editore, 1972

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marcello Brusegan, Le chiese di Venezia, Ed. Newton Compton, 2008

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