Chiesa abbaziale di Saint-Ouen

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Coordinate: 49°26′33″N 1°05′59″E / 49.4425°N 1.099722°E49.4425; 1.099722

Abbaziale di Sant-Audoeno
Abbatiale Saint-Ouen
Chiesa abbaziale di Saint-Ouen
Stato Francia Francia
Regione Haute-Normandie flag.svg Alta Normandia
Località Blason Rouen 76.svg Rouen
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Audoeno di Rouen
Diocesi Arcidiocesi di Rouen
Stile architettonico gotico
Inizio costruzione 1318
Completamento 1537
Monumento storico di Francia

La chiesa di Sant'Audoeno (in francese: église Saint-Ouen) è un luogo di culto cattolico e uno dei principali monumenti di Rouen, in Francia.

Già chiesa abbaziale di un monastero benedettino, è famosa per il suo organo monumentale di Aristide Cavaillé-Coll.

Dal 1840 è monumento storico di Francia.

Storia e Architettura[modifica | modifica wikitesto]

veduta della parte absidale
pianta della chiesa
la Torre nolare
il Portale dei Grotteschi
la Facciata principale
veduta della navata centrale
veduta dell'interno
il rosone nord, sinistro
il rosone sud, destro
il Grand'Organo

L'Abbazia benedettina, a cui faceva parte la chiesa, una delle più importanti e potenti della Normandia, venne fondata nel 553 e dedicata a San Pietro. La prima chiesa in questo luogo era una basilica merovingia ove Sant'Audoeno vi fu seppellito nel 684 dando da allora il nome all'Abbazia.

Rovinata dai Vichinghi nell'841, la chiesa venne ricostruita in stile romanico, secondo i canoni carolingi, dall'Abate Nicola di Normandia a partire dal 1062, il quale acquisì nel 1090 dall'abate di Soissons numerose reliquie. L'edificio, maestoso, venne consacrato il 17 ottobre 1126 e il corpo di Sant'Audoeno e le altre reliquie vi furono trasferite il 26 ottobre.

Tuttavia la chiesa venne gravemente devastata da un incendio nel 1248, e in seguito vide il crollo del coro. Nel 1318 l'abate Jean Roussel detto Abbé Marc d'Argents ne decise e diresse la totale ricostruzione. Il nuovo ambizioso cantiere, l'attuale, rimarca le fondamenta dell'edificio precedente, dalle dimensioni di vera e propria cattedrale. I lavori, concepiti in un mirabile stile gotico-fiammeggiante vennero affidati al Mastro-costruttore Alexandre de Berneval, ma procedettero assai lentamente, rallentati dalla pesante Guerra dei Cent'anni. Infatti il piedicroce venne terminato solo nel 1537 e la facciata principale solo nell'Ottocento.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Saint-Ouen si presenta dalle dimensioni maestose, addirittura appena superiori a quelle di Notre-Dame di Parigi, e in una sfavillante veste gotico-fiammeggiante ricchissima di trafori, statue, decorazioni, archi rampanti. Ha pianta a croce latina e secondo la tipica tradizione normanna presenta una torre nolare sulla crociera. Il coro, dall'abside pentagonale e cinto da undici cappelle radiali, è una meraviglia del gotico-fiorito in un'armonia di forme e di equilibri. Sul fianco settentrionale del coro, si erge la cosiddetta Tour aux Clercs poggiante su un'absidiola, è l'unica vestigia della chiesa romanica precedente. Al fianco nord del piedicroce si addossa l'unica galleria superstite del chiostro gotico.

Portale dei Grotteschi[modifica | modifica wikitesto]

Spicca sulla facciata laterale del transetto destro il bel Portail des Marmousets, Portale dei Grotteschi, preceduto da un portico quattrocentesco dalla volta a chiavi pendenti. La parte inferiore dei piedritti e del pilastro centrale, sono scolpiti con quaranta medaglioni quadrilobati raffiguranti la Vita di Sant'Audoeno dove la cui statua troneggia sul pilastro centrale. Nel timpano sono l Storie della Vergine.

La facciata principale[modifica | modifica wikitesto]

La facciata venne compiuta e rimodellata in stile neogotico fra il 1846 e il 1851, secondo i progetti dell'architetto Henri Grégoire, ispirati alla facciata del Duomo di Colonia. Le basi delle torri del XVI secolo venne distrutte e rifatte, unico elemento originale è il pregevole rosone.

L'interno[modifica | modifica wikitesto]

L'imponente e vasto interno, con grande transetto e coro a deambulatorio, si presenta luminosissimo. Il piedicroce è diviso in tre navate da possenti pilastri a fascio senza capitelli che reggono alte volte a crociera costolonate. Fra i pilastri si aprono gli archi ogivali al di sopra dei quali corre la leggerissima galleria del triforio sormontata dal cleristorio. Secondo il tipico gusto dello stile gotico-fiammeggiante, tutta la struttura architettonica è ridotta al minimo delle murature, infatti tutte le pareti delle navate laterali, del triforio e del cleristorio risultano completamente aperte da immensi finestroni vetrati.

Il Coro è chiuso da pregevoli cancellate in ferro battuto eseguite fra il 1740 e il 1749 da Nicolas Flambart. All'interno del recinto sono conservati stalli seicenteschi, e sopra le grandi arcate, sotto il triforio, sussistono pitture murali del XIV secolo. L'altar maggiore, in ottone dorato è opera dell'architetto Sauvageot realizzata dall'atelier Poussielgue-Rusand nel 1885.

Vetrate[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i finestroni della chiesa sono dotati di vetrate che costituiscono un prezioso insieme di grande omogeneità e coerenza, tutte realizzate fra il XIV e il XV secolo.

Il ciclo di vetrate che orna la navata centrale raffigura unicamente personaggi in piedi, data l'elevata altezza dell'edificio che rende impossibile la lettura di scene religiose più piccole. Sul lato sinistro sono i Patriarchi, i Profeti e le Sibille; mentre sul lato destro Santi, Prelati e Apostoli. Essendo una chiesa abbaziale, non presenta cappelle ai lati delle navate laterali, così ogni campata sfocia direttamente su una vetrata, qui raffiguranti Scene religiose inquadrate da grandi cornici architetturali di finissima esecuzione.

Nelle finestre alte del coro continua la serie di personaggi in piedi. Sola eccezione fa la finestra absidale, moderna, che rappresenta la Crocifissione di Gesù, e fu realizzata da Max Ingrand.

Alle finestre delle cappelle radiali si trova il più grande ciclo di vetrate trecentesche di Francia, che rappresenta la Vita dei Santi onorati nell'abbazia.

Splendidi rosoni sono incastonati nelle facciate del transetto e nella facciata principale. Quello del transetto destro è decorato da un'opera del Mastro-vetraio Alexandre de Berneval raffigurante l'Albero di Jesse; quello del transetto sinistro, dal particolare disegno stellare a indicare la Stella polare, mostra la Gerarchie angeliche, realizzato Colin de Berneval, figliodel precedente. Il rosone della facciata principale, invece, reca vetrate moderne astratte dalle forti tinte blu, in netto contrasto col resto del ciclo pittorico.

Organo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Organi della chiesa abbaziale di Saint-Ouen a Rouen.

La chiesa possiede un pregevole organo, che insieme a quello della Chiesa di Saint-Sulpice di Parigi è il più famoso di Francia. Possiede una fastosa mostra d'organo barocca del 1630. Lo strumento originale venne costruito da Crespin Carlier nel 1630, ma nel 1890 venne ricostruito dal celebre organaro Cavaillé-Coll. I suoi 4 mantici e i 64 registri ispirarono al compositore Charles-Marie Widor la sua Sinfonia gotica n° 9 Po. 70, che dedicò a questo strumento.

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Lunghezza : 134 m
Altezza delle volte: 33 m
Larghezza del piedicroce: 26 m
Larghezza del transetto : 54 m
Altezza della Torre nolare : 82 m

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean-François Pommeraye, Histoire de l'abbaye royale de S. Ouen de Rouen, Richard Lallemant e Louis du Mesnil, Rouen, 1662.
  • André Masson, Jean Lafond e William James Battle, L'Église abbatiale Saint-Ouen de Rouen, Paris, H. Laurens, 1927
  • Jean Lafond, Françoise Perrot e Paul Popesco, Les Vitraux de l'église Saint-Ouen de Rouen, Caisse nationale des monuments historiques.
  • Martine Callias-Bey, Abbatiale Saint-Ouen, les verrières, Rouen, vol. 31, Connaissance du patrimoine de Haute-Normandie, 1993 (ISBN 2-9506014-7-2)
  • Jean-Michel Leniaud, Historicité ou perfectionnisme: le débat sur la façade de Saint-Ouen de Rouen, Bulletin archéologique, Paris, 1978.
  • Jean-Michel Leniaud, Fallait-il achever Saint-Ouen de Rouen ?, ASI Edizioni, 2002 (ISBN 978-2-912461-05-6)
  • Henri Decaëns, Rouen, Ed. Ouest-France, 1994 (ISBN 978-2-7373-1777-4).
  • Photo-Club Rouennais (pref. Gaston Le Breton), Normannia. Documents sur la Normandie, J. Lecerf, 1895.
  • Jean-Pierre Chaline, L'Abbaye Saint-Ouen de Rouen des origines à nos jours, Rouen, Société de l'Histoire de Normandie, 2009.
  • Théodore Licquet, Rouen, son histoire, ses monuments, ses environs…, A. Le Brument, Rouen, 1855.
  • Jean-Jacques Bourassé, Abbayes et monastères de France, histoire, monuments, souvenirs et ruines, A. Mame et fils, Tours, 1900.
  • Jules-Étienne Quicherat, Mélanges d'archéologie et d'histoire…, A. Picard, Paris, 1885-86.
  • J. Macé, Histoire de l'abbaye royale de Saint-Ouen, L'Université catholique, 1841.
  • François Lemoine, Jacques Tanguy, Rouen aux 100 clochers : dictionnaire des églises et chapelles de Rouen (avant 1789), Rouen : Ed. PTC, 2004.
  • François Farin, Histoire de la ville de Rouen, Volume 2, Rouen: Louis du Souillet, 1731.
  • Martine Callias Bey, Véronique Chaussé, Françoise Gatouillat, Michel Hérold, Corpus Vitrearum - Les vitraux de Haute-Normandie, Éditions du patrimoine, Paris, 2001 (ISBN 2-85822-314-9).

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