Chiesa di Saint-Étienne-du-Mont

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Coordinate: 48°50′47.59″N 2°20′52.76″E / 48.846553°N 2.347989°E48.846553; 2.347989

Chiesa di Saint-Étienne-du-Mont
Église Saint-Étienne-du-Mont
Veduta esterna
Veduta esterna
Stato Francia Francia
Regione France moderne.svg Île-de-France
Località Grandes armes de la ville de Paris.svg Parigi
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Parigi
Consacrazione 25 febbraio 1626
Stile architettonico Tardo gotico
Inizio costruzione 1494
Completamento 1610
Logo monument historique - rouge ombré, encadré.svg

La chiesa di Saint-Étienne-du-Mont (in francese église Saint-Étienne-du-Mont) è un edificio sacro situato sulla montagna Sainte-Geneviève, nel V arrondissement di Parigi, in prossimità del lycée Henri-IV e del Panthéon.

Dal 1862 è monumento storico di Francia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa Saint-Étienne-du-Mont (chiesa Santo Stefano al Monte) ha origine dall’abbazia di Sainte-Geneviève, dove santa Genoveffa fu inumata nel VI secolo. L'abbazia richiamava molti laici al suo servizio quindi fu destinata a costoro, in un primo tempo, una cappella situata nella cripta. Consacrata alla Vergine Maria, poi a san Giovanni apostolo, il luogo si rivela troppo esiguo per accogliere tutti i fedeli. Nel 1222, il papa Onorio III autorizza la fondazione di una chiesa autonoma, che sarà consacrata questa volta a santo Stefano, titolare dell'antica cattedrale di Parigi.

Coro e tribuna (jubé)

Rapidamente, il nuovo edificio diventa ben presto insufficiente per il numero talmente elevato della popolazione: la Sorbona e numerosi collegi sono situati nel territorio della parrocchia. La chiesa viene ingrandita nel 1328, ma una ricostruzione completa diventa necessaria nel XV secolo. Nel 1492, i monaci genoveffani donano una parte delle loro terre per l’edificazione della nuova chiesa che fu costruita a tappe dandole così un aspetto composito. Sotto la direzione dell’architetto Étienne Viguier, i lavori iniziano dall’abside e dal campanile nel 1494; le due prime campane vengono fuse nel 1500. Il coro, di stile gotico fiammeggiante, viene terminato nel 1537. La tribuna (jubé) viene costruita verso il 1530-1535. Nel 1541, Guy, vescovo di Mégare, benedice gli altari delle cappelle dell’abside. Nello stesso anno, la parrocchia stipula dei contratti per le vetrate e le statue con artigiani parigini. La navata, in stile Rinascimento, non viene terminata prima del 1584. La prima pietra della facciata viene posta nel 1610 da Margherita di Valois, che dona 3.000 libbre.

La chiesa viene consacrata il 25 febbraio 1626 da Giovanni Francesco di Gondi, primo arcivescovo di Parigi, zio del cardinale di Retz. Nondimeno, i lavori continuano: nel 1636, vengono collocati i grandi organi, opera del fabbricante Pierre Pescheur, mentre le casse erano state realizzate da Jean Bureau. Nel 1651, un nuovo pulpito viene installato. Vengono anche costruiti dei locali per i fabbricieri e gli alloggi per i sacerdoti. Nel XVII e XVIII secolo, la chiesa Saint-Étienne-du-Mont gode di grande prestigio. Diventa teatro di imponenti processioni durante le quali la teca di santa Geneviève viene trasportata nella cattedrale di Notre-Dame per ritornare in seguito nella sua chiesa. Questa accoglie anche le spoglie di Pierre Perrault, padre dell’autore delle Contes, del pittore Eustache Le Sueur e di Pascal. Quelle di Racine e di Louis-Isaac Lemaistre de Sacy vengono trasferite nel 1711 da Port-Royal a Saint-Étienne.

Il martirio di santo Stefano, opera di Gabriel-Jules Thomas (1863). Timpano del portale della chiesa.

Durante la Rivoluzione francese, la chiesa viene in un primo tempo chiusa, poi trasformata in tempio della Pietà filiale. Il culto cattolico viene ripristinato nel 1801 col favore del concordato. L’anno seguente, la demolizione della chiesa abbaziale Sainte-Geneviève e l’apertura della rue Clovis fanno di Saint-Étienne un edificio autonomo. Sotto il Secondo Impero, la chiesa viene restaurata da Victor Baltard: la facciata viene ricostruita e le statue distrutte dai rivoluzionari, vengono restituite. Baltard fa costruire dietro l’abside, nell’area dell’antico ossario, anche la cappella dei catechismi.

Il XIX secolo è marcato da diversi avvenimenti. Il 10 gennaio 1805, il papa Pio VII celebra la messa nella chiesa. Nel 1833, Frédéric Ozanam, parrocchiano di Saint-Étienne, fonda con alcuni amici la Società di San Vincenzo de' Paoli. Il 3 gennaio 1857, monsignore Sibour, arcivescovo in carica, vi è assassinato al grido di "abbasso le dee!" dal prete interdetto Jean-Louis Verger, contrario al dogma dell’Immacolata Concezione. Una lapide all’entrata della navata indica il luogo dove venne ucciso il prelato, che stava per iniziare la novena di santa Geneviève. L’occultistico Eliphas Lévi è indirettamente immischiato in questo tragico avvenimento che narrerà in una delle sue opere.

Il 23 agosto 1997 il papa Giovanni Paolo II vi celebra una messa all’epoca della visita a Parigi, in occasione della Giornata mondiale della gioventù.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Interno della chiesa

Oggi la chiesa si distingue per il suo asse curvo, dalla navata al transetto; per la sua tribuna (jubé) pensile di marmo bianco finemente scolpito da Biart Padre (1545) (attualmente unica a Parigi) che attraversa da parte a parte la navata e con due scale laterali in pietra traforata; per il suo pulpito disegnato da Laurent de la Hyre e scolpito da Claude Lestocart; per la sua cassa dell’organo (1631), la più antica della capitale. La chiesa custodisce pure la teca che conteneva le reliquie di santa Geneviève fino al 1793 (data in cui queste furono gettate nelle fogne), la tomba di Blaise de Vigenère, di Blaise Pascal, di Racine, e di monsignore Sibour.

Huysmans la descriveva in En route (1895) come una delle più belle chiese di Parigi.

Organi a canne[modifica | modifica wikitesto]

Organo maggiore[modifica | modifica wikitesto]

L'organo maggiore della chiesa, collocato sulla cantoria in controfacciata, fu costruito nel 1630 da Pierre le Pescheur ed è uno dei più antichi ed importanti strumenti della città. Successivamente è stato ampliato da François-Henri Clicquot e poi da Aristide Cavaillé-Coll e ancora da Beuchet-Debierre nel 1956 su progetto di Maurice Duruflé. Piccoli interventi sono stati fatti nel 1975 e 1991 rispettivamente da Gonzalez e Dargassies.

Attualmente (2011) lo strumento è a trasmissione elettrica con un totale di 89 registri suddivisi fra le quattro tastiere (di 56 note ciascuna) e la pedaliera (di 32 note). La cassa dell’organo è considerata un capolavoro di falegnameria costruita da Jean Burron nel 1630. Di seguito la sua disposizione fonica:

Prima tastiera - Grand-Orgue
Montre 16'
Bourdon 16'
Montre 8'
Principal 8'
Bourdon 8'
Flûte harmonique 8'
Prestant 4'
Flûte à cheminée 4'
Doublette 2'
Grand cornet V
Mixture II
Fourniture IV
Cymbale III
Bombarde 16'
Trompette 8'
Clairon 4'
Seconda tastiera - Positif
Principal 8'
Bourdon 8'
Flûte creuse 8'
Prestant 4'
Flûte 4'
Nasard 2.2/3'
Doublette 2'
Tierce 1.3/5'
Larigot 1.1/3'
Septième 1.1/7'
Piccolo 1'
Plein-jeu IV
Trompette 8'
Cromorne 8'
Chalumeau 4'
Clairon 4'
Terza tastiera - Récit expressif
Quintaton 16'
Principal italien 8'
Cor de nuit 8'
Gambe 8'
Voix céleste 8'
Fugara 4'
Flûte 4'
Nasard 2.2/3'
Octavin 2'
Tierce 1.3/5'
Fourniture IV
Cymbale III
Bombarde 16'
Trompette 8'
Clarinette 8'
Basson-hautbois 8'
Voix humaine 8'
Clairon 4'
Quarta tastiera - Echo expressif
Dulciane 16'
Principal 8'
Bourdon 8'
Salicional 8'
Unda maris 8'
Principal 4'
Flûte conique 4'
Doublette 2'
Sesquialtera II
Plein-jeu IV
Trompette 8'
Hautbois 8'
Régale 8'
Trompette en chamade 8'
Clairon 4'
Pédale
Bourdon 32'
Bourdon 16'
Principal 16'
Flûte 16'
Grande quinte 10.2/3'
Bourdon 8'
Principal 8'
Flûte 8'
Grande tierce 6.2/5'
Quinte ouverte 5.1/3'
Grande septième 4.4/3'
Principal 4'
Flûte 4'
Tierce 3.1/5'
Nasard 2.2/3'
Flûte 2'
Fourniture IV
Bombarde 16'
Trompette 8'
Clairon 4'
Bassons 32'
Basson 16'
Basson 8'
Basson 4'

Organo corale[modifica | modifica wikitesto]

Nel coro si trova un organo a canne costruito per l'accompagnamento liturgico da Théodore Puget nel 1902 e situato all'interno di una cassa lignea sobriamente decorata in stile neogotico. Lo strumento è a trasmissione pneumatica ed ha due tastiere di 56 note ed una pedaliera di 30. La sua disposizione fonica è la seguente:

Prima tastiera - Grand-Orgue
Bourdon 16'
Montre 8'
Bourdon 8'
Flûte Harmonique 8'
Salicional 8'
Prestant 4'
Trompette 8'
Seconda tastiera - Récit expressif
Cor de nuit 8'
Viole de gambe 8'
Voix céleste 8'
Flûte octaviante 4'
Forniture IV
Basson-hautbois 8'
Pédale
Soubasse 16'
Basse 8'

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • VI secolo – La prima cappella viene edificata sulla cripta dell'abbazia di Sainte-Geneviève
  • XIII secolo – Una chiesa separata viene costruita sul lato nord della cappella
  • 1491 – Costruzione del campanile
  • 1537 – Costruzione del santuario
  • 1545 – Costruzione delle gallerie
  • 1580 – Costruzione delle volte della navata e del transetto
  • 1624 – Erezione del campanile
  • 1807 – Demolizione della chiesa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernard Mahieu, L'église Saint-Étienne-du-Mont de Paris, SIDES/Éditions de la Tourelle, coll. « Les plus belles églises de Paris », Paris, 1985

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