Chiesa dei Santi Bartolomeo e Alessandro dei Bergamaschi

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Santi Bartolomeo e Alessandro dei Bergamaschi
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione Chiesa cattolica di rito romano
Titolare Bartolomeo apostolo
Diocesi Roma
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione XVI secolo
Completamento XVIII secolo

La Chiesa dei Santi Bartolomeo e Alessandro dei Bergamaschi (conosciuta anche come Santa Maria della Pietà) è una chiesa di Roma, nel rione Colonna, che si affaccia su Piazza Colonna. È stata la chiesa nazionale dei bergamaschi residenti a Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa originaria venne costruita nella seconda metà del XVI secolo, e prese il nome di Santa Maria della Pietà, dall’immagine che attualmente si trova sopra il portale. La chiesa e gli annessi edifici, compresi tra piazza Colonna e piazza di Pietra, vennero concessi da Papa Benedetto XIII all’Arciconfraternita dei Bergamaschi, la quale aveva dovuta abbandonare la propria sede di San Macuto, assegnata al Collegio Romano. Fu in questa occasione che la chiesa venne intitolata ai patroni Bartolomeo e Alessandro. L'adiacente Ospedale dei Pazzarelli, dove tra la fine del 1589 e il principio del 1590 fu ricoverato Torquato Tasso,[1] fu trasferito nel 1725 in via della Lungara, sul Lungotevere.

La Confraternita fece ristrutturare la chiesa, tra il 1728 e il 1735; alla facciata vi lavorarono due architetti romani, il Contini (1641-1723), allievo del Bernini, e il de Dominicis (1696-1758). Furono essi che incastonarono il bassorilievo della Madonna della pietà in un ovale, ponendolo sopra la porta d’ingresso.

L’interno si presenta a navata unica (affrescata all’inizio del XX secolo), con tre cappelle laterali su ogni lato. Tra le opere principali della Chiesa sono da ricordare: una statua lignea di Cristo alla colonna, dipinta da Filippo del Borgo (1569); all’altare maggiore, la Madonna della Pietà, dipinto ad olio su tavola, ispirato a Guido Reni; il monumento funebre del Card. Furietti, umanista d'origini bergamasche; un altro crocifisso ligneo di autore ignoto (del 1570). All’entrata della Chiesa si trova un’opera moderna che ritrae Papa Giovanni XXIII, anch'esso bergamasco d’origine.

Sul portale d’ingresso un avviso, in italiano e in dialetto bergamasco, invita i turisti ed i pellegrini a visitare la chiesa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L. Tonelli, Tasso, Torino, Paravia, 1935, p. 276

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Guida d'Italia, Roma ("Guida Rossa"), Edizioni Touring Club Italiano, Milano 2002
  • Claudio Rendina, Le chiese di Roma, Newton & Compton editori, Roma 2000

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