Chiesa della Gran Madre di Dio
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| Grande Madre di Dio | |
|---|---|
| Città | Torino |
| Regione | Piemonte |
| Stato | |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Arcidiocesi di Torino |
| Stile architettonico | stile nelclassico |
| Inizio della costruzione | 1814 |
| Completamento | 1831 |
| « ORDO POPULUSQUE TAURINUS OB ADVENTUM REGIS » |
La Gran Madre è una delle chiese più importanti di Torino.
La chiesa, una delle più amate dai torinesi, sorge ai piedi della collina torinese, in una posizione molto suggestiva vicino al fiume Po. Di fronte a lei si presenta piazza Vittorio Veneto, una delle piazze più importanti della città, tra le più grandi d'Europa, la più grande interamente porticata.
Il tempio fu eretto per festeggiare il ritorno del re Vittorio Emanuele I di Savoia il 20 maggio 1814 dopo la sconfitta di Napoleone. Sul timpano della chiesa è presente l'epigrafe «ORDO POPULUSQUE TAURINUS OB ADVENTUM REGIS» («La nobiltà e il popolo di Torino per il ritorno del re»), scritta dal latinista Michele Provana del Sabbione.
La basilica si trova rialzata rispetto alla piazza dove sorge. Per raggiungere la chiesa si deve salire una scalinata, al termine della quale ci si trova su una piazzetta. Appena terminata la scalinata, alla sua destra e alla sua sinistra, sono presenti due statue, rappresentanti la Fede e la Religione, realizzate da Carlo Chelli. La statua della Fede ha in mano un calice che, secondo la tradizione esoterico-occultistica, si manifesta come un segnale della presenza del Santo Graal a Torino, in particolare lo sguardo della statua indicherebbe la direzione in cui è nascosta la coppa. In realtà la Fede è da secoli raffigurata con il Calice in una mano non solo in questa chiesa ma in centinaia di altre, seguendo le indicazioni dell' Iconologia di Cesare Ripa (1593) in cui si legge «Donna, vestita di bianco, che si tenga la destra mano sopra il petto, & con la sinistra terrà un Calice, & attentamente lo guardi. (...) La mano, che tiene sopra il petto mostra, che dentro nel cuore si riposa la vera, & viva fede, & di quella saremo premiati, non della finta, che molte volte si mostra nella mortificata apparenza de' corpi. Nell'altra mano tiene il Calice, simbolo della Fede, ove si sostentano tutte le nostre speranze, & il fine de' nostri desiderij.» [1]
Prima dell'ingresso della chiesa è presente un pronao esastilo, realizzato da Ferdinando Bonsignore tra il 1827 e il 1831.
A piedi della scalinata sorge una statua dedicata a Vittorio Emanuele I di Savoia.
L'architettura della chiesa riprende quella del Pantheon romano.
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[modifica] Note
- ^ Iconologia, overo descrittione dell'imagini universali cavate dall'antichità et da altri luoghi da Cesare Ripa Perugino, opera non meno utile, che necessaria à Poeti, Pittori, Scultori, per rappresentare le virtù, vitij, affetti, et passioni humane, in Roma, Per gli Heredi di Gio. Gigliotti, MDXCIII, Con Privilegio, et con Licenza de' Superiori.
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