Chiesa di San Biagio (Monza)

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la cupola in rame del settecentesco campanile di San Biagio

La Chiesa di San Biagio si trova a Monza in via Prina 19.

Indice

[modifica] Storia

Giuseppe Marimonti[1] la dice già esistente ai tempi di Innocenzo II nel 1141, sottoposta nel 1169 alla Basilica di San Giovanni Battista (Monza) da Papa Alessandro III, restaurata ed eretta a parrocchia da San Carlo Borromeo.

Nel 1746 fu riedificata su progetto dell'architetto monzese Pietro Jacopo Antonietti e da allora in poi ospitava le lapidi dei nobili Casati.

Prima della seconda guerra mondiale furono eseguiti lavori di ristrutturazione e di decorazione pittorica ma nonostante questo già nel 1928 il Cardinale Arcivescovo Eugenio Tosi sentenziò: «Questa chiesa è troppo piccola. Per San Biagio c'è bisogno di una chiesa nuova». Nel 1923 il pittore Romeo Rivetta affrescò il Martirio di S. Biagio sulla parte absidale centrale.

La squadra oratoriale di ginnastica del 1929

Nel 1924 il pittore prof.Carlo Guarnieri lavorò nella Cappella dei Morti e nel Battistero. Nel 1928 fu effettuato il sopralzo del campanile, su progetto dell'architetto Conti, ad opera del capomastro Buzzetti.[2]

Dopo la seconda guerra mondiale l'antico edificio versò in condizioni precarie finché il 26 febbraio 1977 crollò su sé stesso, senza causare vittime, a causa di alcune debolezze strutturali. Fu quindi completamente abbattuto per essere ricostruito dalle fondamenta poco lontano.

La nuova Chiesa fu costruita tra il 1965 e il 1968 dall'architetto Luigi Caccia Dominioni: il progetto, ispirato alle moderne linee di architettura postconciliare, ricorda nella struttura la forma di una tenda. La posa della prima pietra fu benedetta il 14 ottobre 1963, giorno dell'ingresso del nuovo parroco di San Biagio don Mario Tomalino, il quale aveva scartato i precedenti progetti, che prevedevano una scalinata di 20 gradini e sotto di essa una sala cinematografica.

[modifica] Struttura

La pianta della chiesa è a croce greca: all'ingresso vi sono due portici che forniscono l'accesso al battistero, passando per un ambulacro. Qui erano conservati alcuni affreschi fatti staccare dal parroco don Maurizio Rolla, come pure la statua di San Giuseppe, (unica Chiesa in tutto l'orbe terrestre in cui il patrono della Chiesa universale è stato sfrattato) che in precedenza si trovavano nell'antico edificio risalente al 1746. Di grande respiro e di pregevole intelligenza architettonica è il sagrato che corre lungo le tre entrate della chiesa.

La nuova chiesa, dotata di grandi e originali vetrate alla sommità delle mura perimetrali per garantirne l'illuminazione, è decorata di pregevoli mosaici, nell'ampio presbiterio e nel battistero (di notevole impatto simbolico) e dalle opere dello scultore Francesco Somaini. Altre opere d'arte d'epoca e contemporanee ne arricchiscono la sagrestia.

Il complesso della Chiesa di San Biagio comprende anche un edificio, La Rotonda di San Biagio, anch'esso progettato da Caccia Dominioni, che recupera il perimetro absidale dell'antica chiesa e ospita una sala per concerti e conferenze, una galleria d'arte e una biblioteca, tutto quello che c'è ed è stato fatto, lo dobbiamo al carissimo parroco di s. Biagio Mons. Mario Tomalino

[modifica] Parroci

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Bibliografia

[modifica] Note

  1. ^ Giuseppe Marimonti Memorie storiche della città di Monza 1841 Monza tipografia di Luca Corbetta pag.240
  2. ^ Chiesa di San Biagio in Monza

[modifica] Altri progetti

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