Chiesa di San Bartolomeo (Venezia)

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Coordinate: 45°26′15.25″N 12°20′11.17″E / 45.437569°N 12.336437°E45.437569; 12.336437

Chiesa di San Bartolomeo
L'ingresso su Salizada Pio X e il campanile
L'ingresso su Salizada Pio X e il campanile
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Religione Cattolica
Titolare Bartolomeo apostolo
Diocesi Patriarcato di Grado (dal 1342)
Patriarcato di Venezia (dopo il 1451)
Consacrazione 840 (data tradizionale)

La chiesa di San Bartolomeo è un edificio sacro di Venezia, ubicato nel sestiere di San Marco, presso il campo omonimo, tra il ponte di Rialto e San Salvador.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo la tradizione la chiesa, inizialmente dedicata a san Demetrio di Tessalonica, sarebbe stata fondata nell'840 e sin dall'inizio avrebbe avuto le prerogative di parrocchiale. Avrebbe cambiato intitolazione nel 1170.

Dai documenti, invece, emerge che la parrocchialità fu acquisita gradualmente, potendo dirsi pienamente acquisita verso la metà Duecento. Nello stesso periodo incorse in una lunga disputa giurisdizionale con la vicina San Salvador che, in quanto canonica riformata, era sottratta all'autorità del vescovo di Castello. La vertenza venne momentaneamente risolta da papa Lucio III che concesse San Bartolomeo agli stessi canonici di San Salvador, ma appena qualche anno dopo papa Innocenzo III la restituiva al clero secolare. Una pacificazione definitiva si ebbe solo nel 1299, quando le due parti si accordarono sui confini e sull'assegnazione delle decime (le quali dovevano essere raccolte dai Procuratori di San Marco che poi avrebbero provveduto alla loro divisione).

Nel 1342 papa Giovanni XXII assegnò San Bartolomeo al patriarcato di Grado, affiliandola alla chiesa di San Silvestro. Nel 1451 il patriarcato di Grado venne soppresso e la sua giurisdizione confluì nel nuovo patriarcato di Venezia; il patriarca di Venezia ereditò anche il potere di nominare il pievano. Rimase l'affiliazione a San Silvestro, a cui il parroco doveva vari obblighi e tributi.

Nel 1810, dopo la caduta della Repubblica di Venezia e l'arrivo di Napoleone, la parrocchia di San Bartolomeo fu soppressa e il suo territorio venne assorbito da San Salvador, mentre la chiesa venne retrocessa a vicariale quale è tuttora[1].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il campanile

Malgrado la sua mole non sia trascurabile, San Bartolomeo risulta impercettibile, se non se ne nota il campanile o l'ingresso laterale scendendo dal ponte di Rialto: infatti è incastonata tra i palazzi che la circondano su tutti i quattro lati. Per quanto riguarda l'edificio, si tratta di una chiesa a una navata, con cupola all'incrocio di questa col transetto. Si trovano inoltre all'interno della chiesa due sculture di Enrico Merengo.

All'interno si ricordano i dipinti di Sante Peranda (Caduta della manna) Palma il Giovane (Castigo dei serpenti) e l'altar maggiore settecentesco di Bernardino Maccaruzzi. Nel presbiterio e nella cappella a destra si trovano affreschi di Michelangelo Morlaiter. Le ante dell'organo sono un capolavoro giovanile di Sebastiano del Piombo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Parrocchia di San Bartolomeo, Venezia, Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 16 luglio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aa. Vv., La chiesa di San Bartolomeo e la comunità tedesca a Venezia, Marcianum Press, Venezia, 2013

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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