Chiesa dei Santi Elisabetta e Zaccaria

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Coordinate: 42°01′47.58″N 12°28′00.71″E / 42.029882°N 12.466863°E42.029882; 12.466863

Santi Elisabetta e Zaccaria
Prospetto principale
Prospetto principale
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione Cattolica
Diocesi Diocesi di Roma
Consacrazione 6 febbraio 2010
Architetto Giuliano Panieri
Inizio costruzione 2007
Completamento 2009

La chiesa dei Santi Elisabetta e Zaccaria, è una chiesa di Roma nella zona Prima Porta, in via Sulbiate.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è di recente costruzione. La prima pietra è stata posta il 30 settembre 2007 e la costruzione è terminata alla fine del 2009. È stata consacrata dal cardinale vicario Agostino Vallini il 6 febbraio 2010.

La chiesa è sede della parrocchia omonima, eretta il 28 ottobre 1985 con il decreto "A tutti è nota" del cardinale Ugo Poletti, ed affidata al clero diocesano romano.

Il 26 maggio 2013 la chiesa è stata visitata da Papa Francesco, alla sua prima visita in una parrocchia romana.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni numeri indicano la grandezza dell'edificio: l'aula liturgica copre una superficie di 550 metri quadrati, e su essa affacciano 28 lucernari; affianca la chiesa un campanile di 30 metri d'altezza.[1]

« La maglia progettuale della costruzione è dotata di un’organica funzionalità ed è basata sul triangolo. È infatti tutto il complesso a essere caratterizzato da questa figura geometrica. Triangolari sono il sagrato, l’aula liturgica, il salone parrocchiale seminterrato, le zone del piano terra dedicate alle aule per il catechismo - in tutto otto -, l’intreccio dei travi del soffitto in legno lamellare, il motivo marmoreo del pavimento in travertino, il campanile posto sul vertice dell’abside e il piccolo parcheggio laterale alla chiesa. A destra dell’ambone si trova la cappella feriale. Per i sacerdoti c’è invece una grande casa canonica, posta al primo piano. Completano la costruzione la sacrestia, gli uffici parrocchiali e, dietro la parrocchia, un grande terreno dove sorgeranno i due campi sportivi dell’oratorio. »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ articolo di RomaSette

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