Chiesa dei Minoriti

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Coordinate: 48°12′35″N 16°21′50″E / 48.209722°N 16.363889°E48.209722; 16.363889

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Chiesa dei Minoriti
Minoritenkirche
La parte absidale
La parte absidale
Stato Austria Austria
Land Flag of Vienna.svg Viennese
Località Wien 3 Wappen.svgVienna
Religione Cattolica
Titolare Madonna della Neve
Diocesi Arcidiocesi di Vienna
Architetto padre Giacomo di Parigi
Stile architettonico Gotico
Inizio costruzione 1276

La chiesa dei Minoriti (in tedesco Minoritenkirche), il cui nome ufficiale è "Italienische Nationalkirche Maria Schnee" cioè "chiesa nazionale italiana Maria della neve", è una chiesa costruita in stile gotico francese che si trova nel primo Distretto a Vienna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il duca Leopoldo VI di Babenberg, detto il "Glorioso", tornando dalla crociata nel 1219, si fermò ad Assisi per esprimere a san Francesco il desiderio di avere dei frati francescani, già presenti in Germania[1], anche a Vienna.

I frati francescani Alberto da Pisa, Giovanni da Carpi, Martino da Milano e Giacomo da Treviso presero allora la via per la città dove decisero di trapiantare il loro ordine, stabilendosi presso una chiesa precedentemente dedicata ad una santa italiana, Santa Caterina da Siena, nella piazza am Hof, dove risiedeva il duca.

Nel 1260 la chiesa era ormai conosciuta, grazie ai suoi fondatori, come la chiesa degli Italiani e venne dotata di un convento che contava già 150 frati. Il francescanesimo ebbe dunque molti seguaci, soprattutto tra le famiglie nobili, dai principi del Liechtenstein alle famiglie italiane che abitavano a Vienna, quali i Medici, i Ricasoli, i Cavalcanti, gli Stampa e molte altre che spesso facevano tumulare qui i propri defunti, riconoscibili tramite gli stemmi appesi alle pareti.

Ai frati Francescani vennero anche affidate cattedre all’università.

Un incendio nel 1276 diede la possibilità di ricostruire interamente la chiesa, la cui prima pietra fu posta da re Ottocaro II di Boemia e signore d’Austria.

Buona parte della costruzione fu affidata a padre Giacomo di Parigi, realizzatore del portale maggiore, splendida opera in gotico francese.

Nel corso dei secoli la chiesa subì incendi e distruzioni, soprattutto durante le guerre Austro-Turche.

La duchessa Bianca volle la costruzione di un coro, il coro di San Luigi (in onore del suo santo zio re di Francia), che venne realizzato solo più tardi per volere dell’Imperatrice Elisabetta, ma poi tra incendi e guerre andò distrutto e oggi ne sono visibili solo le fondamenta.

il mosaico di Giacomo Raffaelli

La chiesa venne chiamata ufficialmente "degli Italiani" quando Giuseppe II d'Asburgo la donò alla comunità Italiana ad aeternum. Nella chiesa si può scorgere un simbolo di italianità: un mosaico, copia dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, opera di Giacomo Raffaelli, commissionata da Napoleone Bonaparte durante il suo soggiorno a Vienna.

Oggi si celebrano ancora le messe in italiano di Domenica e nelle feste principali, per tutti quegli Italiani che come i frati nel 1200 si sono trasferiti per lavoro o per piacere nella città di Vienna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cronaca di frate Giordano da Giano

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