Chiesa della Maddalena

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Chiesa della Maddalena
La Chiesa e il campo
La Chiesa e il campo
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Religione Cattolica
Titolare Maria Maddalena
Diocesi Patriarcato di Venezia
Stile architettonico Neoclassico
Inizio costruzione 1780

La chiesa di Santa Maria Maddalena, conosciuta solitamente come La Maddalena, è un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di Cannaregio e costituisce uno degli esempi più conosciuti di architettura neoclassica veneziana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si ha notizia di un edificio religioso eretto nel 1222, di proprietà della patrizia famiglia Baffo, nello stesso luogo. Stabilita nel 1356 la pace tra Genova e Venezia il giorno di Santa Maddalena divenne festivo dalla metà del XIV secolo per decisione del Senato veneziano e la chiesa venne ingrandita, includendo anche una torre di guardia adibita a campanile.
Agli inizi del Settecento la chiesa venne rinnovata ed il campanile rialzato, ma nel 1780 venne interamente ricostruita su disegno di Tommaso Temanza a pianta circolare. Nel 1810 fu revocata dal ruolo di chiesa parrocchiale e nel 1820 fu chiusa, per essere riaperta come oratorio. Nel 1888 venne abbattuto il campanile, ormai pericolante.

Attualmente è una chiesa rettoriale dipendente dalla parrocchia di San Marcuola (vicariato di Cannaregio-Estuario, patriarcato di Venezia).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa presenta una pianta circolare piuttosto insolita per Venezia e per l'epoca, con copertura a cupola emisferica, di chiara ispirazione all'architettura dell'antica Roma ed in particolare al Pantheon o alla tomba di Cecilia Metella. Bisogna comunque richiamare un edificio veneziano precedente, molto simile come impianto e cioè la chiesa di San Simeon Piccolo, opera dell'architetto Giovanni Antonio Scalfarotto, maestro e zio di Tommaso Temanza. Quest' ultimo fu il realizzatore della chiesa. Le ceneri di Temanza riposano in questa sua chiesa.

Esterni[modifica | modifica wikitesto]

Di grande valore architettonico il portale, preceduto da una breve scalinata e formato da un alto timpano triangolare sorretto da due coppie di semicolonne con capitello e trabeazione ionici. Sopra la porta d'ingresso vi è una lunetta con bassorilievo di simboli massonici-templari (sembra che la famiglia Balbo appartenesse all'ordine templare). Esternamente all'abside è incastonato, nel paramento marmoreo, un bassorilievo di origine quattrocentesca, raffigurante una Madonna col Bambino e santi.

Interni[modifica | modifica wikitesto]

All'interno la chiesa presenta pianta esagonale, con quattro cappelle laterali, inquadrate da archi a tutto sesto e un presbiterio quadrato, sviluppato in larghezza con 2 esedre ad occupare due lati. La trabeazione della grande cupola emisferica con lanterna, è sorretta da dodici colonne ioniche binate. L'interno, pienamente neoclassico, è concepito da Temanza come un grande spazio bianco, finito a marmorino.

Patrimonio artistico[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa conserva importanti dipinti del XVIII secolo tra cui l'Apparizione della Vergine di Giuseppe Angeli, oltre ad altre tele settecentesche, opera della scuola di Giovanni Battista Piazzetta. Nel 2005, nel corso di restauri consistenti nella rimozione dello scialbo, l'imbiancatura che è stata data nel XIX secolo, per tirare fuori l' originario marmorino settecentesco, un intonaco liscio, lucido, fatto con polvere di marmo, di particolare durezza, è stato scoperto, nella lunetta sopra l'altare, un affresco allegorico, a monocromo, di Giandomenico Tiepolo rappresentante la Fede e che originariamente sovrastava il dipinto dell'Ultima Cena, conservato fino al 1845 nella chiesa[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quintavalle Arturo Carlo, Venezia, sotto l' intonaco la Fede del Tiepolo, in "Corriere della Sera", 10 ottobre,2005.

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