Chiesa dei Santi Venanzio e Ansovino

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Santi Venanzio e Ansovino
La chiesa in una stampa del Vasi
La chiesa in una stampa del Vasi
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione cattolica
Diocesi Diocesi di Roma
Inizio costruzione XIV secolo

La chiesa dei Santi Venanzio e Ansovino era una chiesa di Roma, nel rione Campitelli, posta in una piazzetta vicino alla piazza dell’Aracoeli. Tutta la zona venne abbattuta nel 1928 per la realizzazione della piazza di San Marco ai piedi della scalinata di Santa Maria in Aracoeli.

Di origine tardo medievale, era chiamata San Giovanni in mercatello, dal vicino mercato che fino al 1477 si svolgeva nel Campidoglio, prima del suo trasferimento a piazza Navona. La chiesa, dopo il 1542 passò di mano diverse volte, finché nel 1665 Clemente X la cedette alla Confraternita dei Camerinesi, la quale la restaurò, su disegno di Liborio Raspantini, dedicandola ai suoi santi protettori Venanzio ed Ansovino. Pio IX nell'Ottocento soppresse la corporazione dei Camerinesi ed assegnò in perpetuo l’uso della chiesa e delle case annesse alla pia unione del Sacro Cuore di Maria.

Così il Nibby, nel 1839, descrive il suo interno:

« L'altare principale, il cui quadro è pittura di Luigi Garzi, lo fece erigere la marchesa Girolama Ruspoli con disegno di Gio. Battista Contini : i laterali furono dipinti da Agostino Masucci, e la volta venne colorita dal Pasqualini. Il quadro sull'altare di s. Carlo, ove si vede rappresentato esso santo, la Madonna e s. Filippo è del nominato Garzi: l'altare incontro, la cui cappella fu eretta con architettura di Antonio Gherardi, ha un quadro di questo artista medesimo, esprimente s. Anna: la natività di Maria in uno de' laterali e l'Assunta nella volta sono opera di Michelangiolo Cerruti; l'altro laterale fu condotto da Antonio Grecolini , buon pratico, vissuto sul principio dello scorso secolo. »
(Nibby, op. cit., p. 755)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Manodori, Rione X Campitelli, in AA.VV, I rioni di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000, Vol. II, pp. 619-725

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]