Chiesa di San Biagio (Montepulciano)

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Coordinate: 43°05′27.01″N 11°46′28.62″E / 43.090837°N 11.774616°E43.090837; 11.774616

Tempio di San Biagio
Veduta dell'esterno
Veduta dell'esterno
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Località Montepulciano
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Biagio di Sebaste
Diocesi Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza
Consacrazione 6 settembre 1739
Architetto Antonio da Sangallo il Vecchio
Stile architettonico architettura rinascimentale
Inizio costruzione 15 settembre 1518

La chiesa di San Biagio (chiamata per la sua monumentalità anche Tempio) si erge isolata alle pendici del paese di Montepulciano, in provincia di Siena, nella diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Interno

L'edificio, summa degli studi rinascimentali sulla pianta centralizzata a croce greca applicata agli edifici di culto cattolici, fu realizzata da Antonio da Sangallo il Vecchio, il quale ebbe come immediato modello la basilica di Santa Maria delle Carceri a Prato, progettata una generazione prima a Prato da suo fratello Giuliano da Sangallo. La stessa pianta, derivata da alcune opere di Filippo Brunelleschi, venne applicata al progetto originario di Bramante e Michelangelo Buonarroti per la basilica di San Pietro o la chiesa di Santa Maria della Consolazione di Todi, di paternità incerta.

L'edificio rinascimentale venne edificato sul luogo dove sorgeva un'antica pieve di origine paleocristiana dedicata a santa Maria e successivamente, dopo il trasferimento dei diritti plebani, intorno all'anno 1000, entro le mura castellane, a San Biagio. Agli inizi del Cinquecento si conservavano della pieve solo alcuni resti; in un muro si trovava ancora un affresco con la Madonna col bambino e san Francesco, opera del Trecento senese, a cui nel 1518 vennero attribuiti eventi miracolosi.

Il popolo poliziano decise di erigere una nuova chiesa affidando l'incarico ad Antonio da Sangallo il Vecchio. Questi progettò un imponente edificio a pianta centrale e l'ambizioso progetto venne sostenuto da papa Leone X, che era stato educato da Agnolo Poliziano, nativo proprio della cittadina toscana.

La costruzione del tempio si protrasse sino al 1580 ed i lavori vennero diretti, dopo la morte del progettista, da altri sovrintendenti. L'ente che edificò la chiesa fu l'Opera di San Biagio, oggi confluita nella fabbriceria delle Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La canonica

L'edificio ha la pianta a croce greca con al centro una cupola sostenuta da un tamburo. Il lato opposto all'ingresso è concluso da abside semicircolare.

La facciata principale, il cui schema compositivo si ripete, con qualche variante ornamentale, sulle altre due laterali, è divisa in due registri da una marcata trabeazione dal fregio a triglifi e metope che percorre tutto il perimetro del tempio; in quello inferiore è collocato il portale su cui è inciso l'anno di fondazione del tempio; in quello superiore, con al centro una finestra, la superficie è movimentata da cinque specchiature rettangolari. Sul secondo registro si imposta l'ampio frontone triangolare nel cui centro si trova un occhio circolare.

Il prospetto è affiancato sul lato sinistro dalla svettante torre campanaria a più registri, densi di elementi plastico-decorativi, terminante in una cuspide piramidale. Il progetto prevedeva l'erezione di due simmetrici campanili, dei quali solo uno fu portato a termine.

Inoltre, le ponderate volumetrie, rivestite in travertino, sono articolate da scansioni euritmiche, così come sono disposti i numerosi elementi ornamentali (paraste, semicolonne, nicchie, timpani, mensole, oculi) che danno vita ad un vero e proprio catalogo dell'estetica rinascimentale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Martini, Montepulciano e la Valdichiana senese, collana I Luoghi della Fede, 1999, pp. 74-77, ISBN 88-04-46787-8.
  • E. Barcucci, Il Tempio di San Biagio a Montepulciano, Montepulciano, Le Balze, 2000, ISBN 88-87187-29-0.

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